"La Moto mette alla prova il cervello"

La moto esprime una soldarietà diversa, l'uomo resta uomo perchè non più prigioniero del suo involucro di plastica e metallo che fa divenire il suo cuore della stessa materia, che lo avvolge. Dedicato a tutti quelli che sono partiti per questo volo e non hanno più fatto ritorno e che continano a volare.

La moto è un prolungamento di se, è un contatto diretto coi propri limiti e con la voglia irresistibile di volare, frammista ad un senso di osare, di andare oltre, la moto è anche libertà pura, voglia di fare e di strafare, desiderio irrefrenabile di andare lontano senza coercizione alcuna, desiderio di guardare senza filtri quello che ti circonda, desiderio di assaporare ed annusare gli odori nell’aria delle piante e dei fiori e di farli entrare in te. Sensazione irrefrenabile di urlare al mondo la tua esistenza e la tua voglia di vivere col cielo direttamente sopra la testa, col sole che ti illumina e le stelle che di notte ti accompagnano nel tuo volo solitario o con una donna che si stringe a te .

La moto esprime una soldarietà diversa, l’uomo resta uomo perchè non più prigioniero del suo involucro di plastica e metallo che fa divenire il suo cuore della stessa materia, che lo avvolge.

Dedicato a tutti quelli che sono partiti per questo volo e non hanno più fatto ritorno e che continano a volare.

Gilberto Gamberini

“il nostro cervello segue una ‘’procedura’’ standard: - Percezione e Analisi della situazione; - Riconoscimento di quanto percepito; - Decisione sul da farsi; - Azione ….una eccessiva sicurezza della propria performance basata sul fatto di essere certi di avere riflessi rapidi è illusoria: bisogna aver prima percepito, riconosciuto la situazione, deciso, per poi attuare la decisione stessa. Quando misuriamo i nostri riflessi in modo semplice, per esempio con uno dei tanti videogiochi, in genere già sappiamo cosa dobbiamo percepire e sappiamo già anche come agire: abbiamo in sostanza una buona informazione a priori, che annulla quasi i tempi di riconoscimento e decisione. Sulla strada è diverso: non sempre è facile percepire rendersi conto del percepito, decidere ed agire. Ogni situazione è diversa, le decisioni possono variare in funzione di numerose variabili ….”
““Libertà, equilibrio e piacere. Poche cose possono dare gioia come il guidare una moto. Il senso di libertà …. il gusto di sentirsi a contatto con il resto dell’ambiente, rappresentano un piacere unico. …..La moto è sostanzialmente un giroscopio e come tale deve essere considerata in ogni momento: un sistema il cui equilibrio è instabile. Dunque, per evitare di incorrere in danni….è necessario essere in grado di “dominare” questo giroscopio … come pure di vigilare affinchè gli inevitabili rischi che si incontrano sulla strada vengano “azzerati” per tempo. Quanto detto fa’ comprendere come alla base di una guida sicura della moto (ma anche dello scooter, del ciclomotore, della bicicletta) stanno caratteristiche di capacità ed attenzione superiori ….ai giovani che amano la moto, tanto da considerarla addirittura ‘’stupefacente’’, è possibile solo se si riesce ad immedesimarsi nel loro mondo con profondo rispetto….”

Fonte Italia Salute

La moto è un prolungamento di se, è un contatto diretto coi propri limiti e con la voglia irresistibile di volare, frammista ad un senso di osare, di andare oltre, la moto è anche libertà pura, voglia di fare e di strafare, desiderio irrefrenabile di andare lontano senza coercizione alcuna, desiderio di guardare senza filtri quello che ti circonda, desiderio di assaporare ed annusare gli odori nell’aria delle piante e dei fiori e di farli entrare in te. Sensazione irrefrenabile di urlare al mondo la tua esistenza e la tua voglia di vivere col cielo direttamente sopra la testa, col sole che ti illumina e le stelle che di notte ti accompagnano nel tuo volo solitario o con una donna che si stringe a te .

La moto esprime una soldarietà diversa, l’uomo resta uomo perchè non più prigioniero del suo involucro di plastica e metallo che fa divenire il suo cuore della stessa materia, che lo avvolge.

Dedicato a tutti quelli che sono partiti per questo volo e non hanno più fatto ritorno e che continano a volare.

Gilberto Gamberini

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