Questo sito contribuisce alla audience di

Comprimari come noi....

Il ricordare un momento della nostra vita è dolce ed importante, ed ancora di più lo è per una vita che sta nascendo. Uscire dall’io, che si pone al centro di tutto e accettare un ruolo diverso da comprimari, accanto ad altri, sia grandi che piccoli, comprimari come noi....

Comprimari come noi.

Parigi, 25 mag. (Adnkronos Salute) - Le ecografie ’souvenir’, fatte al solo scopo di conservare un ricordo del bimbo che deve nascere, ‘’sono un rischio inutile per il feto, esposto senza ragione agli ultrasuoni”. E’ l’allarme lanciato dall’Agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti per la salute (Afssaps), preoccupata per il fenomeno in netto aumento in Francia negli ultimi mesi.

La pratica delle ecografie come ‘foto-ricordo’, che comincia a prendere piede anche in Italia, e’ ”vivamente sconsigliata” alle donne in attesa. Lo scorso ottobre l’Accademia nazionale di medicina aveva gia’ espresso ”forti riserve” su questa nuova moda. L’Afssaps ripete l’avvertimento e raccomanda alle future mamme di rispettare le prescrizioni ecografiche di routine che, nel Paese d’oltralpe, prevedono tre esami nei 9 mesi, uno ogni trimestre. Durante un’ecografia medica ”l’esposizione agli ultrasuoni di ciascuna parte del feto e’ estremamente breve” perche’ non e’ la qualita’ ‘fotografica’ dell’immagine ad interessare il medico ma le informazioni necessarie per sorvegliare la salute del bambino”. Al contrario, aggiunge l’Afssaps, per ”un’ecografia souvenir e’ necessario esporre, in continuo, il feto a ultrasuoni in parti localizzate (profilo, faccia, organi genitali)”. E se per l’ecografia diagnostica il rapporto rischio-beneficio e’ favorevole al feto per i ‘ricordi’ i rischi maggiori vanno solo a svantaggio del piccolo. (Amr/Adnkronos Salute)

Il ricordare un momento della nostra vita è dolce ed importante,

ed ancora di più lo è per una vita che sta nascendo.

Forse molte madri non conoscono i potenziali rischi di una ecografia fetale con alta definizione e ad alta qualità.

 

Il problema, semmai, è costituito dalle mode: quasi un virus.

Se lo fa uno, poi lo devono fare tutti.

E’ necessario uscire da schemi mentali rigidi.

Considerare sempre l’altro, quando compiamo una scelta.

 

Uscire dall’io,

che si pone al centro di tutto

e accettare un ruolo diverso da comprimari,

accanto ad altri,

sia grandi che piccoli,

comprimari come noi.

 

Gilberto Gamberini
 

foto riprodotta a fini non commerciali ma didattico esplicativi

 

Le categorie della guida