Autoprogrammato a non esserci

Non mi vide neppure. Il suo sguardo seguiva un qualcosa che solo lui vedeva.... era altrove. I suoi orecchi ascoltavano altre voci che solo lui udiva e che gli riempivano la testa, come un alveare. .. nulla entrava, di altro e nulla usciva...

 

Lo incontrai, per caso….un giorno…. per  strada.

Lo salutai.

Non mi rispose. Non mi vide neppure.

Il suo sguardo seguiva un qualcosa che solo lui vedeva.

Lo seguii, per capire….

Molti lo salutarono…ma lui non rispondeva, non  vedeva nessuno..

Una ragazza lo invitò a casa sua per la sera…ma, lui era altrove….

I suoi orecchi ascoltavano altre voci

che solo lui udiva e che gli riempivano la  testa, come un alveare.

Nella sua percezione interiore,

nulla entrava e nulla usciva.

Lo seguii fino a casa.

Sembrava un automa, auto-programmato a non esserci.

 

L’indomani venne in studio per la sua seduta.

Gli chiesi “come ti senti?”

Lui mi guardò con occhi tristi, sollevando quasi con fatica il capo

“ Male, sono solo, nessuno mi considera, nessuno mi parla…mi sento sempre più giù”

Volevo spiazzarlo e lo feci dicendogli

“ Dammi retta…tu  non sei depresso…sei solo stupido”

Alzò il capo …..

 

Gli spiegai i motivi della mia frase.

Gli spiegai che lo avevo seguito

e gli raccontai tutto quello che era accaduto e che lui si era perso,

perché aveva chiuso tutti i suoi canali di comunicazione col mondo esterno,

non facendo entrare nulla dentro di lui.

 

Gilberto Gamberini

 

foto riprodotte a  fini didattici ed educativi

 

 

 

 

 

 

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!

Le categorie della guida