
Roma, 1 apr. (Adnkronos Salute) - Sono 2,5 milioni gli italiani che soffrono di psoriasi, malattia cutanea caratterizzata dalla formazione sulla pelle di placche in rilievo e infiammate, con squame di colore argenteo che possono interessare ogni parte del corpo. Una patologia che, proprio a causa delle sue caratteristiche, può avere delle forti ripercussioni sulla qualità della vita ….Non a caso, il 54% degli psoriaci si dichiara depresso, il 10% pensa addirittura al suicidio, il 75% dichiara di subire una riduzione dell’autostima e della fiducia in se stesso, il 35% vede compromesse relazioni sessuali e il 20% ha subito gravi episodi di rifiuto sociale quali, ad esempio, la perdita del posto di lavoro. ….”L’impatto di questa patologia, che colpisce indistintamente uomini e donne - prosegue l’esperto - è comunemente sottovalutato, sebbene nelle forme moderate e soprattutto in quelle più gravi può comportare sul paziente un peso psichico più grande di quanto ne abbiano altre patologie, anche più gravi”. . (Ile/Adnkronos Salute)

E’ il modo in cui mi sento dentro che condiziona il mio comportamento fuori.
In questo caso avviene una sommatoria di azioni negative.
Il modo col quale penso che gli altri mi vedono al di fuori condiziona il mio modo di sentirmi dentro.
Vi è un meccanismo analogo anche nell’acne e nella foruncolosi.

Mille personali risposte,
alle proprie mille domande.
Le domande possiamo porcele anche noi,
anche se non sempre serve farlo,
ma, le risposte:
devono sempre darcele gli altri.
Una volta,
a Bologna, accadde, che,
due ex compagni di scuola,
un uomo e una donna,
si rincontrarono dopo molti anni.
Lei gli disse,
uso la traduzione letterale dal bolognese,
perché èsprime di più il concetto
“sai a quei tempi..io ti avrei fatto un pigiama di saliva
ma tu eri così malgustoso !
(mi piacevi un sacco ma tu ti davi un sacco di arie .)
E lui,
che, a quei tempi, aveva l’acne
e pensava, che,
ogni sguardo su di lui
fosse rivolto ad ogni suo singolo brufolo,
e che questo causasse un reazione di ribrezzo,
per cui si chiudeva in se stesso,
in modo tale, che,
all’esterno appariva
come uno che non voleva mischiarsi,
disse:
“no non ero malgustoso .
ero solo timido e avevo paura dei giudizi degli altri”

Se io cambio il mio modo di guardare alle cose
le affronterò in modo diverso,
cosicché otterrò risposte diverse
ed avrò risolto il mio problema.
E’ l’impatto sulle cose che ci danneggia,
non le cose di per se.
E’ come noi le vediamo
e poi come noi le elaboriamo mentalmente quelle cose,
che ci crea il problema su quelle cose
Il cambiamento del punto di vista
sta alla base della terapia ericksoniana,
ed è espresso da questo concetto fondamentale.
Il cambiamento del pensiero
da convergente, a spirale dentro noi stessi,
all’allargamento del pensiero fuori di noi:
il pensiero divergente.
Il pensiero convergente,
centripeto,
brucia lo spazio,
occupandolo tutto
e si approfondisce nel nostro io, soffocandolo.
Il pensiero divergente
può muoversi i tutte le direzioni,
a raggiera,
come i petali di un fiore,
e conquista sempre più nuovi spazi,
man mano che si allarga

Qualsiasi problema,
elaborato in modo convergente,
si stratifica su precedenti pensieri,
come se fossero strati geologici sedimentati,
è un imbuto rovesciato,
che prima o poi viene colmato, saturato
e diviene un peso insostenibile,
che l’essere umano non riesce a gestire e a sopportare.
Tu non sei la tua malattia, ma
sei un qualcosa di più e di diverso
Gilberto Gamberini riproduzione riservata
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








