Questo sito contribuisce alla audience di

"I superstiti del maremoto stanno soffrendo mentalmente"

Più delle epidemie ci preoccupa la salute mentale dei superstiti. Al nostro centro stanno venendo soprattutto perché non riescono a superare il trauma della perdita dei loro cari. E questo non fa che indebolire la loro salute....L'incapacità ad elaborare il dolore per la perdita dei loro cari e dei loro averi li espone al rischio di una serie di patologie molto gravi...

I superstiti del maremoto stanno soffrendo mentalmente: la denuncia di un equipe giapponese

“Più delle epidemie ci preoccupa la salute mentale dei superstiti. Al nostro centro stanno venendo soprattutto perché non riescono a superare il trauma della perdita dei loro cari. E questo non fa che indebolire la loro salute e facilitare la diffusione delle malattie”. Lo ha spiegato in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Afp, Yamashita Tomoko responsabile di un’équipe di medici giapponesi che hanno allestito un ospedale da campo in na delle zone maggiormente devastate dallo Tsunami di Santo Stefano, lo Sri Lanka meridionale.

“L’incapacità ad elaborare il dolore per la perdita dei loro cari e dei loro averi li espone al rischio di una serie di patologie molto gravi come il diabete, l’ipertensione o la depressione” ha spiegato il medico giapponese. “Negli ultimi due giorni - ha aggiunto - stanno arrivando il numero delle persone che vengono da noi con questo tipo di disturbi sta considerevolmente aumentando. Anche perché - ha spiegato - ora i superstiti che si erano fino ad oggi rifugiati nei campi profughi stanno tornando alle loro abitazioni e stanno prendendo visione del disastro che hanno subito”.

Fonte afp

il loro senso di colpa di essere sopravissuti,

per vincere la loro rabbia di essere stati lasciati soli,

rabbia per quell’amore, apparentemente, perduto,

e che si è “lasciato perdere”

Tutto questo sentirà quel bambino

e se lo porterà nel cuore,

lo maschererà con un sorriso,

lo terrà chiuso dentro di sé,

fino a farlo esplodere in un gesto di rabbia.

Come potrebbe accettare una vita, che,

necessariamente continua per tutti

e la sua che si è fermata?

La sua vita e quella degli altri

hanno e avranno, per molto tempo,

due velocità diverse,

che, potranno solo sfiorarsi,

e non potranno comprendersi a vicenda…

Chi ha perso qualcuno laggiù ed è adulto per farlo,

….

È bene che si ritrovi con altri nella sua stessa condizione….in una terapia di gruppo…

Sarà un primo passo di un cammino, necessariamente doloroso, ma non privo di speranze…

si sentiranno compresi, accetteranno il loro dolore e lo rifletteranno negli altri, ritroveranno nei figli degli altri i loro, nei genitori degli altri i loro, nei fratelli degli altri i loro fratelli.

Come diceva Milton H.Erickson,

solo una emozione condivisa può essere compresa,

un idem sentire, una lacrima che si incrocia con un’altra lacrima.

Per parlare a qualcuno di suo fratello devi parlarle tu del tuo,

devi potergli parlare, tu, del tuo,

intendendo con questo che la comunicazione

deve essere sulla stessa lunghezza d’onda

e respirare la stessa aria, altrimenti,

il tutto viene percepito con distacco

ed aumenta il senso di solitudine di chi recepisce il messaggio.

Le categorie della guida