
Vittime della strada . una emergenza anche psichica
Tanti gli europei che ogni giorno si trovano a viaggiare sulle strade. Attualmente se ne contano oltre 375milioni. Le strade sono luogo di incidenti anche mortali. Nel 2003, secondo dati Eurostat, in Europa le vittime della strada sono state 39.062 e i feriti 1,7 milioni. Dall’inchiesta è emerso che le persone con meno di 50 anni hanno più probabilità di morire in un incidente stradale che non a causa di malattie cardiache o di cancro, mentre i giovani tra i 15 e i 24 anni sono un quarto delle vittime degli incidenti stradali. Danni morali, ma anche materiali, visto che è stato stimato che queste stragi incidono del 2% sul Pil dell’Ue. Quattro i fattori principali degli incidenti: velocità eccessiva (causa di circa un terzo degli incidenti), consumo di droga o alcol (la guida in stato d’ebbrezza provoca 10mila vittime all’anno), mancato rispetto dell’obbligo di indossare cintura di sicurezza o casco, diversi livelli di sicurezza offerti dai veicoli. Di fronte a tale situazione l’Ue e i governi nazionali collaborano per trovare soluzioni con l’obiettivo di dimezzare gli incidenti mortali entro il 2010. La base da cui partire è la proposta per un “Programma d’azione europeo sulla sicurezza stradale” e l’istituzione di un’Agenzia europea per la sicurezza stradale.
Fonte SIR
Anche il diffuso abuso farmacologico è causa di incidenti stradali.
L’uso di psicofarmaci comporta un rallentamento delle reazioni sia “usuali” sia d’emergenza, ed un ottundimento generale.
Quante persone fanno uso di antidepressivi ed anti ansia per uso cronico o saltuario, superando però le dosi consigliate, quindi un abuso?
Inoltre, specie nei giovani, il cocktail tra psicofarmaci e sostanze tossiche crea un effetto sommatorio negativo ai fini della integrità psicofisica.

Sono altresì da considerare messaggi dei media fuorvianti che incitano anche inconsciamente alla velocità.
Vi è oltretutto un mutamento etico di massa comportamentale che si osserva per esempio in caso di incidente stradale.
Sempre di più “normale” è divenuto il fuggire dalle proprie responsabilità e l’omissione del soccorso.
I riflessi etici comportamentali di massa non sono altro che il riflesso di quello individuale.
Il fuggire dalle proprie responsabilità.
Evitare il problema, frapponendo tra noi e il problema lo psicofarmaco.
Ma se lo psicofarmaco può fare molto, resta ancora di più quello che può fare l’individuo.
Fuggire non serve, aumenta il nostro senso di colpa, e la disistima.

È un colpo mortale agli altri ma ancora di più contro noi stessi.
Perché la disistima comporta il scendere una china, in fondo alla quale ci ritroviamo ancora più soli, con la nostra solitudine.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini









aivis
10 Jan 2009 - 15:42 - #1Gentilissimi,
nel comune impegno per il sociale e la sicurezza stradale segnaliamo la nostra associazione onlus che offre assistenza gratuita alle vittime della strada.
Il nostro sito è:
http://www.associazioneaivis.com/
Ci farebbe piacere se segnalaste il servizio a chiunque abbia bisogno di assistenza gratuita legale medico e psicologica in seguito ad un incidente stradale, vittima o familiare.
Sopporto e informazioni in merito alla richiesta di risarcimento danni dal Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Grazie di cuore.
AIVIS
Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada