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Anziani Cervello Più impari, più puoi imparare....

la medicina migliore...imparare a pensare....Più impari, più puoi imparare...

fonte Corriere Sera

Cervello, ora la vecchiaia comincia dopo gli 80 anni

Buone notizie per chi supera abbondantemente i 50 e si avvia verso la terza età. La vecchiaia comincia molto più tardi, a 80 anni, afferma Ian Robertson, ricercatore del Trinity College Institute of Neuroscience i cui studi sull’invecchiamento del cervello sono cominciati nell’84. «Allora la media dei miei pazienti colpiti da ictus aveva 72 anni, nel ’99 la media è salita a 82 e questo probabilmente è dovuto alle capacità del nostro organo grazie alla sua plasticità di adattarsi alle esperienze, di imparare e pensare». Robertson ha citato 3 mila pazienti tra i 65 e i 94 anni che si mantengono in forma risolvendo problemi e anche giocando a videogame. Conclusioni rassicuranti per la nostra popolazione, visto che l’Italia è uno dei Paesi più anziani del mondo. A questo tema è dedicato il dibattito organizzato venerdì prossimo dall’Aspen Institute Italia. Si parlerà di «Ageing in Europe, turning weakness into strength». Gli esperti inglesi per prolungare la giovinezza raccomandano stili di vita e abitudini che facilitano la longevità cerebrale. Un’attività fisica costante è la più importante perché la funzione e la struttura del cervello ne vengono influenzati. Vitale, inoltre, è la stimolazione mentale, indispensabile per prevenire un processo di rapido declino. Importante poi arricchirsi di nuove esperienze, imparare: «Più impari, più puoi imparare» è lo slogan da memorizzare. Libri e conversazioni intelligenti sono utili, ma non bisogna neanche dimenticare passatempi come le parole crociate o il sudoku che comunque stimolano il cervello. Ricordarsi che intensi e prolungati stress hanno effetti molto negativi e che una vita sociale brillante, fatta di relazioni e scambi frequenti aiuta a mantenersi in forma dal punto di vista fisico e mentale.

 

La passeggiata stimola l’attenzione dell’anziano verso l’esterno, lo porta a contatti sociali (le persone che può incontrare) e lo distrae dai suoi acciacchi e dalla sua solitudine. Il passeggiare lo porta ad un coinvolgimento corporeo e psichico con le sue percezioni, i suoi piedi a contatto con la terra, i suoi movimenti, con le sue immagini, quello che vede intorno a se e che resta nella sua memoria, con i suoni e le voci che raccoglie e che il suo cervello può elaborare. Altrettanto importante è l’allenamento mentale, l’esercizio mentale, lo sviluppo della attenzione verso l’esterno, che può estrinsecarsi anche solo nel leggere le notizie di un quotidiano, lo coinvolge di nuovo nella vita….Il coinvolgimento con quello che facciamo, il sentirsi utili e necessari ed avere i giusti stimoli è la migliore medicina e nei limiti del possibile e del fattibile è necessario mantenere il contatto con quello che facevamo in precedenza…Un anziano che si sente inutile, messo in disparte, abulico, subirà un invecchiamento precoce con disturbi cognitivi psichici importanti….Perché un anziano ritorna un po’ bambino e ha bisogno di sentirsi amato alla stessa maniera….

 

Gilberto Gamberini

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