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Fumo:Psicologia,chi smette non apprezza più i piaceri della Vita

per alcuni, smettere di fumare significa piombare in uno stato depressivo. Spesso la depressione era preesistente al fumo, e il fumo colmava un qualcosa che mancava nella loro vita, una compagnia, una presenza certa, aveva cioè dei significati simbolici che andavano al di la del fumo stesso....Negli anni sessanta, alla Università di Padova, si effettuò una ricerca sull’effetto rilassante del fumo, assunto in quantità limitata, che in determinate situazioni di calma e rilassamento: comodamente seduti, ascoltando la musica preferita, con tempi che permettevano di assaporare e di vivere appieno l’evento, induceva ulteriore calma e rilassamento e favoriva la concentrazione....Si potrebbe creare quasi un riflesso condizionato tra i due eventi, e solo in relazione a quei due eventi: il pasto e il fumo...fumare quella sigaretta legata al pasto, suggerendo delle connessioni inconsce liberatorie, che nel contempo evitano il senso di colpa, di inadeguatezza e di sconforto, che prova chi non riesce a farcela...

da univadis 

fonte Roma, (Adnkronos Salute) - Niente dà più lo stesso piacere di prima se si smette di fumare. Nemmeno mangiare il proprio piatto preferito o uscire. Per questo sarebbe così difficile dire addio alle sigarette, secondo uno studio del Goldsmiths College di Londra.

La ricerca, illustrata al congresso della Società britannica di psicologia, ha coinvolto 200 fumatori, abituati ad aspirare circa 10 bionde al giorno. L’equipe li ha intervistati due volte, dopo averli tenuto a stecchetto da fumo per 12 ore. A metà di loro è stata data una pasticca a base di nicotina, ad altri placebo. Proprio questi ultimi, dopo 12 ore di astinenza, traevano meno piacere pensando a divertimenti o a prelibatezze culinarie. Non solo. Avevano meno stimoli a mettere in ordine una serie di figure, nonostante i ricercatori avessero promesso denaro come ricompensa. Per chi non aveva fumato per tutto quel tempo, insomma, il pensiero fisso era accendersi una sigaretta, prima possibile. Ma smettere si puo’, ribadiscono i ricercatori, che adesso stanno studiando perche’ per alcuni e’ più difficile rinunciare alle bionde. (Dam/Adnkronos Salute)

Riguarda una minoranza di ex fumatori, ma è vero che per alcuni,

smettere di fumare significa piombare in uno stato depressivo.

Spesso la depressione era preesistente al fumo,

e il fumo colmava un qualcosa che mancava nella loro vita,

una compagnia, una presenza certa,

aveva cioè dei  significati simbolici che andavano al di la del fumo stesso.

Negli anni sessanta, alla Università di Padova,  si effettuò una ricerca sull’effetto rilassante del fumo, assunto in quantità limitata, che in determinate situazioni di calma e rilassamento: comodamente seduti, ascoltando la musica preferita, con tempi che permettevano di assaporare e di vivere appieno l’evento, induceva ulteriore calma e rilassamento e favoriva la concentrazione….

E’ comunque difficile, dal punto di vista pratico, consigliare e fare mantenere una quantità moderata.

Una possibilità è dare una ritualità al gesto, legarlo a certi eventi.

Nel caso esposto da adkronos si potrebbe legare il fumo al dopo pasto,

creando quasi un riflesso condizionato tra i due eventi,

e solo in relazione a quei due eventi: il pasto e il fumo.

Per aumentare il piacere si potrebbe sostituire la sigaretta con la pipa o il sigaro,

che implicano un certo tempo ed una loro ritualità

e comportano uno stato d’animo che induce alla calma e al rilassamento.

Oppure fumare quella sigaretta legata al pasto,

suggerendo delle connessioni inconsce liberatorie,

che nel contempo evitano il senso di colpa, di inadeguatezza e di sconforto,

che prova chi non riesce a farcela.

Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini

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