
Le premesse teoriche di S.Freud sull’ipnosi erano geniali in larga parte condivisibili ed andavano oltre il limiti del tempo.
L’induzione d’ipnosi all’epoca di S.Freud era di tipo autoritaria.
Il paziente ideale doveva essere ubbidiente e suggestionabile cioè accettare tutto quello che gli veniva proposto dal terapeuta.
Non era dissimile nelle modalità a quella che ancor oggi viene praticata nell’ipnosi da teatro.
Nella terapia praticata attraverso l’ipnosi autoritaria gli scopi erano nobili in quanto si cercava un mezzo valido per togliere dei sintomi patologici ma nella modalità di imporre il proprio metodo e la propria verità si creava il paradosso che si sceglievano le persone obbedienti ed in pratica si scartavano i buoni soggetti ipnotici cioè quelli in grado di elaborare di porsi da un punto di vista diverso rispetto al proprio problema, di cambiare e quindi in ultima analisi di avviare un processo di guarigione attingendo alle potenzialità profonde sopite in ognuno di noi.
Nell’ipnosi da teatro gli scopi sono diversi in quanto sono solo quelli dell’ipnotista.
Gli scopi dell’ipnotista da teatro sono quelli di realizzare una macroscopica profondità e fenomenologia della trance.
Le modalità usate dall’ipnotista da teatro per dimostrare la sua potenza sono: la cattura dell’interesse una capacità di osservazione molto sviluppata un grande allenamento a cogliere cenni sensoriali minimi di tipo subliminale (ad esempio i movimenti del corpo degli occhi delle labbra del viso del collo attorno alle corde vocali dei muscoli della respirazione tale metodologia permette apparentemente la lettura della mente ) la percezione di segnali tattili ( pulsazione resistenza o rilassamento del polso ) ricalco del respiro tecniche non verbali l’uso degli accessi oculari ( che consentono di comprendere se la persona sta elaborando mentalmente a livello auditivo cenestesico o visivo ) la scelta della persona obbediente ordini impositivi l’uso di espressioni verbali vaghe che possono significare tutto ed il contrario di tutto lo spiazzamento la distrazione la confusione e la manipolazione di tutti i dati raccolti.

M.H.Erickson invitava spesso ad osservare tutto quello che apparentemente non è visibile perché le persone tradiscono le paure che stanno cercando di nascondere.
M.H.Erickson contestò più volte l’ipnosi da teatro facendo degli esperimenti con i suoi studenti. In uno di questi uno studente aveva nascosto un oggetto in un palazzo a più piani.
M.H.Erickson lo teneva per mano toccandogli il polso.
Erickson ritrovò l’oggetto perché in base alla resistenza che sentiva al polso dello studente capiva che quella era la direzione giusta quando invece sentiva il polso rilassato comprendeva che quella era la direzione sbagliata.
continua…..
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








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