
Una parola fraintesa, così Julian è stato ucciso
Il bimbo ha scherzato con la madre. Lei ha sentito un’espressione di sfida
MERANO (Bolzano) - «Feig». Julian aveva quattro anni, e non poteva capire che la mamma camminava su un filo sottile. «Feig». Come poteva immaginare? «Feig». Il bambino ha guardato dal basso verso l’alto la madre che urlava, ferma con il coltello in mano, e lo ha detto ancora. «Feig».
È morto ucciso dalla donna che gli aveva dato la vita, per una parola, una soltanto, ripetuta come un gioco, mentre veniva rimproverato per aver sporcato in cucina durante la colazione. «Feig» ha fatto cadere Christine nel buio, è stato il clic che ha spento la luce. È una espressione tedesca che tradotta letteralmente significa «vigliacco», ma che nel dialetto sudtirolese assume una connotazione di sfida: «Ti manca il coraggio per farlo». Chissà se nella sua innocente incoscienza il bambino voleva davvero mettere la madre alla prova. Christine Rainer l’ha intesa così, ma ai poliziotti che hanno ascoltato la sua confessione sono venuti altri brividi, perché basta aggiungere una «e» finale e «vigliacco» diventa «fico», il frutto con il quale stava giocando il bambino, imbrattando il tavolo. Le due parole si pronunciano allo stesso modo.
Adesso lo scaffale pieno di libri esoterici, testi sulla trasmigrazione dell’anima, sembrano diventati una prova. Diventeranno (per molti) la rassicurante dimostrazione che Christine Rainer tanto normale non lo era mai stata, che coltivava un suo giardino segreto fatto di colloqui con il sovrannaturale. Cuno Tarfusser premette di parlare da privato cittadino e non da procuratore capo: «C’è da rimanere esterrefatti davanti a tanta superficialità. Sembra quasi che in questo posto le sorti del prossimo non interessino nessuno». Ma si poteva davvero fare qualcosa per impedire quello che è successo? «Difficile. Non possiamo obbligare nessuno a venire qui, e per i non addetti ai lavori è impossibile riconoscere eventuali segni di squilibrio grave». Lorenzo Toresini è il primario della struttura di igiene mentale di Merano, 1.500 pazienti in cura nei due centri ambulatoriali della città, che coprono un territorio di 125.000 abitanti. La madre di Julian non era una paziente. Negli ultimi due mesi si era presentata per due volte al Pronto soccorso, a luglio aveva chiesto un colloquio con uno specialista, poi non si era più fatta vedere.
..la Ricostruzione fonte Marco Imarisio Corriere della Sera

La parola di per se può avere avuto un significato ma forse poteva anche non averla.
L’ha avuta perchè a posteriori sappiamo la reazione che ha suscitato.
Ma avrebbe potuto qualsiasi parola “pseudomagica” o “provocatoria” suscitare una reazione emotiva abnorme di tale violenza?
Una parola può a livello inconscio divenire un comando per svegliare una “violenza” in sonno fino a quel momento” come se nella nostra mente al di la di un apparente ordine ci fosse una cellula impazzita, che improvvisamente prende il totale controllo su noi stessi?
Sicuramente si

Se tutti coloro che colloquiano col soprannaturale fossero da considerare matti, allora di sani ne resterebbero pochi, visto che il soprannaturale, il magico, l’esoterismo sono tra gli argomenti che più vengono enfatizzati dai media.
Sono tra gli argomenti più trattati nei libri, sono i grandi successi che travalicano i confini, come il Codice da Vinci, sono gli ospiti più ambiti alla tv.
Qualsiasi trasmissione televisiva lascia sempre più di una porta e più di qualche finestra aperta sull’esoterismo.
Si dirà che il linguaggio ed il fine è diverso e che l’attenzione per l’esoterismo dei media è funzionale ad attirare l’attenzione verso un affascinante ignoto e verso spiegazioni più affascinanti ed intriganti della banale realtà.
Ma qui si pretende troppo dalle persone, si pretende che possano discriminare sempre al di la degli imput che ricevono, come se fossero dei supereroi o dei marziani.
Gli imput che si riceve, giorno dopo giorno sono determinanti per costruire e per fare elaborare la visione della vita che l’individuo possiede.
Negare questo è negare la realtà ed è praticare esoterismo e condizionamento.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








