Questo sito contribuisce alla audience di

L’Ipnosi

integra la psicoterapia, ma la trascende...

L’Ipnosi

L’applicazione terapeutica corretta di uno stato mentale naturale eteroindotto, cioè lo stato di ipnosi, si è sempre rivelata clinicamente utile in medicina, in chirurgia e in psicologia, per le variazioni intrapsichiche, fisiologiche e biologiche che si instaurano nei rapporti fra mente e corpo, parte conscia e parti inconsce, livello mentale razionale e livello emotivo. Variazioni di rapporti e di capacità di elaborazione che il terapeuta può usare e modellare per necessità operative e terapeutiche, nell’ambito della disponibilità, dei desideri e dei bisogni del paziente. È fondamentalmente un atto medico, integra la psicoterapia, ma la trascende: è metodica efficace nella terapia del dolore, nel parto, in anestesiologia, in oncologia, in ortopedia, in odontoiatria e in molte altre applicazioni cliniche, perché la vastità delle applicazioni dell’ipnosi è data dalla vastità delle potenziali interazioni intrapsichiche e psicofisiche, la maggior parte delle quali è ancora sconosciuta.

L’ipnologia non è un rigido e determinato corpus teorico: nello stato di ipnosi possono essere applicate tutte le tecniche psicoterapeutiche.

L’eventuale insuccesso clinico delle prassi usate non è dovuto ai limiti dell’ipnosi, ma quasi sempre all’uso di teorie e di metodologie inadeguate o errate, sia generalmente che per lo specifico caso in trattamento.

L’ipnologia contemporanea più avanzata non è quindi una determinata tecnica o un insieme di metodiche, ma una formazione ed un allenamento personale dello psicoterapeuta perché possa intervenire, a livello conscio, inconscio ed emotivo, efficacemente nell’ambito relazionale ed intrapsichico del paziente.

L’induzione di ipnosi è definibile precipuamente come un processo di apprendimento a manifestare, ampliare e usare finalisticamente potenzialità psichiche, psicosomatiche e biologiche inespresse.

L’Ipnositerapia può essere considerata essenzialmente comunicazione, rivolta al paziente, di stimoli, idee e concezioni, in modo tale che egli possa essere sì ricettivo, ma liberamente critico e non passivo, alle idee presentate e quindi motivato ad esplorare e mettere in atto tutte le potenzialità di controllo delle risposte e del comportamento psicologico e fisico del proprio corpo.

Le categorie della guida