
Brescia La sensitiva che parla con l’al di là.
Ha destato scalpore, in qualcuno irritazione, o un sorriso beffardo, altri hanno trovato uno stesso loro modo di sentire, una condivisione.
Come inquadrare il fatto?
E’ chiaro che nessuno può dare delle risposte definitive, ma solo nuovi imput di discussione che sono comunque più creativi della presa in giro o della condivisione assoluta.
Erickson era molto scettico sull’esoterismo
e sui poteri paranormali

Ma Erickson non era un fustigatore stupido delle apparenti credulità, Erickson lo faceva con cognizione di causa, perché era un attento osservatore.
Non basta uno sguardo distratto alle cose, per capirle bisogna osservarle con attenzione.
Ed osservandole con attenzione si può cercare di capire quello che sta dietro l’apparenza.
I bambini capiscono molto di più di quello che comprendono gli adulti perché osservano senza preconcetti e non si perdono nei loro inutili ragionamenti che esaltando il loro io, impedisce poi di vedere e considerare gli altri.
I bambini capiscono quasi sempre i trucchi dei prestigiatori, come osservava Erickson, in un suo scritto.
Ci sono delle potenzialità che non usiamo e che solo quando le usiamo ci fanno provare l’ebbrezza di una normalità superiore a quella degli altri, come quando osserviamo le cose da punti di vista diversi dell’usuale.
Osservando attentamente le cose, permeandosi in esse, si può recepire anche un qualcosa di più di quello che normalmente appare?
Si può cogliere una energia che in un qualche modo rappresenta una comunicazione tra noi ed un qualcosa di non ben definito, intorno a noi?

Qui Erickson non ci da le risposte ma potremmo svilupparle partendo da lui, cercando di non perdere mai il collegamento con la realtà, ma allo stesso tempo conservando la curiosità culturale e la sensibilità di capire.
Certamente qualche cosa potranno insegnarci coloro che parlano con “l’al di là” perché con la loro sensibilità, quando non è manipolazione e sfruttamento, potrebbero almeno insegnarci a parlare con l’al di qua, considerato che la maggior parte di noi non si rende conto della esistenza degli altri.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








