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Anziani: Vivere a lungo Vivere bene Più impari più puoi imparare

La passeggiata stimola l’attenzione dell’anziano verso l’esterno, lo porta a contatti sociali e lo distrae dai suoi acciacchi e dalla sua solitudine. Il passeggiare lo porta ad un coinvolgimento corporeo e psichico con le sue percezioni, i suoi piedi a contatto con la terra, i suoi movimenti, con le sue immagini, quello che vede intorno a se e che resta nella sua memoria, con i suoni e le voci che raccoglie e che il suo cervello può elaborare. Altrettanto importante è l’allenamento mentale, l’esercizio mentale, lo sviluppo della attenzione verso l’esterno, che può estrinsecarsi anche solo nel leggere le notizie di un quotidiano, lo coinvolge di nuovo nella vita....Il coinvolgimento con quello che facciamo, il sentirsi utili e necessari ed avere i giusti stimoli è la migliore medicina e nei limiti del possibile e del fattibile è necessario mantenere il contatto con quello che facevamo in precedenza...Un anziano che si sente inutile, messo in disparte, abulico, subirà un invecchiamento precoce con disturbi cognitivi psichici importanti....Perché un anziano ritorna un po’ bambino e ha bisogno di sentirsi amato alla stessa maniera....

Anziani: Vivere a lungo Vivere bene

Dieta mediterranea migliora la sopravvivenza nell’anziano

 Fra soggetti di età compresa fra 70 e 90 anni, il rispetto di una dieta mediterranea e di uno stile di vita salutare è associato ad una diminuzione di più del 50% nella mortalità complessiva e causa-specifica. Le abitudini dietetiche ed i fattori relativi allo stile di vita sono infatti correlati a mortalità complessiva, coronaropatie, malattie cardiovascolari e tumori, ma pochi studi hanno finora investigato questi fattori in combinazione fra loro. Dato l’effetto cumulativo dei fattori negativi nel corso della vita, è particolarmente importante per gli anziani adottare una dieta e abitudini che minimizzino il rischio di morte per morbidità e massimizzino le prospettive di un invecchiamento salubre. Stabilire una relazione causale fra dieta mediterranea e sopravvivenza richiederebbe uno studio apposito di taglio interventistico, ed inoltre il numero di anni ed individui nei quali mantenere uno stile di vita simile per ottenere un beneficio è sconosciuto. In ogni caso, una dieta mediterranea ricca di verdure in combinazione con l’astensione dal fumo, con il consumo moderato di alcool e con almeno 30 minuti di attività fisica al giorno è associata con un tasso di mortalità significativamente più basso, anche in età avanzata. D’altro canto, per svolgere un effetto protettivo, i comportamenti salubri non hanno bisogno di essere estremi. Per esempio, il criterio dell’attività fisica può essere raggiunto con mezz’ora di cammino al giorno. E’ stato dimostrato che anche nella sindrome metabolica la dieta mediterranea è superiore ad una dieta a basso contenuto di grassi.

(JAMA. 2004;292:1433-1439, 1490-1492)

anziani: ‘passeggiatina’ contro rischio demenza senile

Roma, 22 set. (Adnkronos Salute) - La passeggiatina quotidiana puo’ aiutare a prevenire la demenza senile. I benefici effetti del movimento, per uomini e donne in eta’ avanzata, ”anche per ridurre i problemi cognitivi”, sono stati rivelati da due separati studi statunitensi, pubblicati sul ‘Journal of the American Medical Association. Ricerche precedenti avevano evidenziato l’importanza dell’attivita’ fisica contro il rischio di demenza senile, ma nessuno aveva trovato legami positivi tra i ‘due passi’ e la buona forma della mente degli anziani .

Un primo studio dell’University School of Medicine, della Virginia, ha monitorato dal 1991 al 1999 circa 70 uomini anziani. Durante questo periodo ad alcuni e’ stata diagnosticata la demenza senile. Tra quelli sani e’ stato possibile verificare il beneficio dato dal movimento quotidiano. Camminare almeno per 0.25 miglia al giorno riduceva il rischio di demenza. ”Per quanto complesso questo studio, unito ai precedenti mostra evidenti connessioni le passeggiate e la dimuzione dei rischi di demenza - dice Robert Abbott, a capo della ricerca - ma ancora non sono del tutto chiari i motivi del legame”. In un secondo studio i ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston hanno osservato 18.766 donne sopra i 70 anni di eta’. A tutte e’ stato chiesto di completare un questionario ogni due anni, a partire dal 1986. Quindi il campione e’ stato suddiviso in 5 gruppi, in base alla vitalita’ mostrata nei test. Cosi’ si e’ potuto osservare che il gruppo composto dalle persone piu’ attive e’ risultato anche quello con il 20% di rischio piu’ basso di sviluppare la demenza senile. ”Un elevato livello di attivita’ fisica, incluso il passeggiare - dice Jennifer Weuve, che ha diretto lo studio - e’ associato a migliori funzioni cognitive e un minore rischio di demenza”. (Stg/Adnkronos Salute)

 

I due articoli sugli anziani, il primo della prestigiosa rivista Jama

che riguarda l’anziano “normale” e l’altro dell’University School of Medicine, della Virginia,  che riguarda l’anziano con diturbi cognitivi (disturbi  della memoria, dell’orientamento, della sua comunicazione , confusione mentale)fino a sviluppare deficit estremi come nell’Alzheimer.

Negli articoli si evidenzia l’importanza della dieta, la dieta mediterranea, considerata la migliore  e la più equilibrata per il fabbisogno corporeo e l’importanza del movimento, della attività fisica quotidiana, che può essere anche una semplice passeggiata.

 

Che il movimento fisico aiuti e stimoli la circolazione arteriosa, sia periferica che cerebrale quindi con maggiore possibilità di contrastare l’invecchiamento fisiologico, è un dato assodato, ma vi è da aggiungere che la passeggiata, l’uscire di casa, può essere un rimedio contro la Depressione dell’anziano, che è assai frequente, e non solo nella età molto avanzata.

La passeggiata stimola l’attenzione dell’anziano verso l’esterno,

lo porta a contatti sociali  e lo distrae dai suoi acciacchi

e dalla sua solitudine.

 

Il passeggiare lo porta ad un coinvolgimento corporeo e psichico con le sue percezioni, i suoi piedi a contatto con la terra, i suoi movimenti, con le sue immagini, quello che vede intorno a se e che resta nella sua memoria, con i suoni e le voci che raccoglie e che il suo cervello può elaborare.

Altrettanto importante è l’allenamento mentale, l’esercizio mentale, lo sviluppo della attenzione verso l’esterno, per esempio leggere le notizie di un quotidiano, lo coinvolge di nuovo nella vita.

 

Ricordo un direttore di banca, andato precocemente in pensione, da persona attiva, con incarico di responsabilità, si era trasformato in persona passiva che aspettava la fine della giornata, senza stimoli che apparentemente lo interessassero.

Io lo vidi dopo 6 mesi dal pensionamento, quasi non mi riconosceva, era confuso, con lo sguardo assente.

Il coinvolgimento con quello che facciamo, il sentirsi utili e necessari ed avere i giusti stimoli è la migliore medicina e nei limiti del possibile è necessario mantenere il contatto con quello che facevano in precedenza.

 

Il sentirsi utili e necessari, il coinvolgimento in quello che facciamo, come realizzarla in termini pratici?

 

Un anziano che si sente inutile, messo in disparte, abulico, subirà un invecchiamento precoce con disturbi cognitivi importanti.

 

Se si tratta di vostra madre, un rimedio…..rendetela e fatela sentire indispensabile …. la vedrete rinascere.

 

Fatele capire che senza di lei non riuscite più  a gestire la vostra vita, affidatele un compito preciso di cui  lei sia responsabile.

Per es: affidatele la cucina, implorandola di prendersi questo incarico.

 

Risultato…. avrete una persona anziana rinata che si sentirà importante come una volta e voi mangerete molto meglio e più sano.

E’ evidente che in questa operazione, è parte importante anche il rapporto affettivo che riuscite a creare con lei.

Perché un anziano ritorna un po’ bambino e ha bisogno di sentirsi amato alla stessa maniera.

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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