Giovanni Paolo II: l’Amore.... I più belli dei nostri giorni

L'amore è l'unica forza capace di condurre alla perfezione personale e sociale, l'unico dinamismo in grado di far avanzare la storia verso il bene e la Pace ... Nessun uomo, nessuna donna di buona volontà può sottrarsi all'impegno di lottare per vincere con il bene il male. E' una lotta che si combatte validamente soltanto con le armi dell'Amore. Quando il bene vince il male, regna l'Amore e dove regna l'Amore regna laPace...."Il più bello di tutti i mari è quello dove non siamo andati, il più bello di tutti i bambini non è ancora cresciuto, ciò che vorrei dirti di più bello non l’ho ancora detto, i più belli di tutti i nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti." I più belli dei nostri giorni sono ancora da venire...L’uomo, di per se, nel suo io ancestrale, chiede e vuole dare amore e non c’è oggetto per quanto bello ed importante, che possa sostituire questo desiderio. Un bambino, qualsiasi bambino, ricerca questo dai propri genitori....Si sono creati degli oggetti, intermediari, tra genitori e figli....Bambini, più impegnati dei genitori, oltre il tempo della scuola, in realizzazioni che sono le realizzazioni inconsce dei genitori. Figli "oggetti" del proprio io dei genitori, non realizzato. Il cambiamento sta nell’uomo....La Psicoterapia ci riporta alla armonia con noi stessi, a contatto col nostro io ancestrale, con la realizzazione di tutti i desideri mai realizzati, ma solo abbozzati e sepolti, desideri che si fondono e si armonizzano in un sentire ed un rispetto comune, che pone al centro della vita i valori dell’uomo...


Giovanni Paolo II: l’Amore. I più belli dei nostri giorni


Nel messaggio per la ricorrenza il Papa richiama alla forza dell’Amore.


Fonte Alessio Di Florio

Come è ormai tradizione da oltre trent’anni(quest’anno sarà la trentottesima volta!) il primo giorno dell’anno nuovo sarà dedicato al tema della Pace. 38 anni fa, davanti al rischio di un nuovo conflitto mondiale che si stagliava nell’orizzonte della storia, papa Paolo VI decise di dedicare il primo giorno di ogni anno alla Pace. Ogni anno i Pontefici che si sono succeduti al soglio di Pietro hanno redatto un messaggio sull’anelito alla Pace.
Anche per il 2005 Giovanni Paolo II non si è sottratto ….. Scrive il Pontefice:
L’amore è l’unica forza capace di condurre alla perfezione personale e sociale, l’unico dinamismo in grado di far avanzare la storia verso il bene e la Pace … Nessun uomo, nessuna donna di buona volontà può sottrarsi all’impegno di lottare per vincere con il bene il male. E’ una lotta che si combatte validamente soltanto con le armi dell’Amore. Quando il bene vince il male, regna l’Amore e dove regna l’Amore regna laPace.

Il nuovo anno arriva. Sarebbe bello iniziarlo con questo stupendo pensiero di Nazin Hikmet:

“Il più bello di tutti i mari è quello dove non siamo andati, il più bello di tutti i bambini non è ancora cresciuto, ciò che vorrei dirti di più bello non l’ho ancora detto, i più belli di tutti i nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.” I più belli dei nostri giorni sono ancora da venire.

L’uomo, di per se, nel suo io ancestrale,

chiede e vuole dare amore

e non c’è oggetto per quanto bello ed importante,

che possa sostituire questo desiderio.

Un bambino,

qualsiasi bambino,

ricerca questo dai propri genitori,

e quasi mai lo ottiene,

nelle regioni povere del mondo non può ottenerlo,

perché i genitori devono combattere

la quotidiana lotta per la sopravvivenza,

nei paesi ricchi,

i genitori sono talmente persi

nella superficialità del rincorrere falsi miti,

che dimenticano o non riescono più a trasmettere

una parola ai figli, che derivi dal cuore,

ma, tutto passa attraverso freddi oggetti,

che sostituiscono le emozioni dell’uomo.

Oggetti, intermediari, tra genitori e figli.

Una videocassetta, un telefonino, un videogioco.

I genitori

hanno trasmesso ai propri figli

il loro stile e tempo di vita stressante,

basato sul fare mille cose senza approfondirne nessuna,

senza che niente riesca ad appagarli,

in un correre senza meta.

Bambini,


più impegnati dei genitori
,

oltre il tempo della scuola,

in realizzazioni che sono le realizzazioni inconsce dei genitori.


Figli “oggetti”

del proprio io dei genitori, non realizzato.


Il cambiamento sta nell’uomo adulto,

altrimenti la domanda dei genitori

di avere un avvenire migliore per i loro figli,

diviene una richiesta paradossale…

La Psicoterapia

ci riporta alla armonia con noi stessi, a contatto col nostro io ancestrale,

con la realizzazione di tutti i desideri mai realizzati,

ma solo abbozzati e sepolti,

desideri che si fondono e si armonizzano in un sentire ed un rispetto comune,

che pone al centro della vita i valori dell’uomo…

 

 

Gilberto Gamberini riproduzione riservata

foto riprodotte a fini didattico educativi

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