
Il grande maestro del monastero di Shao-Lin
tornò alla grande manifestazione,
organizzata per lui in Occidente.
Ognuno degli allievi voleva sapere qualcosa da lui
e voleva parlargli.
Lui ascoltava, in silenzio,
mentre loro parlavano di se stessi,
della loro abilità
e magnificavano le loro doti
in tecniche e metodi, che, per lui erano primordiali.
Eppure, lui taceva
e ascoltava, in silenzio,
come se gli raccontassero
la più bella fiaba del mondo.
Lui
li prendeva tutti sul serio
e annuiva col capo,
osservandoli attentamente
e pendeva dalle loro labbra,
tenendoli in massima considerazione.
Era una gara
chi raccontava di più
ed il meglio di se.
Andarono via tutti soddisfatti.
L’allievo più caro al maestro,
che, era anche il più esperto rispetto agli altri, gli chiese
“ Maestro,
perché non avete mai parlato,
loro volevano imparare e sapere qualcosa da voi
e voi avete loro lasciato dire un sacco di stupidaggini,
o perlomeno cose, che, per voi sono conosciute
ed antiche come il mondo.
Perché?”
Il maestro
lo guardò, serenamente, negli occhi e disse
“ Vedremo domani cosa diranno di me!”
“Vedrai diranno,
che, sono stato il migliore
e che non c’è nessuno più bravo di me,
proprio perché non ho detto nulla,
ma, li ho lasciati parlare liberamente
ed ognuno di loro parlando
e sapendo che io li ascoltavo
si sentiva ancora più importante.
Hanno acquistato fiducia in loro stessi
e nelle loro possibilità
proprio perché, parlando solo loro,
hanno potuto valutare tutti i loro limiti.
Se avessi parlato solo io avrei aumentato i loro limiti,
e loro avrebbero detto che io ero bravo, ma,
non quel grande maestro che loro si aspettavano.”
Vedrai domani ”
L’indomani, alla manifestazione,
c’era un confabulare e un discutere continuo tra tutti gli allievi.
Ognuno di loro diceva, che,
era stato un grande onore ascoltare il grande maestro.
Parlando
del loro “SE apparente”
avevano affrontato ed iniziato a comprendere
“il loro SE profondo”
Non sempre questo accade,
ma sarebbe comunque bello che accadesse ..

ripeteva Milton H.Erickson.
Le persone
hanno bisogno di essere ascoltate
e non di essere riempite di parole
e, forse, a volte, riempiendosi delle loro parole
possono iniziare a comprendere
l’inutilità delle stesse
e cercare
ed ascoltare
e percepire
e osservare
ben più importanti delle parole.
La parola
esprime
solo una parte del nostro mondo,
mostriamo solo una faccia
della complessità dell’essere.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
foto riprodotte a fini didattico esplicative

gilberto gamberini








