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OSSERVARE: Punti di Vista, il Pensiero Divergente

Le cose non sono sempre quelle che osserviamo con gli stessi occhi ma possono mutare, a seconda dei punti di vista considerati. Una casa è una casa e non cessa di essere una casa, anche se guardata da punti di vista diversi, ma, è comunque una diversa casa....Milton H Erickson considerava il cambiamento del punto di vista come la cosa più importante che si poteva ottenere da una terapia, perché segnava inizio di un mutamento, che sarebbe poi proseguito a cascata: se io cambio il mio modo di guardare alle cose le affronterò in modo diverso, cosicché otterrò risposte diverse... Il pensiero convergente, centripeto, brucia lo spazio, occupandolo tutto e si approfondisce nel nostro io, soffocandolo. Il pensiero divergente può muoversi i tutte le direzioni, a raggiera, come i petali di un fiore, e conquista sempre più nuovi spazi, man mano che si allarga… Qualsiasi problema, elaborato in modo convergente, si stratifica su precedenti pensieri, come se fossero strati geologici sedimentati, è un imbuto rovesciato, che prima o poi viene colmato saturato e diviene un peso insostenibile, che l’essere umano non riesce a gestire e a sopportare. Ed a volte pur di liberarsi da quell’eterno insopportabile brusio della vita, sceglie l’apparente serenità della morte. Il pensiero divergente, non ha una ideologia, la trova strada facendo, nei suoi percorsi, che possono andare in tutte le direzioni , come una opportunità che si rinnova, come una vela che non percorre un percorso fisso, ma segue il vento e più si allarga e più aumenta e si dilata la sua conoscenza ....componendo il puzzle della propria esistenza.

Le cose non sono sempre quelle che osserviamo con gli stessi occhi

ma possono mutare,

a seconda dei punti di vista considerati.

Una casa è una casa

e non cessa di essere una casa,

anche se guardata da punti di vista diversi,

ma, è comunque una diversa casa.

E così possono cambiare i nostri punti di vista sulle cose,

che affrontiamo ogni giorno.

Forse,è il solito, consueto punto di vista sulle cose,

che ce le fa affrontare sempre allo stesso modo,

ottenendo le consuete risposte.

Milton H Erickson

considerava il cambiamento del punto di vista

come la cosa più importante che si poteva ottenere da una terapia,

perché segnava inizio di un mutamento,

che sarebbe poi proseguito a cascata:

se io cambio il mio modo di guardare alle cose

le affronterò in modo diverso,

cosicché otterrò risposte diverse

ed sarò sulla strada per risolvere il mio problema.

E’ l’impatto sulle cose che ci danneggia,

non le cose di per se.

E’ come noi le vediamo

e poi come noi le elaboriamo, mentalmente, quelle cose,

che ci crea un problema …

Il cambiamento del punto di vista

sta alla base della terapia ericksoniana.

Il cambiamento del pensiero

da convergente, a spirale dentro noi stessi,

all’allargamento del pensiero fuori di noi:

il pensiero divergente.

Il pensiero convergente,

centripeto,

brucia lo spazio,

occupandolo tutto

e si approfondisce nel nostro io, soffocandolo.

Il pensiero divergente

può muoversi i tutte le direzioni,

a raggiera,

come i petali di un fiore,

e conquista sempre più nuovi spazi,

man mano che si allarga…

Qualsiasi problema,

elaborato in modo convergente,

si stratifica su precedenti pensieri,

come se fossero strati geologici sedimentati,

è un imbuto rovesciato,

che prima o poi viene colmato saturato

e diviene un peso insostenibile,

che l’essere umano non riesce a gestire e a sopportare.

Ed, a volte, pur di liberarsi

da quel continuo insopportabile brusio della vita,

sceglie l’apparente serenità della morte.

Il pensiero divergente,

non ha una ideologia,

la trova strada facendo,

nei suoi percorsi,

che possono andare in tutte le direzioni ,

come una opportunità che si rinnova,

come una vela che non percorre un percorso fisso,

ma segue il vento, più si allarga, più aumenta

e dilata la sua conoscenza

e si accresce strada facendo di tutto quello che trova ,

sintonia su sintonia,

analogia su analogia,

assonanza su assonanza,

sfumatura su sfumatura,

pezzo per pezzo,

componendo il puzzle della propria esistenza.

Nelle diverse stagioni della nostra vita.

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