Successo e cocaina.Modelle e cocaina. Un connubio inseparabile?

E’ possibile raggiungere il top solo con le proprie forze o necessariamente si devono usare delle sostanze che permettono di superare la stanchezza e lo scoramento, di affrontare e superare la tensione, lo stress, la paura della concorrenza , i compromessi, i colpi bassi, i momenti no?....prima o poi ti ritrovi nudo, a contatto con la tua anima. E’ solo una questione di tempo....Cambiano i settori e gli indirizzi ma l’atteggiamento mentale è lo stesso. Il non accettarsi come si è e per quello che si è, volendo sempre mantenere un livello standard di comportamento, un eterno sorriso, una eterna maschera che ignora le proprie emozioni e le proprie debolezze, e le oscillazioni comportamentali che tali emozioni possono dare....Si rifugge la sofferenza psichica della vita normale, quella che serve per capire, come se fosse la peste nera, ma rifuggendolo non la si supera, non la si affronta mai e non lo si metabolizza. La cocaina ti fa dribblare gli ostacoli come se non fossero mai esistiti. Si relega in un angolo buio della mente che solo nei momenti di solitudine affiorano. E quella solitudine diviene un nuovo e più forte motivo per cercare ancora rifugio nella bianca coca che non ha la purezza della neve o di un velo di sposa, ma ti lega a se come un amante avida che ti consuma l’anima.....Ed in questo non aprirsi mai, ed in questa solitudine di ghiaccio senza emozioni, ed in questo tuo naso che sniffando prende il posto del cuore, che un po’ alla volta ti crei intorno un bozzolo fatto di polvere bianca, sempre felice, che poi diviene la tua prigione.

Modelle e cocaina.

 

Successo e cocaina.

 

Sono un connubio inseparabile?

 

E’ possibile raggiungere il top solo con le proprie forze o necessariamente si devono usare delle sostanze che permettono, alla apparenza,  di superare la stanchezza e lo scoramento, di affrontare e superare la tensione, lo stress, la paura della concorrenza , i compromessi, i colpi bassi, i momenti no?

 

Qualcuno sussurra che è così per tutti e per tutte,

e che bisogna essere solo furbi per non farsi beccare.

E che la cocaina fa bene perché da energia, tono, sorriso e non ti fa ingrassare.

 

Ma non credo che sia furbo ingannare di continuo se stessi, perché prima o poi ti ritrovi nudo, a contatto con la tua anima.

 

E’ solo una questione di tempo.

 

E’ un fenomeno che probabilmente riguarda tutti coloro che sono al top, in diversi settori, e non necessariamente solo in quello dello spettacolo.

 

Probabilmente da quello sportivo, dall’amatoriale all’agonistico professionistico, a quello professionale, manageriale e forse politico.

 

Cambiano i settori e gli indirizzi ma l’atteggiamento mentale è lo stesso.

 

Il non accettarsi come si è e per quello che si è, volendo sempre mantenere  un livello standard di comportamento, un eterno sorriso, una eterna maschera che ignora le proprie emozioni e le proprie debolezze, e le oscillazioni comportamentali che tali emozioni possono dare.

 

Si rifugge la sofferenza psichica della vita normale, quella che serve per capire,  come se fosse la peste nera, ma rifuggendolo non la si supera, non la si affronta mai e non lo si metabolizza.

La cocaina ti fa dribblare gli ostacoli come se non fossero mai esistiti.

Si relega in un angolo buio della mente che solo nei momenti di solitudine affiorano.

E quella solitudine diviene un nuovo e più forte motivo per cercare ancora  rifugio nella bianca coca che non ha la purezza della neve o di un velo di sposa, ma ti lega a se come un amante avida che  ti consuma l’anima.

 

La paura folle che qualcuno sia bravo o più bravo di te, e che ti superi o prenda il tuo posto diviene motivo di tensione  insostenibile psicologicamente.

 

Fare sempre di più per divenire insostituibili e dare sempre di più di quello che ti viene richiesto,affichè non si aprano spiragli per nessuno, in modo tale che nessuno possa insidiare la posizione al top che hai raggiunto.

 

Ed in questo non aprirsi mai, ed in questa solitudine di ghiaccio senza emozioni, ed in questo tuo naso che sniffando prende il posto del cuore,  che un po’ alla volta ti crei intorno un bozzolo fatto di polvere bianca, sempre felice, che poi diviene la tua prigione.

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

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Pubblicato il 22 settembre 2005 in: Psicoterapia DROGA Giochi

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