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Scuola: La discriminazione sessuale, delle idee e dello spirito

L’insegnante è divorziata e questo è in contrasto con l’insegnamento della religione.... qualcuno si è lamentato di te, ma non ti possiamo dire chi. Ho sempre chiesto il confronto diretto con questi misteriosi detrattori. Mai saputo chi fossero..... L’abbiamo tenuta a lavorare anche troppo, per misericordia....Colpevole, decisamente colpevole....E’ il trionfo dei luoghi comuni e della mediocrità. Ha l’idea di una vendetta questa strana e stupida inquisizione...Colpevole di essere donna e di non nasconderlo sotto un velo...Ma d’altra parte perché preoccuparsi dell’individuo? Cos’è un essere umano di fronte alla grandezza delle idee e dei principi che temono la contaminazione?....In un mondo attraversato da disastri naturali ed altri provocati o favoriti dall’uomo, in un mondo attraversato dalla più ceca intolleranza e dal terrorismo, si trova ottusamente il tempo di fare una piccola guerra provinciale contro una donna e contro sua figlia. Il medioevo non è altrove ma qui tra noi, e non è solo nella architettura delle case di un tempo, ma dentro i cuori di uomini grigi lapidatori, in pensieri ed opere, di maddalene. Uomini grigi contro donne colorate...

Scuola La stupida Inquisizione La discriminazione sessuale, delle idee e dello spirito

FANO (Pesaro e Urbino) - Alta, bionda, occhi azzurri. Segni particolari: sguardo da cerbiatto su un fisico aerodinamico. Decisamente il buon Dio è stato generoso con Caterina Bonci, 38 anni, di Fano. Tanto quanto adesso i suoi servitori sono inflessibili. Motivo: Caterina è un’insegnante di religione. E per di più divorziata. A dir la verità, non è l’unica in Italia in questa situazione, adesso che in classe insegnano anche i laici. Però… quando i papà che partecipavano alle riunioni di classe sono diventati un po’ troppi, i bisbigli delle mamme e di qualche bidella più rumorosi, la Curia di Fano ha deciso: ha spedito alla graziosa Caterina una lettera di licenziamento, dopo 14 anni di carriera. Troppo bella e troppo ingombrante per insegnare la vita di Gesù e le preghierine ai bimbi delle elementari e materne? Il sospetto sembrerebbe proprio questo. «Mi hanno messo in mezzo a una strada e adesso come vivo? Da sola, con una figlia da mantenere…». La Curia, per voce di don Alcide Balzelli, responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi di Fano, dà un’altra motivazione: «L’insegnante è divorziata e questo è in contrasto con l’insegnamento della religione».

«Figuriamoci, il mio divorzio era noto dal 1995. O non andavo bene prima, o c’è qualcosa che non quadra adesso». Dalla sua parrocchia di Montemaggiore Don Alcide non vorrebbe dire di più, si capisce lontano un miglio che l’argomento è scomodo. Ammette solo fra i denti che qualcuno aveva brontolato in direzione, per qualche minigonna difficile da non notare. «Mini? Ma se sono sempre in tuta. Con i piccoli ti sporchi di tempera e colori - protesta lei -. Fino al 2001 c’era suor Maria al posto di Don Alcide, dolcissima, mai un problema. Con lui mi sono arrivati incarichi sempre più impegnativi: sei scuole diverse, anche molto lontane fra di loro, a settimana, mentre giovani colleghe ottenevano classi più comode. Io ho sempre ubbidito. Poi è cominciata la serie di mezze rimostranze. Mi dicevano: qualcuno si è lamentato di te, ma non ti possiamo dire chi. Ho sempre chiesto il confronto diretto con questi misteriosi detrattori. Mai saputo chi fossero».
Adesso però la cosa è finita in mano agli avvocati e al Tar. Perché qualche mese fa Caterina ha sostenuto l’esame di abilitazione per passare di ruolo. Ha superato brillantemente tutte le prove. Aveva anche allegato la dichiarazione di aver insegnato per 14 anni quando ne bastavano tre. Ma a quel punto la Curia ha fatto sapere che la maestra Bonci non aveva l’idoneità necessaria per insegnare. «Doveva attendere il nostro certificato ufficiale che ancora non aveva, invece di andare avanti». Insomma, esame annullato. Posto di lavoro evaporato. Ma quel che è davvero peggio è che lei in questo momento non può insegnare in nessun’altra scuola. «Mi avessero detto qualcosa prima, mi sarei mossa per insegnare altre materie, visto che ho il diploma magistrale. A 38 anni sono troppo vecchia per i concorsi. Cosa posso fare?». «Ci sono tanti lavori al mondo - ribatte a distanza don Alcide -. Le avevamo consigliato di lasciar decidere alla Sacra Rota e nel frattempo si sarebbe visto. L’abbiamo tenuta a lavorare anche troppo, per misericordia. Però quando qualcuno non ha l’idoneità per un lavoro, cosa si fa?».
Caterina non si rassegna. Dice che le piacerebbe anche andare in Vaticano a cercare un po’ di comprensione. «La carità cristiana che ho sempre insegnato ai piccoli, mi è venuta a mancare dai grandi.

fonte Daniela Camboni CORRIERE DELLA SERA

Colpevole, decisamente colpevole, troppo bella per non esserlo,

solo un patto col diavolo giustifica la sua bellezza.

Colpevole, decisamente colpevole,

per i troppi commenti di uomini vogliosi e di donne invidiose.

Se si commenta qualcosa sotto sotto ci dovrà pure essere……

E’ il trionfo dei luoghi comuni e della mediocrità.

Ha l’idea di una vendetta questa strana e stupida inquisizione.

Colpevole di divorzio aggravato, con l’esistenza anche di una figlia.

Colpevole di bellezza aggravata

Colpevole di essere donna e di non nasconderlo sotto un velo.

Dove è finita la comprensione e l’umanità?

Dopo anni si accorgono che è divorziata.

Dovrebbe sentirsi fortunata, perché nessuno l’ha minacciata di lapidazione.

L’hanno semplicemente cancellata dal ruolo, deleted, senza valutare le conseguenze del loro gesto.

Una donna che deve crescere e mantenere una figlia ad una età 38 anni in cui comincia ad essere difficile trovare una occupazione.

Ma d’altra parte perché preoccuparsi dell’individuo?

Cos’è un essere umano di fronte alla grandezza delle idee e dei principi che temono la contaminazione?

La pensavano allo stesso modo i capi del Sinedrio quando misero a morte Gesù.

Peccato che in tutto ciò di cristiano non ci sia nulla.

Nessuno ha messo in discussione quello che lei insegnava e il come lo faceva.

In un mondo attraversato da disastri naturali ed altri provocati o favoriti dall’uomo,

in un mondo attraversato dalla più ceca intolleranza e dal terrorismo,

si trova ottusamente il tempo di fare una piccola guerra provinciale contro una donna

e contro sua figlia.

Il medioevo non è altrove ma qui tra noi, e non è solo nella architettura delle case di un tempo,

ma dentro i cuori di uomini grigi lapidatori, in pensieri ed opere, di maddalene.

In un mondo sempre più capovolto,

che enfatizza la superficialità ed affossa l’essere umano.

Uomini grigi contro donne colorate.

Gilberto Gamberini riproduzione riservata

Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

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