
IL GRANDE FRATELLO
«I magistrati dovrebbero essere giudicati dalla Corte Costituzionale, ma temo che questo non avverrà mai»
«Tutti spiati»
L’allarme di Cossiga: maggiori limiti per i pm
L’ex capo dello Stato all’attacco di una magistratura italiana «malata» di onnipotenza: «Basta intrusioni nella vita privata e nella sfera intima dei cittadini È pura malvagità» «Sto per presentare una proposta di legge: via libera a qualsiasi intercettazione solo se disposta e autorizzata dal ministro dell’Interno»
«Tutti i giornalisti sono intercettati
Io parlo al telefono con lei sapendo di essere ascoltato. E se per sbaglio parlassimo di donne…»
fonte Da Roma Arturo Celletti AVVENIRE
«Èripugnante l’intrusione nella vita privata dei cittadini, nella loro sfera intima… Ho letto le conversazioni della moglie del governatore di Bankitalia Antonio Fazio e mi sono detto: questa è malvagità pura». Francesco Cossiga sospira e riprende a ragionare: «Sì, è solo malvagità. O magari è un modo per minacciare, per ricattare… E non voglio pensare peggio, non voglio credere a una grossa manovra di carattere economico-finanziario». Parla per cinquanta minuti l’ex Capo dello Stato. Alternando battute graffianti a giudizi impietosi e colpendo ripetutamente lo stesso bersaglio: i magistrati. «Le racconto io come vanno le cose. Il pubblico ministero o il giudice per le indagini preliminari chiamano l’ufficiale di polizia giudiziaria: “Tu intercetta, io lascio gli spazi bianchi nel registro delle intercettazioni”».
E dopo?
Se certe frasi servono, il magistrato riempie gli spazi bianchi nel registro; se non servono, cassa quegli stessi spazi bianchi e lascia tutto in archivio: quelle trascrizioni potranno servire per future indagini o per esercitare pressioni su questo o quel cittadino.
Succede questo?
Certo che succede. Molti, troppi magistrati, lo chiedono esplicitamente.
Scusi l’ingenuità: ma la finalità?
La finalità? Provi a pensare alla missione di riscrittura della storia o di riforma del sistema politico che si è assunta ai tempi di Giancarlo Caselli la procura della Repubblica di Palermo. Pensi al linciaggio morale di Giovanni Falcone che non si prestava a queste cose. Rifletta sulla persecuzione giudiziaria nei confronti di Giulio Andreotti. Ricordi il magistrato Di Pietro che urlava “vi rivolteremo come un pedalino”. È un fenomeno complesso, molto complesso. Complesso ma pericolosissimo.
Ha un’idea per uscirne?
Nel sistema anglosassone un giudice che volesse intercettare una persona deve ottenere l’autorizzazione del ministro dell’Interno. Noi ci dobbiamo decidere, dobbiamo renderci conto che a tutelare la libertà del cittadino deve essere il Pa rlamento. Di certi magistrati non ci si può fidare…
Presidente…
Nessuna paura! Sa quante volte sono stato chiamato davanti a giudici dopo aver lasciato il Quirinale? Settantasei. E anche per procedimenti per i quali in tempo di guerra era prevista la fucilazione alle spalle!
Forse è meglio tornare all’idea…
Sto per presentare un disegno di legge dal contenuto fin troppo chiaro: via libera a qualsiasi intercettazione solo se disposta e autorizzata dal ministro dell’Interno, che poi dovrà rispondere davanti a una commissione parlamentare bipartisan.
Servirà la proposta?
Macché, non sarà approvata mai. Vede, non garantisce la copertura penale di nessuno dei membri della Casa delle Libertà.
Torniamo al suo atto d’accusa…
Il fenomeno delle intercettazioni va inquadrato, va capito, va analizzato tenendo ben presente il senso di onnipotenza che si è impadronito, purtroppo da anni, di una magistratura italiana convinta che il suo compito non sia applicare una legge del Parlamento ma interpretarla, integrarla…
Lei da dove partirebbe?
Sopprimerei la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Quell’organo è un abuso in se stesso: serve solo a proteggere i magistrati amici e a perseguitare quelli nemici.
E chi dovrebbe giudicare i magistrati?
La Corte Costituzionale. Ma questo non succederà e i magistrati continueranno a non rispondere a nessuno con la certezza di essere impegnati in una missione moralizzatrice e storica. E poi con una certa libidine di potere…
Presidente è mai stato intercettato?
Mille volte, mille volte! Quando diventai presidente del Senato un ufficiale dei carabinieri che prestava servizio presso il Sifar e poi presso il Sid si pentì e io scoprii che ero stato soggetto a controllo telefonico e fisico costante quando ero ministro Interno: intercettazioni, pedinamenti, fotografie…
E lei credette a quella confessione?
Mi lessero un verbale di pedinamento: c’era tutto su una mia visita a Grottaferrata da mi a zia Ines. C’era il viaggio con l’ambasciatore Sergio Berlinguer, c’era il pranzo con mio cugino Enrico Berlinguer e con l’amministratore delegato della Banca Commerciale…
E il motivo?
Il Sid si era messo al lavoro su spinta di una fazione della Dc: volevano impedirmi di diventare presidente del Senato.
Berlusconi oggi subisce lo stesso trattamento?
Non mi meraviglierebbe affatto
E le intercettazioni a fine di spionaggio?
Altra storia, lì non occorre l’autorizzazzione di nessuno. Le “regalo” ancora un ricordo: sapesse come mi divertivo a leggere le registrazioni delle telefonate di alcuni membri del partito comunista italiano con l’ambasciata dell’Unione Sovietica. Una volta da presidente della Repubblica ho chiamato il mio amico Ugo Pecchioli: “Ugo so benissimo che non siete delle spie al servizio dell’Unione sovietica, ma spero che voi comprendiate che noi registriamo tutte le telefonate e che voi ci siete finiti dentro…”
Esiste “Amanda”, la supercentrale di ascolto? Sa, ieri la Telecom ha smentito…
E io le dico che esiste. E so che su richiesta della magistratura se ne sta mettendo in piedi un’altra nell’Italia del Sud. Vuole sapere dove? O a Bari o a Lecce.
I giornalisti sono intercettati?
Tutti, tutti. E non solo i giornalisti… Ci sono migliaia di nastri, migliaia di tabulati… Anche noi ora siamo intercettati: io parlo al telefono con lei sapendo che qualcuno ci sta ascoltando e qualcun altro metterà a posto la trascrizione di questa telefonata. E se per sbaglio parlassimo di donne…
E’ comunque una violenza psicologica, è un qualcosa che viene rubato dall’intimità di ognuno.
Sabine Spierlein concesse a Yung di prenderle l’anima per amore, qui nessuno ha concesso questa autorizzazione ed il fine non ha la stessa nobiltà.
Ti prendono l’anima …….
foto riprodotte a fini didattici esplicativi

gilberto gamberini








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