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Riccardo Arone di Bertolino: Anna un caso doc La Terapia III

Non avevo paura della persona che mi stava di fronte, ma di me stessa, di quello che avrei potuto vedere dentro di me svelandomi all’altro. Ero convinta che tutto ciò che apparteneva alla mia interiorità fosse qualcosa da nascondere, di cui vergognarmi....

Il giorno della prima seduta ero spaventatissima.

 

Non riuscivo praticamente a parlare.

 

Non avevo paura della persona che mi stava di fronte, ma di me stessa, di quello che avrei potuto vedere dentro di me svelandomi all’altro.

 

 Ero convinta che tutto ciò che apparteneva alla mia interiorità fosse qualcosa da nascondere, di cui vergognarmi.

 

Se soffrivo di un disturbo psichico doveva proprio essere così! (Non mi ero mai resa conto di quanto Freud, nonostante la mia posizione critica e scettica nei confronti della psicoanalisi, mi avesse influenzata).

 

Pensavo:

 

“Chissà che cosa scoprirò!

 

E chissà che idea si farà di me lo psicoterapeuta!”.

 

Se una minima cosa fosse andata storta quel giorno, non sarei più tornata, e in maniera definitiva….

 

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