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Alexander e la Conquista dell'Infinito VI

La complessità del suo rapporto coi genitori, un rapporto continuo di amore e odio, di distacco e di ricerca, di emulazione e di superamento e nel contempo di autoaffermazione.... La sua sessualità...dalla condivisione di amicizia, di filosofia, di emozioni e di sogni e di partecipazione alle cose della vita, per cui non poteva non essere che tra uomini...visto che l'unica donna, che avrebbe potuto affermarsi in questo era la madre, con la quale era in antagonismo ed in fuga, per la sua autoaffermazione, in un continuo conflitto edipico.Alexander, forse era troppo grande la sua ricerca; forse nel troppo cercare ci si perde e si finisce per sfidare l’infinito. Oltre a qualcosa di già conquistato c’è sempre qualcosa ancora da conquistare, in una ricerca, che ha solo un principio, ma che è senza fine.L’infinito non ha nè forma nè consistenza e ci si perde nell’abbracciare un sogno, che non ha ne odore ne sapore ed è inarrivabile per l’uomo. Alexander ha posseduto gran parte del mondo conosciuto, sfumature di infinito....

La complessità del suo rapporto coi genitori,

un rapporto continuo di amore e odio,

di distacco e di ricerca, di emulazione e di superamento

e nel contempo di autoaffermazione.

 

La sua sessualità,

 

che, oltre per consuetudine storica,

nasceva dalla

 

condivisione

di amicizia, di filosofia, di emozioni e di sogni

e di partecipazione alle cose della vita,

per cui non poteva non essere che tra uomini,

 

(per es con Efestione),

 

visto che l’unica donna,

che avrebbe potuto affermarsi in questo era la madre,

con la quale era in antagonismo ed in fuga,

per la sua autoaffermazione, in un continuo conflitto edipico.

 

Alexander, 

 

forse era troppo grande la sua ricerca;

forse nel troppo cercare ci si perde e si finisce per sfidare l’infinito.

 

Oltre a qualcosa di già conquistato

c’è sempre qualcosa ancora da conquistare,

 in una ricerca, che ha solo un principio,

 ma che è senza fine.

 

L’infinito non ha nè forma nè consistenza

e ci si perde nell’abbracciare un sogno,

che non ha ne odore ne sapore

ed è inarrivabile per l’uomo.

 

Alexander ha posseduto gran parte del  mondo conosciuto,

sfumature di infinito,

 

ma non ha mai posseduto,

 

interamente,

 

i colori della sua vita di uomo.

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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