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Le Fobie. Lo Stato Mentale del Cambiamento

Nella “Ristrutturazione della vita con l’ipnosi” di Erickson, a cura di Rossi e O.Ryan, si afferma: “Dovremmo cercare di eliminare quella causa che è così profondamente sepolta, oppure dovremmo cercare di correggere il comportamento di oggi, la vita di oggi, e la vita di domani, della settimana prossima, del mese prossimo, dell’anno prossimo?......Se una persona ha la fobia di guidare l’auto, io potrei affrontare il problema andando a cercare nel suo passato le cause che hanno fatto nascere in lei questa paura. A volte però, uno scavo psicologico profondo potrebbe diventare una creazione di motivi che magari non hanno nulla a che fare col problema. Inoltre andando a cercare, si rischia anche di trovare. Si rischia anche di perdere molto tempo ed intanto la vita va avanti con altri e nuovi problemi ed io sarò sempre in ritardo per affrontarli. Infatti, il non riuscire a guidare la macchina comporterà alla persona tutta una serie di limitazioni che le impediranno di vivere un sacco d'esperienze nel presente. Viceversa, l'occuparsi solo del problema, senza accertarne le cause, potrebbe rappresentare un limite. Io credo che la risposta alla domanda di Erickson sia intermedia ....qualora dal passato emergessero delle cause più angosciose rispetto alla semplice limitazione di non poter guidare (che il suo inconscio ha volutamente celato per il suo bene), sarebbe opportuno e preferibile non portarle a livello cosciente.....A volte ci si sente impotenti nel non riuscire a scalare l’Everest ma certamente l'obiettivo non è congruo per le nostre possibilità attuali....In tale stato mentale di positiva fiducia nelle proprie possibilità e di piacevole aspettativa per il futuro, è molto più facile ed opportuno cercare le cause del problema, in quanto la situazione mentale è diversa.....

Nella “Ristrutturazione della vita con l’ipnosi” di Erickson, a cura di Rossi e O.Ryan, si afferma: “Dovremmo cercare di eliminare quella causa che è così profondamente sepolta, oppure dovremmo cercare di correggere il comportamento di oggi, la vita di oggi, e la vita di domani, della settimana prossima, del mese prossimo, dell’anno prossimo?

 

E’ difficile rispondere a questa domanda in modo assoluto.
 

Se una persona ha la fobia di guidare l’auto, io potrei affrontare il problema andando a cercare nel suo passato le cause che hanno fatto nascere in lei questa paura. A volte però, uno scavo psicologico profondo potrebbe diventare una creazione di motivi che magari non hanno nulla a che fare col problema. Inoltre andando a cercare, si rischia anche di trovare. Si rischia anche di perdere molto tempo ed intanto la vita va avanti con altri e nuovi problemi ed io sarò sempre in ritardo per affrontarli.
 
Infatti, il non riuscire a guidare la macchina comporterà alla persona tutta una serie di limitazioni che le impediranno di vivere un sacco d’esperienze nel presente. Viceversa, l’occuparsi solo del problema, senza accertarne le cause, potrebbe rappresentare un limite. Io credo che la risposta alla domanda di Erickson sia intermedia fra le due soluzioni estreme. Innanzi tutto credo che sia necessario, per poter cambiare un qualche cosa, accettare e capire il problema della persona.
 
Infatti, quando siamo accettati da qualcuno, siamo anche disposti a cambiare, qualora il cambiamento porti un miglioramento alla nostra vita. È necessario far comprendere alla persona che siamo al suo fianco, che siamo il navigatore e, a volte, l’istruttore per la sua prima lezione di guida. Potremmo cominciare da zero senza dare nulla per scontato. Potremmo iniziare le cose in una situazione protetta e simulata della realtà, come può essere la seduta d’ipnosi.
 
Potremmo iniziare con i rudimenti teorici della guida e poi sederci in auto uno accanto all’altro. All’inizio, invertendo i nostri ruoli, potrei essere io a guidare, facendole comprendere come il ricominciare un qualche cosa con spirito nuovo può essere molto piacevole. Mentre guido, potrei descriverle quello che vedo davanti a me, rendendola partecipe delle mie emozioni.
 
Potrei descriverle quello che vedo dallo specchietto retrovisore, oppure dal finestrino alla mia destra o, magari, descrivergli quel grande albero laggiù sulla sinistra.
Potremmo fare tante cose che in questo momento neanche io posso immaginare, perché ho bisogno della presenza fisica della persona per comprendere qual è la strada giusta, qual è il modo migliore di operare. Nel corso delle sedute successive potremmo anche parlare del più o del meno, come si fa abitualmente in macchina per far trascorrere il tempo.
 
Ed, in quel discorrere, potrebbero emergere delle indicazioni utili per capire le ragioni inconsce sepolte nel suo passato o, meglio, apparentemente nascoste. Qui c’è da dire che, qualora dal passato emergessero delle cause più angosciose rispetto alla semplice limitazione di non poter guidare (che il suo inconscio ha volutamente celato per il suo bene), sarebbe opportuno e preferibile non portarle a livello cosciente.
 

 

 

Potremmo fissarci degli obiettivi intermedi che servono per darle fiducia e nuovi input per lavorare sul suo problema. A volte ci si sente impotenti nel non riuscire a scalare l’Everest ma certamente l’obiettivo non è congruo per le nostre possibilità attuali. E’ certamente facile e possibile iniziare con passeggiate in collina, per poi passare a sentieri di montagna e poi, ancora nel tempo, alle prime vette sulle ferrate ed infine alle prime scalate.

 

 E poi sempre più su, in un processo apparentemente più difficile, in realtà sempre più facile perché progressivo nel tempo, senza forzature. Passo dopo passo, dandosi del tempo, certamente si potrà raggiungere l’obiettivo finale.

 

Se riusciamo a fare percorrere a quella persona brevi tratti alla guida dell’auto, dapprima nella situazione protetta e simulata della seduta d’ipnosi, poi magari realizzate nella realtà, in situazioni tranquille, in grandi spazi senza altre auto che possono accrescere la tensione o la paura, che sale come una marea montante fino ad arrivare alla crisi di panico….

 

 

 

 Se riusciamo a farle percorrere brevi tratti, le diamo l’opportunità di avere le prime esperienze positive e le creiamo le prime sicurezze.

 

 Le diamo una forza interiore che nasce dalla fiducia in se stessa, così comprenderà che le sue future possibilità dipenderanno completamente da lei.

 

In tale stato mentale di positiva fiducia nelle proprie possibilità e di piacevole aspettativa per il futuro, è molto più facile ed opportuno cercare le cause del problema, in quanto la situazione mentale è diversa.

 

font Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà Autore Gilberto Gamberini  edizioni Demetra rimedi naturali catalogo Giuntii editore

 

foto riprodotte a fini didattico esplicativi e non commerciali

 

 

 

 

 
 

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