
Konrad Lorenz L’Anello di Re Salomone Adelphi
Konrad Lorenz
Nasce a Vienna nel 1903 muore nel 1989 a Altenberg,
etologo, zoologo,
grande osservatore delle cose e degli animali,
studiò il comportamento degli esseri animali
scoprendo le loro peculiarità
e le loro straordinarie analogie
col mondo degli uomini,
fino ad arrivare ad una comparazione
tra gli esseri animali e gli esseri umani.
A lui si deve la valutazione del concetto di sofferenza,
e di partecipazione emotiva animale,
e quello della coscienza animale.
Studiando le anatre,
Konrad Lorenz formulò la teoria dell “imprinting”,
ossia quel processo attraverso il quale,
quando un piccolo riceve le cure e l’affetto
di una madre diversa da quella biologica,
riconoscerà quest’ultima come la madre vera,
anche quando appartenga ad una specie diversa.
Lorenz
si propose come “madre sostitutiva”
per molte piccole anatre,
anche se, in realtà,
furono le anatre che decisero di farlo diventare “madre”
Ci sono molte foto di Lorenz nei giardini di Altenberg
insieme alle sue anatre, che lo seguivano in fila indiana,
mentre lui passeggiava,
come avrebbero fatto con la propria madre anatra.

Dal 1937 Insegnò Psicologia animale all’Università di Vienna
e, alcuni anni dopo, divenne
professore di Psicologia all’Università di Konigsberg, in Germania.
Nel 1952 pubblica il libro
“l’Anello di Re Salomone”,
uno studio sul comportamento animale
in cui spiega come i pesci possano essere estremamente passionali,
che le tortore sono più feroci dei lupi nell’ambito della loro specie,
che l’oca Martina,
riprendendo il concetto dell’imprinting,
si senta figlia di Lorenz
e, che, come tale si comporti,
seguendolo come un’ombra
e soffrendo fino quasi a morire
della sua lontananza.
Martina è stata “covata” da Lorenz
negli ultimi due giorni prima della sua nascita
e Lorenz è il primo essere che scruta,
appena venuta al mondo,
che saluta col suo pigolio interrogativo,
che chiede sicurezza e protezione
“vivivivivivi?”
che Lorenz traduce in
“io sono qui e tu dove sei?”
a cui Lorenz imparò a rispondere
con lo stesso verso rassicurante delle mamme oche,
che, in tonalità di suono fa così
“gangangangang”
ma, a volte non bastava,
perché a Martina desiderava di più,
il contatto col suo corpo
e la sua vicinanza fisica,
proprio come farebbe un cucciolo di uomo.
Proprio per queste sue esperienze dirette
Lorenz si convince sempre più
delle enormi analogie
fra il comportamento umano ed il comportamento animale.

Nel 1973
Lorenz, assieme ad altri collaboratori,
ottenne il premio Nobel
per la sua ricerca sul comportamento animale.
Dice Bateson nel suo libro “Mente e Natura”
Seguire una lezione del professor Konrad Lorenz significa scoprire che cosa facevano i cavernicoli dell’Aurignaciano quando dipingevano sulle pareti e sulle volte delle caverne renne e mammut vivi e attivi. Gli atteggiamenti e i movimenti espressivi di Lorenz, la sua cinesica, cambiano di momento in momento secondo la natura dell’animale di cui parla. Ora è un’oca, pochi minuti dopo un pesce ciclide, e così via ..
..L’empatia di Lorenz per gli animali gli conferisce un vantaggio quasi sleale sugli altri zoologi.
Egli è in grado di leggere molte cose, e certo lo fa, in un confronto (conscio o inconscio) tra ciò che vede fare all’animale e ciò che si prova a fare la stessa cosa.
(Molti psichiatri usano lo stesso trucco per scoprire i pensieri e i sentimenti dei loro pazienti). .
fonte Bateson G. “MENTE E NATURA”, Adelphi
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto riprodotte a fini didattici educativi

gilberto gamberini









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