La Comunicazione Non Verbale

Il silenzio rappresenta una grande comunicazione, quando tutti i nostri sensi sono concentrati sul corpo, su quello che esprime il corpo, quando fa affiorare l’anima e non la parola. Noi possiamo comunicare sul silenzio dell’altro, col nostro silenzio, quando rispecchiamo, quando facciamo da specchio contrario, e non più da modello, quando ricalchiamo col nostro corpo la comunicazione che l’altro esprime in modo non verbale....Se vogliamo attuare una comunicazione ulteriore possiamo introdurre delle lente e progressive variazioni nel nostro respiro, che accelera e rallenta, nel nostro guardare, che scruta, trasmette, propone, invita…che il movimento delle nostre labbra può integrare dando espressione, curiosità e comunicazione al viso e poi cercare un contatto, per una ricerca che è solo fanciullesca, comunicazione non invasiva, attraverso il contatto col suo polso che trasmette gli impulsi del suo sangue, del suo scorrere e del suo cuore. E poi lasciare all’altro la scelta di agire o di reagire….Come …. M.H.Erickson e Il Linguaggio del Corpo...perché per portarti nel mio mondo, devo prima entrare nel tuo...

 

 

Fonte Elettra Guida  Danza  contemporanea

Compagnia Virgilio Sieni Danza

MESSAGGERO MUTO
di Virgilio Sieni interpretazione e collaborazione:Marina Giovannini
Mara Smaldone Erika Faccini Samuele Cardini Virgilio Sieni
Musiche originali    Francesco Giomi Luci  Paolo Pollo Rodighiero
 

Spettacolo che evidenzia il mutismo del danzatore come forma di comunicazione, sviluppando la relazione che c’è tra lo spazio ed una condizione di intensa forza che pervade il corpo danzante.
Il mutismo come mancanza di voce,  ma che prelude all’urlo, al grido come in un quadro espressionista di Munch.

 

Il silenzio rappresenta una grande comunicazione, quando tutti i nostri sensi sono concentrati sul corpo, su quello che esprime il corpo, quando fa affiorare l’anima e non la parola.

 

Noi possiamo comunicare sul silenzio dell’altro, col nostro silenzio, quando rispecchiamo, quando facciamo da specchio contrario, e non più da modello, quando ricalchiamo col nostro corpo la comunicazione che l’altro esprime in modo non verbale.

 

La comunicazione  avviene sincronizzando la nostra immobilità con la sua immobilità, il suo movimento col nostro movimento, i suoi occhi sui nostri occhi, che guardano allo stesso modo, sul suo respiro che seguiamo col ritmo del nostro respiro.

 

Se vogliamo attuare una comunicazione ulteriore possiamo introdurre delle lente e  progressive variazioni nel nostro respiro, che accelera e rallenta, nel nostro guardare, che scruta, trasmette, propone, invita…che il movimento delle nostre labbra può integrare dando espressione, curiosità  e comunicazione  al viso e poi cercare un contatto, per una ricerca che è solo fanciullesca, comunicazione  non invasiva, attraverso il contatto col suo polso che trasmette gli impulsi del suo sangue, del suo scorrere e del suo cuore.

 

E poi lasciare all’altro la scelta di agire o di reagire….

 

Come ….

 

M.H.Erickson e Il Linguaggio del Corpo

 

perché per portarti nel mio mondo, devo prima entrare nel tuo

 

come nella Asimmetria Simmetrica

 

 

preludio all’urlo….che ti libera il cuore dagli artigli  che la mente pone.

 

Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini

 

foto riprodotte a fini didattici esplicativi

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Pubblicato il 17 febbraio 2005 in: 1 Psicoterapia COMUNICAZIONE

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