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La Maschera del TuoInespressoAmore

La maschera ti toglie la maschera …..del tuo inespresso amore... Mettersi la maschera per togliersi la maschera di ogni giorno e far riemergere i tuo inconscio, quello che sei ma che non riesci mai ad essere. Sono le tue ombre soffuse che si affiancano alle tue apparenti luci di certezza dai piedi di argilla, ombre non di paura ma del tuo riposo, del tuo soffermarti sulle cose, del tuo dilungarsi, come ombra in esse: ombra che cerca le luci dai mille colori del tuo arcobaleno di desideri. Un passato di cui ti vuoi riappropriare. Con la maschera non ti travesti, forse lo facevi prima quando ti illudevi di non averla addosso. La maschera è il simbolo della tua anima che finalmente emerge dall’oblio in cui tu l’avevi nascosta. Per esorcizzare la tua vita, i tuoi stress le tue paure le tue incertezze e timidezze puoi scegliere la maschera, non la più bella, ma quella che ti rappresenta meglio. La maschera è quello che sei e che non hai mai avuto il coraggio di essere... E’ difficile avere un coraggio che duri una vita, è possibile trovare il coraggio per una volta sola. Puoi accentuare quello che sei o invertirlo, in una catarsi liberatoria, in un gioco di ruoli invertito come nel teatro dello psicodramma di Romero, e calandoti nel ruolo che non ti appartiene puoi finalmente capire quello che finora non potevi capire, perché ancora non lo conoscevi...Può essere una psicoterapia di una notte e di un giorno, in attesa che tu ti abitui ad amare e frequentare le tue notti e i tuoi giorni, quelli che porti dentro di te, quelli del tuo inespresso amore...Ali, non imbrigliate, che si espandono nel cielo, e là ne scoprono meraviglie...

 

 

La maschera ti toglie la maschera …..del tuo inespresso amore…

 

Mettersi la maschera per togliersi la maschera di ogni giorno e far riemergere i tuo inconscio, quello che sei ma che non riesci mai ad essere.

Sono le tue ombre soffuse che si affiancano alle tue apparenti luci di certezza dai piedi di argilla, ombre non di paura ma del tuo riposo, del tuo soffermarti sulle cose, del tuo dilungarsi, come ombra  in esse: ombra che cerca le luci dai mille colori del tuo arcobaleno di desideri.

 

 

L’ironia nascosta, il sorriso, il riso, la mimica teatrale che è in te, è la recita di un carnevale di tanto tempo fa che riprende forma.

Un passato di cui ti vuoi riappropriare.

 

Con la maschera non ti travesti, forse lo facevi prima quando ti illudevi di non averla addosso.

 

La maschera è il simbolo della tua anima che finalmente emerge dall’oblio in cui tu l’avevi nascosta.

Per esorcizzare la tua vita, i tuoi stress le tue paure le tue incertezze e timidezze puoi scegliere la maschera, non la più bella, ma quella che ti rappresenta meglio.

 

La maschera è quello che sei e che non hai mai avuto il coraggio di essere.

 

 

E’ difficile avere un coraggio che duri una vita, è possibile trovare il coraggio per una volta sola.

 
Puoi accentuare quello che sei o invertirlo, in una catarsi liberatoria, in un gioco di ruoli invertito come nel teatro dello psicodramma di Moreno, e calandoti nel ruolo che non ti appartiene puoi finalmente capire quello che finora non potevi capire, perché ancora non lo conoscevi.

 

Lascia emergere il tuo inconscio per un giorno o una notte intera,

lascialo emergere e scegli la maschera allo stesso modo in cui scegli i tuoi colori, che ti porti addosso.

 

 

Come nei colori che avvolgevano il tuo Natale…

e se in questa particolare notte, accetti l’arcano, con naturalezza la realizzi, e segui naturalmente la corrente di quell’acqua, che tu hai iniziato a lasciar sgorgare, allora, i colori non saranno più solo i tuoi colori, ma desideri e sogni, che prendono forma e si realizzano….

 

Lascia che quella maschera ti trasformi e che quella trasformazione ti segua nei giorni  a venire.

 

Ogni tanto chiediti dei perché della tua vita, ogni tanto concediti di conoscerla la tua vita che ti porti rinchiusa nel cuore.

 

 

Unisciti ad altre maschere come la tua, in un desiderio collettivo di esistere al di la del tuo quotidiano che ti fa solo sopravvivere.


Può essere una psicoterapia di una notte e di un giorno, in attesa che tu ti abitui ad amare e frequentare le tue notti e i tuoi giorni, quelli che porti dentro di te, quelli del tuo inespresso amore.

 

Come quando apri la tua mano come fiore che sboccia….

 

E così sarà ogni volta che osserverò la mia mano che si apre al sole al vento all’aria e alla vita e che se non la trattengo si trasformerà in ali…

 

 

 

Ali, non imbrigliate,  che si espandono nel cielo, e là ne scoprono  meraviglie.

 

 

Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini

 

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