La Parola....Ascoltare....la complessità dell'Essere

Lui ascoltava, in silenzio, mentre loro parlavano di se stessi, della loro abilità e magnificavano le loro doti in tecniche e metodi, che, per lui erano primordiali. Eppure, lui taceva e ascoltava, in silenzio, come se gli raccontassero la più bella fiaba del mondo....li prendeva tutti sul serio e annuiva col capo, osservandoli attentamente e pendeva dalle loro labbra, tenendoli in massima considerazione. Era una gara … chi raccontava di più ed il meglio di se....li ho lasciati parlare liberamente ed ognuno di loro parlando e sapendo che io li ascoltavo si sentiva ancora più importante....Hanno acquistato fiducia in loro stessi e nelle loro possibilità proprio perché, parlando solo loro, hanno potuto valutare tutti i loro limiti....Parlando del loro “SE apparente” avevano affrontato ed iniziato a comprendere “il loro SE profondo”....... Non sempre questo accade, ma sarebbe comunque bello che accadesse…..“Ascoltare” ripeteva Milton H.Erickson. Le persone hanno bisogno di essere ascoltate e non di essere riempite di parole e, forse, a volte, riempiendosi delle loro parole possono iniziare a comprendere l’inutilità delle stesse...La parola esprime solo una parte....della complessità dell’essere.

Il grande maestro del monastero di Shao-Lin

tornò alla grande manifestazione,

organizzata per lui in Occidente.

 

Ognuno degli allievi voleva sapere qualcosa da lui

e voleva parlargli.

 

Lui ascoltava, in silenzio,

mentre loro parlavano di se stessi,

della loro abilità

e magnificavano le loro doti

in tecniche e metodi, che, per lui erano primordiali.

 

Eppure, lui taceva

e ascoltava, in silenzio,

come se gli raccontassero

la più bella fiaba del mondo.

 

 

 

Lui

li prendeva tutti sul serio

e annuiva col capo,

osservandoli attentamente

e pendeva dalle loro labbra,

tenendoli in massima considerazione.

 

Era una gara …

chi raccontava di più

ed il meglio di se.

 

Andarono via tutti soddisfatti.

 

L’allievo più caro al maestro,

che, era anche il più esperto rispetto agli altri, gli chiese

 

“ Maestro,

perché non avete mai parlato,

loro volevano imparare e sapere qualcosa da voi

e voi avete loro lasciato dire un sacco di stupidaggini,

o perlomeno cose, che, per voi sono conosciute

ed antiche come il  mondo.

Perché?”

 

Il maestro

lo guardò, serenamente, negli occhi e disse

 

“ Vedremo domani cosa diranno di me!”

 

“Vedrai… diranno,

che, sono stato il migliore

e che non c’è nessuno più bravo di me,

proprio perché non ho detto nulla,

ma, li ho lasciati parlare liberamente

ed ognuno di loro parlando

e sapendo che io li ascoltavo

si sentiva ancora più importante.

 

Hanno acquistato fiducia in loro stessi

e nelle loro possibilità

proprio perché, parlando solo loro,

hanno potuto valutare tutti i loro limiti.

 

Se avessi parlato solo io avrei aumentato i loro limiti,

e loro avrebbero detto che io ero bravo, ma,

non quel grande maestro che loro si aspettavano.”

 

Vedrai domani…”

 

L’indomani, alla manifestazione,

c’era un confabulare e un discutere continuo tra tutti gli allievi.

 

Ognuno di loro diceva, che,

era stato un grande onore ascoltare il grande maestro.

 

Parlando

del loro “SE apparente”

avevano affrontato ed iniziato a comprendere

“il loro SE profondo”

 

Non sempre questo accade,

ma sarebbe comunque bello che accadesse…..

 

 “Ascoltare

ripeteva Milton H.Erickson.

 

Le persone

hanno bisogno di essere ascoltate

e non di essere riempite di parole

e, forse, a volte, riempiendosi delle loro parole

possono iniziare a comprendere

l’inutilità delle stesse

e cercare

ed ascoltare

e percepire

e osservare

altre comunicazioni

ben più importanti delle parole.

 

La parola

esprime

solo una parte  del nostro mondo,

mostriamo solo una faccia

della complessità dell’essere.

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

foto riprodotte a fini didattico esplicative  

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