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M.H.Erickson: Sculacciate

Un giorno mio figlio Lance tornò da scuola e disse:"...Voglio essere sculacciato."..."Non c'è nessuna ragione di sculacciarti" dissi. "Te ne darò una io", disse lui, e uscì fuori e ruppe una delle finestre dell'ospedale..."No", dissi, "la cosa migliore da fare è sostituire il vetro alla finestra. Una sculacciata non servirebbe a questo scopo"....Ruppe in tutto sette vetri. Mentre era intento a rompere il settimo, io mi portai sul balcone di casa. Allineai sette dei suoi modellini di camion sulla balaustra..."ecco qua sette tuoi camion sulla balaustra. Adesso comincio a far correre il primo lungo la balaustra. Spero che si fermerà e non si ribalti, cada e si fracassi sul marciapiede di sotto. Oh , che peccato! Proviamo con il secondo, se si ferma". Perse sette camion....

 

Un giorno mio figlio Lance tornò da scuola e disse:

“papà, tutti gli altri ragazzi a scuola prendono le sculacciate,

e io non sono mai stato sculacciato.

Voglio essere sculacciato.”

 

“Non c’è nessuna ragione di sculacciarti” dissi.

 

“Te ne darò una io”, disse lui,

e uscì fuori e ruppe una delle finestre dell’ospedale.

Tornò dentro e mi chiese:

“adesso me la dai una sculacciata?”

 

No”, dissi,

“la cosa migliore da fare è sostituire il vetro alla finestra.

Una sculacciata non servirebbe a questo scopo”.

 

Offeso, uscì di nuovo e ruppe un’altra finestra.

“Adesso mi sculacci?”, disse

 

“No”, dissi io,

sostituirò il vetro”.

 

Ruppe in tutto sette vetri.

Mentre era intento a rompere il settimo, io mi portai sul balcone di casa.

Allineai sette dei suoi modellini di camion sulla balaustra.

 

Lui entrò annunciando:

“ho rotto il settimo vetro; adesso, mi sculacci?”

 

“No”, risposi.

“Quello che farò sarà sostituire i vetri”.

Poi aggiunsi:

ecco qua sette tuoi camion sulla balaustra.

Adesso comincio a far correre il primo lungo la balaustra.

Spero che si fermerà e non si ribalti, cada e si fracassi sul marciapiede di sotto.

Oh , che peccato!

Proviamo con il secondo, se si ferma“.

 

 

Perse sette camion.

 

Circa tre settimane dopo,

Lance tornò a casa da scuola tutto contento.

 

Io lo acchiappai, me lo misi sulle ginocchia, e lo sculacciai.

 

“Perché lo stai facendo?”, chiese.

“Mi sembra di ricordare che mi avevi chiesto di sculacciarti.

Non ti avevo ancora accontentato”, dissi.

 

“Ho capito molte cose”, disse.

 

Non lo sculacciai molto forte, naturalmente.

Una sculacciata simbolica.

 

Erickson illustra qui un principio

che applicava sia per punire i suoi bambini,

che per trattare i suoi pazienti.

 

Non da ciò che gli viene chiesto una paziente,

dà invece ciò che è richiesto dalla situazione.

 

fonte “Milton H. Erickson La mia voce ti accompagnerà. I racconti didattici di Milton H.Erickson a cura di Sidney Rosen”

 

foto riprodotte a fini didattici esplicativi

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