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Post Traumatic Stress Desorder PTSD

PTSD Post Traumatic Stress Desorder: è una Sindrome che si sviluppa dopo esperienze fortemente traumatiche. E’ stato codificato negli USA, all’inizio riguardante conseguenze di eventi bellici,poi è stato esteso a eventi fortemente traumatici...Può riguardare: chi subisce l’evento, ma, anche, chi vi è semplicemente testimone o chi soccorre e si trova coinvolto, indirettamente, nell’evento stesso. Si può parlare anche di PTSD per eventi protratti di violenza subiti, anche e solo, a livello personale e non solo riguardanti l’inconscio collettivo...Per quel che riguarda i bambini: si può parlare di PTSD, anche, per semplice esposizione indiretta e mediatica all’evento, attraverso immagini, video e audio, qualora nell’evento narrato ed evocato, il minore possa cogliere un nesso, un fattore, che gli fa riferire quell’evento alla sua realtà presente o alla sua realtà futura...Nel PTSD: la risposta allo stress e alla paura non cessa quando cessa l’evento traumatico, ma persiste, come se l’evento continuasse, senza fine...si sentono di continuo minacciati e in pericolo, ogni evento nuovo o con analogie con quello traumatico li turba li angoscia e li fa precipitare in uno stato di agitazione o di depressione....Tendenza a cercare sollievo in alcool e droghe o abuso di farmaci...Senso di colpa per essere sopravvissuto Senso di colpa per non aver salvato gli altri....Nella Amnesia retrograda volontaria e/o inconscia, non si vuole ricordare nulla di quell’evento e di tutto quello che può legarsi all’evento, si cerca di cancellarlo o di relegarlo sotto chiave, in una zona nascosta, perché la persona che soffre di PTSD, già, subisce, continuamente, l’evento subito, sotto forma di flash back, ricordi, che si manifestano con incubi notturni o pensieri ossessivi....Per parlare di PTSD è necessario, che, questi eventi, persistano nel tempo e, che, non siano, solo, occasionali e frammentati.....Ma, non sempre, l’evento traumatico è conosciuto e riconosciuto, perché, sottaciuto e non ammesso, da chi soffre di PTSD. Chi soffre di PTSD non vuole ricordare l’evento…. o lo nasconde alla coscienza, perché il ricordarlo gli causa maggior dolore oppure perché lo ha cancellato o segregato nel suo io profondo. Il PTSD può insorgere, ad un intervallo di tempo variabile dal trauma, e non solo nei canonici tre mesi indicati, e può seguire, in modo evolutivo e senza interruzione temporale, l’evento traumatico dello shock e dello stress acuto….La TERAPIA dello PTSD D’elezione è la Psicoterapia ericksoniana: L’evento viene rivissuto, affrontato, confrontato con le altre esperienze, se ne parla insieme, se ne discute, in modo che l’evento sia riportato alla piena coscienza. Le emozioni, nascoste e rimosse, riaffiorano anche mediante una regressione spazio temporale. Una ipnosi regressiva che fa parte della psicoterapia ericksoniana. Quindi la cura sta nel ricontatto, nell’affrontare l’evento, non nel rimuoverlo.....E’ essenziale che le proprie emozioni riaffiorino, è essenziale uscire da quel passato, per poterci riappropriare del proprio presente, e da lì cercare spazio per la propria vita, non più solo fatta di passato, ma di futuro. Ma, per superare il passato, è necessario rivivere quel passato ed ammetterlo nella propria vita, e riportarlo alla consapevolezza della nostra coscienza… Se ci alziamo da terra, se volgiamo lo sguardo da dove provenivamo, e viviamo quell’evento e sublimiamo il nostro dolore, magari, con un pianto o un singhiozzare liberatorio, staremo poco a valutare, poi, dove vogliamo andare, e successivamente staremo poco, poi, a volare, sempre, se troveremo in quel presente, che ha, già, in se, i germi del nostro futuro, degli elementi che ci portino a vivere, ancora, una nuova ed un’altra vita, dopo la morte.

Post Traumatic Stress Desorder:PTSD

PTSD

Post Traumatic Stress Desorder:

è una Sindrome che si sviluppa dopo esperienze fortemente traumatiche.

E’ stato codificato negli USA,

all’inizio riguardante conseguenze di eventi bellici,

è stato studiato sui reduci e veterani del Vietnam

e ora dall’Afghanistan e dall’Iraq,

poi è stato esteso a eventi fortemente traumatici quali:

stermini di massa,

atti di terrorismo,

rapimenti,

stragi,

torture,

naufragi, incidenti aerei, stradali,

cataclismi naturali: terremoti, alluvioni, maremoti come lo tsunami.

Può riguardare:

chi subisce l’evento,

ma, anche, chi vi è semplicemente testimone

o chi soccorre

e si trova coinvolto, indirettamente, nell’evento stesso.

Si può parlare anche di PTSD

per eventi protratti di violenza subiti,

anche e solo, a livello personale

e non solo riguardanti l’inconscio collettivo.

Riguarda qualsiasi fascia sociale

e qualsiasi età,

può riguardare:

adulti e bambini.

Per quel che riguarda i bambini:

si può parlare di PTSD,

anche, per semplice esposizione indiretta e mediatica all’evento,

attraverso immagini, video e audio,

qualora nell’evento narrato ed evocato,

il minore possa cogliere un nesso,

un fattore, che gli fa riferire quell’evento alla sua realtà presente

o alla sua realtà futura .

E’ evidente, che, in tale evoluzione,

giocano negativamente fattori individuali psichici, sociali, famigliari predisponenti, di disagio o patologici.

Il PTSD

non è solo una diagnosi psichico psicologica,

ma è suffragata da alterazioni anatomiche fisiche

a livello cerebrale,

dove vi sono le aree deputate alla elaborazione degli stimoli sensoriali e alla loro risposta.

Nel PTSD:

la risposta allo stress e alla paura

non cessa quando cessa l’evento traumatico,

ma persiste,

come se l’evento continuasse, senza fine.

Come si manifesta il PTSD?

IL National Institute of Mental Health (NIMH)

indica le linee guida per valutare il PTSD:

Impossibilità a controllare le proprie emozioni

Aggressività, irritabilità

o il suo contrario

Apatia Inanizione

Ansia, angoscia, crisi di Panico

Insonnia

Depressione

Vigilanza iperattiva, si sentono di continuo minacciati e in pericolo, ogni evento nuovo o con analogie con quello traumatico li turba li angoscia e li fa precipitare in uno stato di agitazione o di depressione.

Tendenza a cercare sollievo in alcool e droghe o abuso di farmaci

Mancanza di concentrazione e di memoria.

Confusione mentale. Alterazione dei confini spazio temporali.

Senso di colpa nel ricordo,

Senso di colpa

per essere sopravvissuto e per non aver salvato gli altri,

Desiderio di raggiungere e di unirsi a chi non c’è più.

Tentativi di suicidio o Suiicidio per il rimorso.

Amnesia retrograda volontaria e/o inconscia….

Nella Amnesia retrograda volontaria e/o inconscia,

non si vuole ricordare nulla di quell’evento

e di tutto quello che può legarsi all’evento,

si cerca di cancellarlo o di relegarlo sotto chiave,

in una zona nascosta,

perché la persona che soffre di PTSD,

già, subisce, continuamente, l’evento subito,

sotto forma di flash back,

ricordi, che si manifestano con incubi notturni

o pensieri ossessivi,

che sente, a seconda della gravità dei casi,

come un qualcosa,

che lo fa impazzire e che gli fa perdere di vista la realtà della sua vita….

Sintomi psicosomatici:

Vertigini,

cefalee, emicranie,

dolori addominali, dispepsie (disturbi digestivi)

alterazioni e disturbi mestruali, fibromialgie,

algie (dolori) vari in diverse parti del corpo,

specie alla schiena (lombalgie) e al torace a livello intercostale,

senso di bolo faringeo,

difficoltà respiratoria, asma,

disfagia (senso di corpo estraneo nel canale digestivo)

Per parlare di PTSD
è necessario, che, questi eventi,

persistano nel tempo e, che,

non siano, solo, occasionali e frammentati.

E’ necessario,

che, sia riconosciuto un evento traumatico causale.

Ma non sempre l’evento traumatico e conosciuto e riconosciuto

perchè sottaciuto e non ammesso, da chi soffre di PTSD.

Chi soffre di PTSD non vuole ricordare l’evento….

o lo nasconde alla coscienza,

perchè il ricordarlo gli causa maggior dolore,

oppure perchè lo ha cancellato o segregato nel suo io profondo.

Il PTSD

può insorgere, ad un intervallo di tempo variabile dal trauma,

e non solo nei canonici tre mesi indicati,

e può seguire, in modo evolutivo e senza interruzione temporale,

l’evento traumatico dello shock e dello stress acuto….

La TERAPIA

dello PTSD

D’elezione è la Psicoterapia ericksoniana:

che, in tali situazioni,

richiede il supporto della famiglia

(se esiste, perché non dimentichiamo,

che parliamo di sopravissuti ad eventi traumatici)

e può svolgersi mediante terapia individuale e di gruppo.

Il gruppo aiuta a riportare l’evento traumatico, subito, a livello della coscienza….

L’evento viene rivissuto, affrontato,

confrontato con le altre esperienze,

se ne parla insieme, se ne discute,

in modo che l’evento sia riportato alla piena coscienza.

Le emozioni, nascoste e rimosse,

riaffiorano anche mediante una regressione spazio temporale.

Una ipnosi regressiva che fa parte della psicoterapia ericksoniana.

Quindi la cura sta nel ricontatto,

nell’affrontare l’evento, non nel rimuoverlo.

E’ essenziale che le proprie emozioni riaffiorino,

è essenziale uscire da quel passato,

per poterci riappropriare del proprio presente,

e da lì cercare spazio per la propria vita,

non più solo fatta di passato,

ma di futuro.

Ma, per superare il passato,

è necessario rivivere quel passato

ed ammetterlo nella propria vita,

e riportarlo alla consapevolezza della nostra coscienza…

Se ci alziamo da terra,

se volgiamo lo sguardo da dove provenivamo,

e viviamo quell’evento e sublimiamo il nostro dolore,

magari, con un pianto o un singhiozzare liberatorio,

staremo poco a valutare, poi, dove vogliamo andare,

e successivamente staremo poco, poi, a volare,

sempre, se troveremo in quel presente,

che ha, già, in se, i germi del nostro futuro,

degli elementi che ci portino a vivere, ancora,

una nuova ed un’altra vita,

dopo un apparente morte.

Gilberto Gamberini riproduzione riservata

foto riprodotte a fini didattico educativi

Commenti dei lettori

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  • Profilo di andi

    andi

    07 Mar 2010 - 11:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    un trauma non puo essere causato soltanto da un motivo come la guerra o il militare ci sono sofferenze piu comuni tipo l inserimento sociale di una persona ho la perdita di un lavoro.
    andi

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