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La statua del papa Benedetto in Turchia

Molti giornalisti turchi quando hanno saputo il nome del nuovo papa, Benedetto XVI, hanno scoperto che nel cortile della cattedrale latina di Istanbul si erge un monumento a Benedetto XV, ed hanno voluto saperne di più. Sotto il monumento si trova questa scritta: "al grande Pontefice dell'ora tragica mondiale Benedetto XV, benefattore dei popoli senza distinzione di nazionalità e di religione, in segno di riconoscenza, l'Oriente (1914-1919)". Egli infatti si prodigò molto per la pace, ma i suoi appelli rimasero inascoltati. Egli volle allora, alleviare almeno le sofferenze prodotte dalla guerra. Si prodigò anche per la Turchia uscita sconfitta dal conflitto.... Alla fine della guerra il giornale turco Ati (Avvenire) aprì una sottoscrizione per raccogliere fondi per erigere un monumento in onore del papa...Se il Papa verrà un giorno a Istanbul potrà senz'altro vedere questo monumento al suo predecessore, unico esempio di un monumento eretto ad un Papa in un Paese a maggioranza islamica..

fonte SIR Georges Marovitch
Turchia

L’elezione di Benedetto XVI è stata inizialmente accolta in Turchia con perplessità e con titoli sulla stampa apertamente ostili, del tipo “È stato eletto un nemico della Turchia”, o con una certa acredine (mettendo in rilievo la sua partecipazione da ragazzo alla gioventù nazista). L’atteggiamento è da mettere in relazione ad una intervista che l’allora card. Ratzinger aveva rilasciato a ‘Le Figaro’, nella quale, parlando dell’ingresso della Turchia in Europa, aveva manifestato qualche perplessità, soprattutto tenendo conto della popolazione a maggioranza islamica, della sua cultura, delle sue radici storiche. Unico articolo in controtendenza è apparso sul quotidiano Posta, uno dei più diffusi. L’articolo, che titola “Io amo molto i Turchi”, precisa la posizione di Benedetto XVI per il quale “Istanbul è una parte importante dell’Europa. La Turchia, proprio perché è uno Stato con una religione differente, deve entrare in Europa, per essere stimolo e ricchezza. Io amo molto i Turchi: come potrei dunque essere nemico di qualcuno che amo?”.
Benedetto XVI nella sua prima udienza del 27 aprile ha voluto spiegare il motivo della scelta del nome. E le ragioni erano in riferimento a Benedetto XV che si era opposto alla prima guerra mondiale e a San Benedetto, patriarca del monachesimo occidentale, che ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente europeo.
Ma chi era Benedetto XV e come era visto in Turchia e nell’Impero ottomano?
Molti giornalisti turchi quando hanno saputo il nome del nuovo papa, Benedetto XVI, hanno scoperto che nel cortile della cattedrale latina di Istanbul si erge un monumento a Benedetto XV, ed hanno voluto saperne di più. Sotto il monumento si trova questa scritta: “al grande Pontefice dell’ora tragica mondiale Benedetto XV, benefattore dei popoli senza distinzione di nazionalità e di religione, in segno di riconoscenza, l’Oriente (1914-1919)”. Egli infatti si prodigò molto per la pace, ma i suoi appelli rimasero inascoltati. Egli volle allora, alleviare almeno le sofferenze prodotte dalla guerra. Si prodigò anche per la Turchia uscita sconfitta dal conflitto.
Nelle note dell’Archivio della Delegazione apostolica di Istanbul, ora negli Archivi Vaticani, emerge che Benedetto XV chiese al delegato pontificio mons. Angelo Maria Dolci, di intervenire presso l’esercito francese per chiedere di trattare umanamente i prigionieri turchi e di non vendicarsi su di loro. Fece anche aprire un ospedale per questi militari feriti: in esso si ricevevano per le cure 60 feriti al giorno. Alla fine della guerra il giornale turco Ati (Avvenire) aprì una sottoscrizione per raccogliere fondi per erigere un monumento in onore del papa. Nelle note di Archivio è scritto che il Sultano stesso, diede 500 lire turche a questo scopo, e il Principe ereditario 150, mentre l’Hidiv (governatore dell’Egitto) altre 500 (da notare che la maggior parte dei donatori era costituita da persone non cristiane). Il Sindaco di Istanbul pensava di sistemare la statua in una delle vie principali della città, però mons. Dolci ritenne più opportuno sistemarla nel cortile della cattedrale di Santo Spirito, dove tuttora si trova. Se il Papa verrà un giorno a Istanbul potrà senz’altro vedere questo monumento al suo predecessore, unico esempio di un monumento eretto ad un Papa in un Paese a maggioranza islamica.

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