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I "cinq cahiers" di Marie Bonaparte

che ella scrisse ad iniziare dal 23 novembre del 1889 quando aveva sette anni e mezzo sino al 24 maggio 1892 quando ne aveva dieci.... quando Freud lesse il suo diario le disse: “questa Matita da bocca mi sembra sospetta. Quando lei era piccola deve aver visto una fellatio “....Marie entra poi in domande più intime e chiede a Pascal se la balia lo baciava anche “in un certo posto”; alla risposta affermativa dice che lo aveva potuto dedurre dalla lettura dei quaderni in cui si parlava di “un bell’uomo arrostito che io vorrei mangiare”. L’invidia della lattante verso la nutrice che lo mangiava davvero. Un bell’esempio di universo orale con le sue spiegazioni ed i suoi fantasmi...“E poi il latte, il mio latte...Sa Pascal che io ho anche visto delle eiaculazioni....

I “cinq cahiers” di Marie Bonaparte

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I “cinq cahiers” di Marie Bonaparte che ella scrisse ad iniziare dal 23 novembre del 1889 quando aveva sette anni e mezzo sino al 24 maggio 1892 quando ne aveva dieci.

di Nicola Peluffo Già Professore di Psicologia Dinamica all’Università di Torino

a cura di Q.Zangrilli

Marie Bonaparte era la figlia del principe Roland Bonaparte e dell’ereditiera Marie-Felix Blanc. …Nacque il 2 luglio 1882. Il parto fu molto difficile… La madre, ventiduenne, …il 1° agosto …. morì improvvisamente di embolia.
La piccola Maria, … era già affidata alle cure e al seno prosperoso di una contadina … Nounou… tale era il nome della nutrice, rimase in casa fino a che la piccola ebbe tre anni e poi fu …..cacciata….accusata di aver avuto una relazione con Pascal uno zio, fratello illegittimo del padre Roland

……Queste manovre amorose saranno uno dei temi principali della sua analisi iniziata nel 1925 :”Così, per molti anni, molti mesi all’anno, andavo a Vienna. Ma è dopo tre settimane di analisi che il tema principale che forma la base di questi quaderni, fu scoperto da Freud. ….
Lo spunto Marie lo ricavò da una delle sue vecchie favolette intitolata: “Le crayon de bouche” (La matita da bocca).
Essa ci racconta che quando Freud lesse il suo diario le disse: “questa Matita da bocca mi sembra sospetta. Quando lei era piccola deve aver visto una fellatio “.
….Durante questo mese di analisi 8, lessi a Freud i miei cinque piccoli quaderni di bambina. È allora che Freud mi disse che avevo fatto come fanno i popoli nella loro infanzia: un grande avvenimento li colpisce nel loro periodo preistorico, la caduta di Troia sotto i colpi degli achei, o del regno burgundo sotto quello degli Unni. Solo dopo qualche secolo si crea l’Iliade o i Nibelunghi. Anche per me, nel mio periodo preistorico, verso i due, tre anni, un grande avvenimento mi colpì: gli atti sessuali degli adulti, ma solamente qualche anno più tardi, verso i sette, otto, nove anni si crearono i miti simbolici che io ho annotato nei miei quadernetti.
Dunque tutti questi quadernetti riproducono storie strane, assurde, in linguaggio simbolico, e con un’infinità di spostamenti, gli avvenimenti primitivi della mia infanzia. Così lasciando Vienna, alla fine di febbraio, ero risoluta a trovare i mezzi per fare finalmente parlare Pascal.
E ci riuscì!
…..Una prova sperimentale di grande valore e che ci indica come ricordi neutralizzati dalla rimozione e dall’isolamento possano riapparire nella vita adulta sotto forma di riferimenti onirici o in lavori artistici, letterari o meno, infantili o meno, sia in forma diretta che simbolica
…. Finalmente Pascal ha aperto la cassaforte dei ricordi e parla. ……

Marie.: ”Pascal, la mia balia era una donna molto calda?”.
Pascal. : “Se lo era! Solo che le toccassi le braccia godeva! C’erano volte che pensavo morisse…”…facevano l’amore da tutte le parti, dove potevano ed anche in pieno giorno. E lei, la piccola, guardava.
M.: “Io guardavo?”.
P. : “Lei nella sua culla, sovente, aveva gli occhi socchiusi”.
M. : “Ma più tardi, io non ero sempre nella culla…”
P.: “Lei era per terra…”
M.: “E guardavo?”
P.: “Si. io dicevo a Nounou: se più tardi questa bambina parlerà cosa succederà di me!”
Marie entra poi in domande più intime e chiede a Pascal se la balia lo baciava anche “in un certo posto”; alla risposta affermativa dice che lo aveva potuto dedurre dalla lettura dei quaderni in cui si parlava di “un bell’uomo arrostito che io vorrei mangiare”. L’invidia della lattante verso la nutrice che lo mangiava davvero. Un bell’esempio di universo orale con le sue spiegazioni ed i suoi fantasmi.
“Gli dissi anche che nel mio primo ricordo d’infanzia la mia balia mi appariva nell’atto di darsi la crema sui capelli neri con un viso di cavallo “perché era cavalcata da lei”;

Pascal rise e capì la deformazione fantasmatica”.
Anche quel ricordo fu confermato da Pascal. La balia si dava una specie di lozione nera anche se lui cercava di impedirglielo perché era più bella con i capelli morbidi. Era bella Nounou: “Una bella contadina come se ne cercavano per i Re”.
M.: “Mi dica ancora Pascal, non solo era Nounou che baciava lei sa dove, ma lei la baciava nello stesso posto?”
P.: “Lo credo bene! Era così bella! Il corpo soprattutto, un corpo meraviglioso! Mi buttavo su di lei e le dicevo:”Vorrei, vorrei mangiarti”.
M.: Aveva i seni rovinati dall’allattamento?”
P.: No, aveva piccoli seni diritti”.
Come si nota l’interesse per i seni di chi l’aveva nutrita non era scomparso e ciò viene ulteriormente confermato dalla frase che viene dopo:
“E poi il latte, il mio latte…Sa Pascal che io ho anche visto delle eiaculazioni, e non sono stupita da ciò che lei mi dice”.
…….

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