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I militari di Salò come esercito belligerante

Ognuno di loro, valutò che quella scelta fosse la migliore. L’anelito era lo stesso, le strade furono diverse. Spesso si trattò di giovanissimi, che avevano il fratello o un parente dall’una o dall’altra parte... A volte fratelli si divisero e morirono in campi avversi, perché la visione del mondo, dell’onore...erano diverse..

I militari di Salò come esercito belligerante

fonte Anppia da peacelink

18 aprile 2005

Cari amici, in allegato trovate la petizione dell’Anppia, contro il disegno di legge che prevede il riconoscimento dei militari di Salò come esercito belligerante (presente anche sul sito)
Chiediamo a tutti voi di darci una mano nella raccolta delle firme, nella speranza che una forte opposizione delle cittadine e dei cittadini italiani possa fermare questa inqualificabile iniziativa del Governo.
Vi preghiamo quindi di rinviarci le firme raccolte tramite posta, fax o e-mail.
Grazie a tutti (Per firmare on line è sufficiente una mail con nome, cognome e indirizzo)
Fate girare questa mail!!

Pier Paolo Pasolini sosteneva che i giovani che aderirono alla Repubblica Sociale avevano gli stessi ideali di coloro che aderirono alla lotta partigiana.

Ognuno di loro, valutò che quella scelta fosse la migliore.

L’anelito era lo stesso, le strade furono diverse.

Spesso si trattò di giovanissimi,

che avevano il fratello o un parente dall’una o dall’altra parte,

e questo divenne il motivo della loro scelta.

A volte fratelli si divisero e morirono in campi avversi,

perché la visione del mondo,

dell’onore, della parola data,

del senso del dovere, della libertà,

del loro vissuto

erano diverse.

A volte combatterono in un campo o nell’altro

perché avevano assistito ad uccisioni gratuite

ad opera degli uni e degli altri

e volevano vendicare la morte di parenti od amici.

Io credo che la verità stesse nel campo

della lotta partigiana di liberazione,

per i motivi che scatenarono la guerra,

per le atrocità commesse dal nazifascismo,

per le leggi razziali,

ma ugualmente la mia verità non vuole

e non può essere quella di tutti.

E nel rispetto di tutti i morti

riconoscerei a tutti la dignità di essere umano e di soldato,

affinché almeno la morte

susciti il rispetto che non hanno avuto da vivi.

Gilberto Gamberini riproduzione riservata

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