
fonte Roberto Vecchioni AVVENIRE
Come la musica si nutre di pause
Oggi è il giorno del silenzio, il giorno che ci riporta alle origini. Come il bianco ha in sé tutti i colori, infatti, così il silenzio contiene – in potenza – tutti i suoni, in una condizione di infinito, di eternità, di tempo fermo e sospeso.
Non per niente, nei Vangeli, il silenzio è la condizione degli apostoli, che di solito non parlano e spesso, quando lo fanno, trovano subito occasione per pentirsene. E anche le lettere di san Paolo, a pensarci bene, sono rivolte a destinatari silenziosi, che non facciamo fatica a immaginare in ascolto.
Perché il silenzio è anzitutto uno strumento di intelligenza, oltre che un mistero intimamente legata alla manifestazione della bellezza. Tutta la grande arte è silenziosa: un quadro di Van Gogh, per esempio, è fatto di silenzio e statue di silenzio sono le Madonne rinascimentali.
Ma perfino all’interno della musica il silenzio ha una funzione indispensabile: le pause di una partitura, certi momenti in cui, durante l’opera, cantanti e orchestra tacciono insieme…
Mi ha sempre colpito un racconto tradizionale dei Dogon dell’Africa, secondo il quale il mondo sarebbe stato creato in tre giorni: nel primo si manifestò la musica, sotto forma di un’ondata di luce sonora; il secondo giorno venne la parola; nel terzo, infine, quando Dio si era già stancato, furono creati gli oggetti, che parlano un silenzio molto diverso da quello degli uomini.
Ma la suggestione più forte, per me, è rappresentata dall’onda originaria che illumina e risuona. È quanto di più prossimo al silenzio, e nello stesso tempo già diverso dal silenzio, si possa immaginare. Un suono sottile come il respiro, come il linguaggio senza parole che gli innamorati condividono in segreto.”
Roberto Vecchioni
La sensibilità dell’anima, l’emozione che prende forma nell’arte e nella parola o nella mancanza della parola, nella vita di ogni giorno, spinge a travalicare il limite tra la vita e la morte, quando è emozione pura, senza i freni del ragionamento. Quando la sensibilità prevale, quando l’emozione batte come un cuore impazzito, a tamburo, quando la parola e l’anelito che la ha animato resta inespressa ed affolla la tua mente, fino ad occupare i tuoi spazi vitali, quando la parola altrui e l’indifferenza ti ferisce e ti sommerge fino a farti annegare in un mare che non comprendi. Lo psicotico, lo schizofrenico ha una emotività abnorme, una soglia di sensibilità che raccoglie il respiro e non solo le folate del vento, tutto lo può ferire. Lo psicotico, lo schizofrenico e, a volte, anche il Depresso, se non avessero dentro di se quel loro modello di perfezione, accetterebbe l’imperfezione di quello che li circonda, e non cercherebbero il rifugio nelle camere segrete della loro mente, blindandosi dentro a triplice mandata, nella consunzione anoressica delle loro forze vitali……esiste sempre un dolore più forte e più degno del nostro. Non c’è niente di più bello di un Sogno, ma solo la Vita nobilita e realizza “quel Sogno” mentre la morte lo estingue. Forse lo sogneranno altri per te, ma perché non sognarlo, anche tu, insieme a loro? Continua a sognare il tuo Sogno .
Gilberto Gamberini

gilberto gamberini








