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Che (s)fortuna, un gatto nero Il Subliminale negativo

la pubblicità deve evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità e.. della paura....Credenze e modi di dire, alla apparenza innocui ma quando sono e diventano un messaggio negativo hanno un grande impatto a livello inconscio. Perchè l'inconscio ha una grande recettività e permeabilità, specie per i messaggi negativi e che riportano generalizzazioni, cioè che possono riferirsi ad un sacco di cose e situazioni. Ricordiamo che l'inconscio unisce i dati in suo possesso in modo non logico ma analogico e per assonanza, vale a dire per similitudine di suono, immagine e sensazione. Il patrimonio che l'inconscio unisce ed elabora inoltre considera anche tutto quello che è subliminale, per cui i dati che elabora sono circa 10 volte quelli che coscientemente pensiamo di possedere. Evitare luoghi comuni, generalizzazioni e messaggi negativi non fa bene solo agli animali ma fa bene specialmente all'essere umano, che così può ampliare le sue potenzialità positive.

Credenze e modi di dire, alla apparenza innocui

ma quando sono e diventano un messaggio negativo

hanno un grande impatto a livello inconscio,

un subliminale negativo…..

Perchè l’inconscio ha una grande recettività e permeabilità,

specie per i messaggi negativi e che riportano generalizzazioni,

cioè che possono riferirsi ad un sacco di cose e situazioni.

Ricordiamo che l’inconscio unisce i dati in suo possesso in modo non logico

ma analogico e per assonanza,

vale a dire per similitudine di suono, immagine e sensazione.

Il patrimonio che l’inconscio unisce ed elabora

considera anche tutto quello che è subliminale,

per cui i dati che elabora sono circa 10 volte

quelli che coscientemente pensiamo di possedere.

Evitare luoghi comuni, generalizzazioni e messaggi negativi

non fa bene solo agli animali

ma fa bene specialmente all’essere umano,

che così può ampliare le sue potenzialità positive.

Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini

Che (s)fortuna, un gatto nero!
La jella non viene dagli animali
fonte TG COM
Gatti neri, pipistrelli, gufi, civette, avvoltoi e corvi. Da secoli vittime di credenze popolari e superstizioni, che li associano ad eventi tragici e sventure, per questi animali è giunta l’ora del riscatto dalla jella di cui sembrerebbero portatori. E’ l’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali a scendere in campo in loro difesa con una campagna per riabilitare queste specie, che in molti Paesi sono addirittura sinonimo di felicità.


Tutto comincia dalla richiesta da parte dell’Ente di abolire uno spot pubblicitario di un centro di formazione italiano in cui due giovani studenti ragionano sul colore di un gatto che ha appena attraversato la strada e ipotizzano, nel caso in cui fosse nero, sventure e sfortune. Il filmato violerebbe l’articolo 8 del Codice di Autodisciplina pubblicitaria in cui si chiarisce che la pubblicitàdeve evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità e, salvo ragioni giustificate, della paura. Insomma non c’è nessun messaggio educativo nell’idea creativa che fa leva sulla superstizione e sulla presunta propensione del gatto nero a portare sfortuna agli umani. Anzi: lo spot rischia di rafforzare nei giovani una credenza popolare che vede il gatto portatore di sventure e di sfortuna. Credenza che deve essere sradicata, insieme a quella che associa ai pipistrelli lugubri immagini di vampiri e a civette e gufi significati poco elevati. E così che nasce la campagna Enpa il cui slogan: “Fare del male agli animali porta jella” utilizza la stessa arma che intende combattere.

Eppure il gatto nero è considerato portatore di malasorte solo in Italia perchè, al contrario di quanto si pensi, nell’Europa settentrionale questi felini sono invece sinonimo di fortuna. E in loro difesa arriva anche una canzone firmata da Loredana Bertè, “Mufida, gatti neri”, un mix tra musica e parole in difesa dei felini, ma anche un’invettiva contro l’ignoranza di astrologi, parrucchieri-presentatori e ledaer dei salotti bene che decidono di anno in anno chi porta jella. E le maldicenze non riguardano, purtroppo, solo i gatti neri. In Italia è ben nota la frase: “Non fare l’uccello del malaugurio”. Se qualcuno si rivolge ad un’altra persona con una frase di questo genere, significa che si sta mostrando un eccessivo pessimismo che non porta bene e che magari potrebbe anche attirare la malasorte. Già, ma cosa c’entrano gli uccelli? Questa credenza è legata soprattutto ai predattori notturni, la civetta ed il gufo. Nell’antica Grecia la civetta era considerata sacra a Minerva, dea della sapienza, ed ancora Hegel, nell’Ottocento, lo considerava simbolo della filosofia. Scriveva: “Così come la nottola, altro nome della civetta, spicca il volo sul far del tramonto, la filosofia giunge a comprendere il senso della storia a cose fatte, quando la storia ha gia’ fatto il suo corso”. Nell’immaginario popolare, però, alla civetta sono legati significati meno elevati. Fare la civetta, detto di una ragazza, significa comportarsi in modo frivolo, leggero, superficiale, sciocco. I prodotti-civetta, al supermercato, sono quelli che attirano il cliente, allettato dal loro prezzo vantaggioso. Ma la fama più sinistra della civetta è legata alla sua nomea di uccello porta-sfortuna. Se di notte si sente il suo verso, tradizione vuole che la sventura sia dietro l’angolo. Anche il verso dell’avvoltoio non è ben visto, così come se un corvo entra in casa, segnale che questa sia destinata a svuotarsi. Nella tradizione libanese l’animale portatore di sfortuna è il gufo. In una di queste credenze si narra che se il gufo ripete il suo verso per tre volte di seguito è segno inequivocabile di lutto.


Ma le tradizioni popolari e le leggende riguardano anche il “molosso di cestoni”, meglio noto come pipistrello. In realtà si tratta di animali di grande utilità e la loro presenza in città è sintomo di salute ecologica dell’ambiente. Inoltre sono grandi predatori di insetti. Meglio quindi sfatare le convinzioni popolari negative e le leggende. I pipistrelli non aggrediscono l’uomo, non si attaccano ai capelli, ne’ tanto meno sono animali di malaugurio. E un aiuto potrebbe arrivare dalla lontana Cina che con la parola “fu” indica sia il pipistrello che la felicità. Non bastano le avventure di Batman, il pipistrello supereroe, a rendere più simpatico e popolare l’unico mammifero volatile del pianeta. E’ così che dal Belgio arriva la proposta di lanciare la prima “notte europea” dedicata ai chirotteri: una maratona di conferenze e documentari abbinati a mostre e a dibattiti per far conoscere al grande pubblico l’ “oscuro” mondo dei pipistrelli e riabilitarne, per quanto possibile, la brutta reputazione. Bandito ogni riferimento a Dracula e al vampirismo, la notte dei pipistrelli, nelle città che come Bruxelles hanno aderito all’iniziativa, ha piuttosto preso la forma di un percorso notturno tematico nei boschi e nei giardini dove, tra l’altro, sono state sistemate delle posizioni speciali per osservare i pipistrelli in volo. Una curiosità: il pipistrello è il solo insettivoro capace di divorare in una notte fino a 5 mila zanzare. Averlo nel giardino di casa nelle calde notti d’estate sarebbe una vera e propria fortuna.

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