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Sindrome di Medea e la cancellazione della Memoria

"Sindrome di Medea..la madre che toglie la vita al figlio...Fra gli elementi che ricorrono piu' di frequente nelle 'madri Medea', soprattutto la non accettazione della propria identita' sessuale e quindi di madre, ''donne cioe' - commenta - che non accettandosi come tali rifiutano anche il il ruolo genitoriale''. Ma anche la presenza di depressione maggiore con la conseguente chiusura in se stesse. ''Altro fenomeno che stiamo registrando e' la frequente amnesia che si verifica immediatamente dopo l'omicidio, e che porta le madri a cancellare completamente dalla memoria, spesso per anni, cio' che hanno commesso''....Può un delitto restare nel nostro Inconscio, e là rimanere come sospeso? ...Qualora la rimozione di quel ricordo, che comunque io non sento che mi appartiene, mi permette una vita affettiva, normale, nel mio presente. Qualora la rimozione di quel ricordo mi consente di non entrare in conflitto con me stessa. Una persona può accettare, a livello cosciente, solo quello, che, per lei è accettabile, ma non di più…L’amore smisurato, acritico, potrebbe portare una madre, ad ucciderlo, per proteggerlo e privarlo di nuove e future sofferenze. Potrebbe essere per un handicap fisico o psichico del figlio o semplicemente per il timore che questo handicap si manifesti. Ma la scelta di uccidere entrerebbe, a livello inconscio, in conflitto col ruolo di madre, che da la vita. Ed allora per non sentirsi in colpa, deve celare a se stessa, quanto è stato deciso e compiuto. Il Delitto può essere superato e lo sublimato, mettendo al mondo un altro figlio in grado di competere col mondo e che dal mondo non sia schiacciato, ma, che, il mondo sia in grado di dominare, Cancella il passato e si proietta verso il futuro. Per accedere a questa memoria di eventi passati, che la madre non vuole e non può ricordare: per riallacciare la comunicazione tra conscio ed inconscio, posso servirmi dell’ipnosi ericksoniana regressiva...per recuperare questa memoria inconscia, scattano dei meccanismi inconsci di protezione. I meccanismi inconsci di protezione scattano, automaticamente, qualora un tentativo di ingresso dall’esterno, sia visto come una intrusione scatenante conflitti interiori pericolosi per l’integrità della persona. L’inconscio, per il suo bene, nasconde ed isola in parti non accessibili, fatti per lei pericolosi e determinanti conflitti interiori intrapsichici... Per uccidere un figlio e per non entrare in conflitto con se stessa deve necessariamente cancellare l’evento e cancellarlo in modo tale da non averne non solo il rimorso , ma, da non averne coscienza, in tal caso, non solo si sentirà innocente, ma sarà innocente di quel delitto, perché quel delitto appartiene ad un'altra persona, che, non è più la stessa...Potrebbe darsi, che, quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del suo essere, che la sua coscienza non può valutare, perché non lo conosce, e può altrettanto darsi, che quello che lei si sente ora ed è, dal punto di vista della coscienza, condanni in modo inesorabile, senza appello, quello che è accaduto, per cui non solo si sente innocente ma lo è, ed è vittima di una persecuzione, che non comprende. Le possibilità, che, le due entità , conscio ed inconscio, tra di loro sconosciute, entrino in contatto è remota, nell’evolvere naturale della sua vita, ma, potrebbe essere indotta con l’ipnosi ericksoniana regressiva. E’ come se si incontrassero due fratelli gemelli, che non si sono mai visti dal momento della loro nascita, qui, il fatto è ancora più coinvolgente e terribile, perché quei due gemelli sono la stessa persona, e sono tutti e due dentro di lei.

fonte adkronos

“Roma, 20 gen (Adnkronos Salute) - Definire i ‘campanelli di allarme’ della Sindrome di Medea. Ovvero scoprire quei comportamenti che possono predire uno degli omicidi piu’ agghiaccianti: la madre che toglie la vita al figlio. …. Fra gli elementi che ricorrono piu’ di frequente nelle ‘madri Medea’, soprattutto la non accettazione della propria identita’ sessuale e quindi di madre, ”donne cioe’ - commenta - che non accettandosi come tali rifiutano anche il il ruolo genitoriale”. Ma anche la presenza di depressione maggiore con la conseguente chiusura in se stesse. ”Altro fenomeno che stiamo registrando e’ la frequente amnesia che si verifica immediatamente dopo l’omicidio, e che porta le madri a cancellare completamente dalla memoria, spesso per anni, cio’ che hanno commesso”. (Fei/Adnkronos Salute) “

Può un delitto restare nel nostro Inconscio,

e là rimanere come sospeso?

Si può cancellare completamente dalla nostra coscienza

il ricordo di un delitto?

Teoricamente si.

Qualora la rimozione di quel ricordo,

che comunque io non sento che mi appartiene,

mi permette una vita affettiva, normale, nel mio presente.

Qualora la rimozione di quel ricordo

mi consente di non entrare in conflitto con me stessa.

Una persona può accettare, a livello cosciente,

solo quello, che, per lei è accettabile, ma non di più…

Perché una madre potrebbe uccidere un proprio figlio?

Per odio o per rancore, represso,

che esplode, come una bomba ad orologeria,

in quel preciso momento in una follia omicida.

Per un impulso d’ira, che travalica le sue intenzioni,

e che va oltre l’offesa presunta o ricevuta.

Per una visione distorta del mondo e di se stessa in rapporto agli altri.

Per una visione mistica, vera o allucinatoria,

una obbedienza cieca ad una fede religiosa, ad un ordine sentito come ricevuto dall’altro, inteso e percepito come liberatorio e necessario.

Perché identifica in quella creatura la causa, vera o presunta,

della sua sofferenza e di tutti i suoi problemi.

Per pietà verso un figlio che soffre per

impedire nuove sofferenze, che lei percepisce come le proprie….

Perché l’Amnesia dopo l’uccisione del figlio?

L’amore smisurato, acritico,

potrebbe portare una madre, ad ucciderlo,

per proteggerlo e privarlo di nuove e future sofferenze.

Potrebbe essere per un handicap fisico o psichico del figlio

o semplicemente per il timore che questo handicap si manifesti.

Ma la scelta di uccidere entrerebbe, a livello inconscio,

in conflitto col ruolo di madre, che da la vita.

Ed allora per non sentirsi in colpa, deve celare a se stessa,

quanto è stato deciso e compiuto.

Il Delitto può essere superato e lo sublimato,

mettendo al mondo un altro figlio in grado di competere col mondo

e che dal mondo non sia schiacciato,

ma, che, il mondo sia in grado di dominare,

Cancella il passato e si proietta verso il futuro.

Per accedere a questa memoria di eventi passati,

che la madre non vuole e non può ricordare:

per riallacciare la comunicazione tra conscio ed inconscio,

posso servirmi dell’ipnosi ericksoniana regressiva.

Però nella madre, comunque “indagata”

per recuperare questa memoria inconscia,
scattano dei meccanismi inconsci di protezione.

I meccanismi inconsci di protezione scattano, automaticamente,

qualora un tentativo di ingresso dall’esterno,

sia visto come una intrusione scatenante conflitti interiori pericolosi per l’integrità della persona.

L’inconscio, per il suo bene,

nasconde ed isola in parti non accessibili,

fatti per lei pericolosi e determinanti conflitti interiori intrapsichici.

Il rischio, per la madre, di riportare alla coscienza fatti intrapsichici segregati a livello inconscio, è che riportare alla luce tale memoria nascosta le faccia sentire tutta la colpa per quanto ha commesso e che quindi volga quella violenza contro me stessa.

Il rischio di suicidio è elevato.

Una madre che non ha l’attuale coscienza di quanto prima commesso non dovrebbe essere punibile, perché comunque non è la stessa che ha commesso….

Si può commettere un delitto e cancellarlo dalla mente e dalla memoria

e non averne più coscienza?

Per uccidere un figlio e per non entrare in conflitto con se stessa deve necessariamente cancellare l’evento e cancellarlo in modo tale

da non averne non solo il rimorso ,

ma, da non averne coscienza,

in tal caso, non solo si sentirà innocente,

ma sarà innocente di quel delitto,

perché quel delitto appartiene ad un’altra persona,

che, non è più la stessa.

La presa di coscienza di quel delitto

determinerebbe un conflitto inevitabile,

tra quanto ha commesso contro il figlio, magari,

valutando in quel momento, che fosse per il bene del figlio stesso,

secondo una sua valutazione di quel momento,

ed il suo ruolo di madre che la porta

a proteggere per tutta

la vita la creatura, più debole, “il figlio” e ad amarlo.

Potrebbe darsi, che, quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del suo essere, che la sua coscienza non può valutare,

perché non lo conosce,

e può altrettanto darsi,

che quello che lei si sente ora ed è, dal punto di vista della coscienza, condanni in modo inesorabile, senza appello, quello che è accaduto,

per cui non solo si sente innocente ma lo è,

ed è vittima di una persecuzione, che non comprende.

Le possibilità, che, le due entità , conscio ed inconscio,

tra di loro sconosciute, entrino in contatto è remota,

nell’evolvere naturale della sua vita,

ma, potrebbe essere indotta con l’ipnosi ericksoniana regressiva.

E’ come se si incontrassero due fratelli gemelli,

che non si sono mai visti dal momento della loro nascita, qui

il fatto è ancora più sconvolgente e terribile,

perchè quei due gemelli sono la stessa persona e sono

tutti e due dentro di lei.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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