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Riccardo Arone di Bertolino: Anna un caso doc

"Nessuno può rivelarvi nulla se non ciò che giace semiaddormentato nell’albore della vostra conoscenza"....Parole chiave: psicoterapia, ipnosi, educazione, paradossi, convinzioni, disturbo ossessivo-compulsivo.....Il DSM, nella sue molteplici versioni, per emettere una diagnosi con cui istituire la terapia, soprattutto farmacologica, prende in considerazione esclusivamente la sintomatologia, osservabile dallo psichiatra e riferita dal paziente. Questa metodica, nata dalla medicina organicistica (in cui pure spesso si rivela fonte di errori) se fosse valida permetterebbe a qualsiasi stupido computer da quattro soldi, senza cuore e senza anima, di far diagnosi e suggerire i percorsi terapeutici più adeguati. Il compito del curante diventerebbe solo quello di inserire in una tastiera i dati giusti e di firmare e allungare al paziente la ricetta automaticamente stampata. Azione che poi chiunque sappia digitare tasti in vera plastica potrebbe far da sé acquistando l’apposito programma. Comprensioni, intuizioni ed umanità dell’ars curandi sarebbero solo un obsoleto e risibile ricordo del vecchio medico di famiglia di un tempo lontano che con pochi mezzi tecnici e farmaceutici curava e spesso guariva i mali del corpo e dell’anima, Dall’insondabile profondità e complessità di ogni singolo ed individuale animo umano e dalla sua formazione educativa e culturale derivano, seppure molteplici, sintomatologie simili che si formano con meccanismi abbastanza limitati e ripetivi, ma le cause, le radici della mala pianta sono sempre e solo creazioni diversissime, assolutamente individuali ed originali e come tali vanno capite e trattate...

DR RICCARDO ARONE DI BERTOLINO Presidente della Società

Italiana di Ipnosi e Psicoterapia e del Corso di Specializzazione in Psicoterapia Scuola accreditata e riconosciuta

dallo Stato Italiano

 

 

Riccardo Arone di Bertolino

 

ANNA, UN CASO DOC

 

 

Non giudicatevi e

non vi sentirete giudicati.

 

Nessuno può rivelarvi nulla se non ciò che giace semiaddormentato nell’albore della vostra conoscenza.

Gibran K. Gibran

 

 

Parole chiave: psicoterapia, ipnosi, educazione, paradossi, convinzioni, disturbo ossessivo-compulsivo.

 

 

Premessa

 

Il DSM, nella sue molteplici versioni, per emettere una diagnosi con cui istituire la terapia, soprattutto farmacologica, prende in considerazione esclusivamente la sintomatologia, osservabile dallo psichiatra e riferita dal paziente.

 

Questa metodica, nata dalla medicina organicistica (in cui pure spesso si rivela fonte di errori) se fosse valida permetterebbe a qualsiasi stupido computer da quattro soldi, senza cuore e senza anima, di far diagnosi e suggerire i percorsi terapeutici più adeguati. Il compito del curante diventerebbe solo quello di inserire in una tastiera i dati giusti e di firmare e allungare al paziente la ricetta automaticamente stampata. Azione che poi chiunque sappia digitare tasti in vera plastica potrebbe far da sé acquistando l’apposito programma.

 

Comprensioni, intuizioni ed umanità dell’ars curandi sarebbero solo un obsoleto e risibile ricordo del vecchio medico di famiglia di un tempo lontano che con pochi mezzi tecnici e farmaceutici curava e spesso guariva i mali del corpo e dell’anima,

Dall’insondabile profondità e complessità di ogni singolo ed individuale animo umano e dalla sua formazione educativa e culturale derivano, seppure molteplici, sintomatologie simili che si formano con meccanismi abbastanza limitati e ripetivi, ma le cause, le radici della mala pianta sono sempre e solo creazioni diversissime, assolutamente individuali ed originali e come tali vanno capite e trattate.

 

Questa comprensione per essere valida non deve limitarsi ad una decodificazione freddamente logica ed intellettuale, ma deve essere emotiva, guidata più da sentimenti ed emozioni che da ragionamenti.

La terapia farmacologia può influire sulla sintomatologia inibendo l’emotività ma certamente non è assolutamente in grado di modificare positivamente le profonde e complesse concettualità negative da cui nasce la psicopatologia.

 

Anzi spesso blocca le stesse strutture emotive ed immaginative che, bene orientate, servono per ottenere una rielaborazione della problematiche e la guarigione. Inoltre altrettanto sovente hanno effetti paradossi di cui cito i più comuni: quello paradossale dei tranquillanti nelle situazioni in cui il livello d’allarme è sentito come necessario che, diminuendo la vigilanza, accrescono l’ansia per mantenerla, e quello comune a tutti in cui la necessità di assumerli ricorda e sottolinea la propria infelicità ed inadeguatezza a vivere bene.

 

Anna è dotata di una memoria veramente formidabile e nel suo racconto ha identificato e riportato tutti gli elementi ed i punti chiave della terapia….

 

 

Continua….

 

Troverete l’intervento in 13 Riccardo Arone di Bertolino

 

 

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