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Dal chirurgo estetico per fare carriera

A sorpresa sono proprio la competitività e la rivalità a spingere i nostri connazionali al 'ritocco'...Sono giovani (la media è di 36 anni), benestanti (il 30% si definisce di classe abbiente, il 60 % di classe media), colti (30% laurea, 44% maturità) e fanno lavori gratificanti (il 50% è un professionista, un imprenditore o un dirigente; le casalinghe sono solo il 10%). L'età in cui hanno pensato per la prima volta al ritocco è 23 anni, ma il desiderio si realizza intorno ai 36, quando la posizione economica lo permette...si rivolgono al chirurgo estetico per migliorare la propria vita sociale e lavorativa (90% donne e 90% uomini...ciò che si modifica è un ornamento 'intragenere' (per competere con persone del proprio sesso) e non 'intergenere', che serve invece per conquistare il partner''...

fonte Adnkronos Salute

Roma, 15 mar (Adnkronos Salute) - Donne e uomini italiani dal chirurgo estetico non piu’ per sedurre il partner o per affascinare l’altro sesso ma per fare carriera, confrontarsi con i colleghi di lavoro, e migliorare la loro vita sociale. A sorpresa sono proprio la competitività e la rivalità a spingere i nostri connazionali al ‘ritocco’. E’ quanto emerge da un’indagine, condotta per la prima volta nelle sale d’attesa dei chirurghi estetici italiani, dalla Società Italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Sicpre) insieme alla cattedra di endocrinologia e sessuologia medica dell’università dell’Aquila.

L’indagine, commissionata dalla rivista Marie Claire, disegna inoltre l’identikit degli italiani che bussano alla porta del chirurgo estetico per correggere i primi segni del tempo su viso, seni, fianchi e glutei. Sono giovani (la media è di 36 anni), benestanti (il 30% si definisce di classe abbiente, il 60 % di classe media), colti (30% laurea, 44% maturità) e fanno lavori gratificanti (il 50% è un professionista, un imprenditore o un dirigente; le casalinghe sono solo il 10%). L’età in cui hanno pensato per la prima volta al ritocco è 23 anni, ma il desiderio si realizza intorno ai 36, quando la posizione economica lo permette. Insomma la chiurgia conquista gli italiani non più solo per il desiderio di essere belli, apparire e sedurre, come si pensava finora. A sorpresa, uomini e donne - riferisce una nota citando i risultati dell’inchiesta - si rivolgono al chirurgo estetico per migliorare la propria vita sociale e lavorativa (90% donne e 90% uomini), per stare bene con se stessi (80% donne e 82% uomini) e per stare bene con amiche e amici (79% donne e 82% uomini). Optano per il bisturi per diminuire i problemi sentimentali il 57% delle donne e il 51% degli uomini, vorrebbero risolvere i problemi sessuali il 28% delle donne e il 35% degli uomini.

”La ricerca ha dato risultati ben diversi da quelli dell’immaginario collettivo e dalle nostre stesse aspettative”, commenta Emmanuele Jannini, sessuologo all’università dell’Aquila e coautore della ricerca. ”Si potrebbe infatti pensare che ci si sottopone al bisturi (il 40% dichiara di averne paura, ma di volerlo fare comunque) per piacere all’altro sesso. Ma non è questa l’unica molla. Sono relativamente pochi coloro che ammettono di aspettarsi dalla chirurgia estetica un miglioramento dei propri problemi sentimentali e sessuali. Insomma, siamo ben lontani da uno scopo seduttivo puro e semplice”. L’indagine è stata condotta su 480 italiani, 360 donne e 120 uomini nelle sale d’attesa di 13 centri di chirurgia estetica dislocati in tutta Italia, ai quali, per tutto il mese di gennaio 2005 e fino al 14 febbraio è stato consegnato un questionario per indagare le motivazioni più profonde e intime di coloro che chiedono aiuto al chirurgo estetico. Torino, Bergamo, Trieste, Genova, Siena, Roma, Napoli e Monopoli, Palermo le città coinvolte nella ricerca.

”La chirurgia estetica è pienamente accettata - commenta Pier Luigi Santi, presidente della Sicpre - infatti, quando i nostri pazienti ne hanno parlato per la prima volta, l’hanno fatto nel 50% dei casi con parenti e amici, ottenendo una reazione negativa solo nel 10 % dei casi. Per tutti gli altri c’è stata invece comprensione, incoraggiamento e affetto. Il 35% si è rivolto direttamente allo specialista, figura di riferimento sempre più importante, la cui scelta risulta fondamentale per la buona riuscita dell’operazione stessa”. Ma quali sono le zone del corpo che più si desidera ritoccare? Le donne puntano su seno (37%), fianchi (14%), addome (14%), naso (14%), viso (14%) e glutei (11%). I maschi si concentrano sul viso (25%) e il naso (23%). A seguire addome (15%), fianchi (15%), seno (8%) e glutei (6%).

”La gente vuole rifarsi tutto ciò che si vede frontalmente da quando l’uomo ha raggiunto la postura eretta: viso, naso, seni, addome, fianchi - precisa Jannini - e tutti vogliono sembrare più giovani, maschi inclusi che a sorpresa chiedono il bisturi soprattutto per migliorare il volto. Seppur forse inconsciamente, i clienti della chirurgia estetica cercano la simmetria dei vari tratti del viso, come occhi, zigomi, mascelle e narici. Simmetria che e’ una caratteristica della gioventù e si perde col passare degli anni”. E cosa pensano i partner dell’operazione? Solo il 22% è realmente interessato al cambiamento estetico. Chi vuole quindi sedurre la donna o l’uomo che si sottopone al ‘ritocco’? Non i partner, quanto piuttosto le amiche e gli amici o ancora i colleghi, cui la maggioranza fa riferimento. ”Insomma, ciò che si modifica è un ornamento ‘intragenere’ (per competere con persone del proprio sesso) e non ‘intergenere’, che serve invece per conquistare il partner”, conclude Jannini. (Red-Ife/Adnkronos Salute)

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