Il benessere deve durare nel tempo ... NO, alla cocaina

Non riusciva a trovare una stabilità affettiva, è sempre stato abbandonato dalle sue compagne ed era ossessionato dall'idea di restare solo...Auguriamoci anzi che Calissano possa fare valere le sue ragioni...ce lo auguriamo per qualsiasi individuo, che si trovi in situazioni simili, affinchè non divenga il capro espiatorio di tutti e di tutto, perchè non abbiamo alcuna morbosità sulla sfortuna e neppure invidia per il successo altrui, anzi proviamo piacere quando qualcuno riesce ad elevarsi nel suo lavoro.....Calissano deve essere aiutato...perchè lui stesso è vittima. ....Certamente una psicoterapia richiede del tempo. In una Società frenetica come la nostra, in cui si vuole tutto e subito, quel tempo non lo vogliamo trovare, in una presunzione di onnipotenza. Tale atteggiamento mentale, apparentemente positivo, è in realtà fortemente negativo, perché impedisce di mettere in discussione le cose che ci fanno stare male e il nostro atteggiamento mentale riguardo a quelle cose. A volte cerchiamo una scossa ancora più forte, in sostanze stimolanti stupefacenti come la cocaina, che creano un paradiso artificiale, una forza psichica e fisica fasulla che poi scema in una debolezza e melanconia che ti fa sentire amorfo, ameba senza forma. E’il concetto del benessere, che dovrebbe essere qualcosa che dura nel tempo, non lo spazio di una sniffata….Paradossalmente più ti tira su e più, dopo, ti tira giù. E per tirarti di nuovo su devi assumerne ancora, oppure devi usare un antidepressivo....L’incapacità di affrontare un problema, la voglia di liberarsene immediatamente...Cambia la sostanza o il farmaco assunto ma l’atteggiamento mentale è lo stesso: attesa vana che qualcosa o qualcuno faccia le cose al nostro posto. La vita è difficile, ma non si superano le sue difficoltà creandoci un mondo di false illusioni, i problemi della vita si devono affrontare, e non si può farlo senza dare il tempo agli altri di aiutarci e a noi stessi di essere aiutati....Ed in quella folle corsa, in un tempo che non accetta il tempo...ci si perde....e la nostra presunzione di onnipotenza diviene un delirio….di solitudine, a volte senza ritorno...

Il benessere deve durare nel tempo non lo sapzio di una sniffata
 
Calissano “steso dai dispiaceri”
Colleghi commentano l’arresto per droga
 
Fonte tgcom
Paolo? Non era un mistero che fosse depresso“. Davanti al caso Calissano, gli amici e gli ex colleghi, più che indignarsi si dispiacciono e ricordano le difficoltà che l’attore ha attraversato nell’ultimo periodo. “Due settimane fa aveva perso il padre” dicono Edoardo Costa e Mavi Felli, che l’hanno conosciuto sul set di “Vivere”. “Non trovava una stabilità affettiva“. Forse per questo “era spesso irascibile e poco coerente“.

Cast dell'isola dei famosi 2

Sorpreso. Il mondo dello spettacolo resta a bocca aperta dopo che il popolare attore 38enne, noto per le sue interpretazioni in “Vivere”, “Vento di Ponente” e, nel 2001 “Divieto d’entrata”, è stato arrestato con l’accusa di cessione di droga e morte nella sua villa di Genova di una 31enne brasiliana. “E’ una vicenda delicata, non mi sento di esprimere opinioni mie” dice l’attore Edoardo Costa, “sapevo però che Paolo non stava bene, soprattutto dopo la morte di suo padre avvenuta 15 giorni fa. Forse una disgrazia dietro l’altra l’hanno fiaccato”. Della stessa idea anche Mavi Felli ed Elisabetta De Palo, convinte che “tre o quattro anni fa - all’epoca in cui recitavano insieme a “Vivere” - Paolo era una persona in sè, gentile, corretta, che lavorava seriamente“. “Poi deve essere subentrato qualcosa di grave” continua la Felli, “il ginocchio, il fatto che la separazione da Matilde Brandi e da Milena Salvemini l’aveva fatto molto soffrire. Non riusciva a trovare una stabilità affettiva, è sempre stato abbandonato dalle sue compagne ed era ossessionato dall’idea di restare solo”.

Mavi Felli

Che Calissano fosse una persona fragile, umorale e molto gelosa delle sue compagnie femminili, l’avevano però capito tutti. Anni fa, al Salone Nautico di Genova, di cui era testimonial, Calissano si era scagliato contro il fotografo ufficiale della manifestazione che voleva immortalarlo con la compagna di allora, Milena. Anche nel condominio di Genova dove abitava, sembra che tutti fossero al corrente degli scatti d’ira dell’attore, e - qualcuno giura - anche di quel problemino con la cocaina. Spesso dava in escandescenze, festeggiava nel suo appartamento fino a notte fonda e non era attendibile. Ma di questo, i suoi ex colleghi giurano di non aver visto nulla. Solo dall’”Isola dei famosi 2“, realizzata nel 2003, qualcuno si lascia scappare che Calissano era un “personaggio strano“. “Diceva una cosa e faceva l’esatto contrario” spiegano. “Ma da questo ad arrivare ad afermare che era un cocainomane, ce ne passa…”

Si…non  si può affermare che la “stranezza” o la incoerenza costituisca un segno dell’uso di cocaina.

Non sta a noi giudicare nessuno…

Auguriamoci anzi che Calissano possa fare valere le sue ragioni…ce lo auguriamo per qualsiasi individuo, che si trovi in situazioni simili, affinchè non divenga il capro espiatorio di tutti e di tutto, perchè non abbiamo alcuna morbosità sulla sfortuna e neppure invidia per il successo altrui, anzi proviamo piacere  quando qualcuno riesce ad elevarsi nel suo lavoro.

Calissano deve essere aiutato…perchè lui stesso è vittima.

Vorrei  partire dalla occasione di questo episodio di cronaca per allargarmi ad alcune semplici  riflessioni sulla depressione.

Lo psicofarmaco non è sufficiente per sollevarsi da un problema, specie se persiste nel tempo…è necessario che qualcuno ci prenda per mano, a volte, e che ci faccia attraversare quel fiume di pensieri che affollano la nostra testa o quel senso di impotenza o di  inanizione che ci fa sentire vuoti.

Certamente una psicoterapia richiede del tempo.

In una Società frenetica come la nostra, in cui si vuole tutto e subito, quel tempo  non lo vogliamo trovare, in una presunzione di onnipotenza.

Tale atteggiamento mentale, apparentemente positivo, è in realtà  negativo, perché impedisce di mettere in discussione le cose che ci fanno stare male e il nostro atteggiamento mentale riguardo a quelle cose.

A volte cerchiamo una scossa ancora più forte, in sostanze stimolanti stupefacenti come la cocaina, che creano un paradiso artificiale, una forza psichica e fisica fasulla che poi scema in una debolezza e melanconia che ti fa sentire amorfo, ameba senza forma.

E’il concetto del benessere, che dovrebbe essere qualcosa che dura nel tempo, non lo spazio di una sniffata….

Paradossalmente più ti tira su e più, dopo,  ti tira giù.

E per tirarti di nuovo su devi assumerne ancora, oppure devi usare un antidepressivo.

Spesso gli sbalzi d’umore sono vicinissimi per cui si prevengono prima, assumendo un cocktail delle due sostanze.

Ricordiamo che poi,alla fine,  è un’atteggiamento  mentale negativo di fondo quello che spinge alla droga.

L’incapacità di affrontare un problema, la voglia di liberarsene immediatamente.

Infatti sempre più le statistiche dimostrano come l’assunzione delle droghe assuma le caratteristiche di una poliassunzione di sostanze diverse.

Cambia la sostanza o il farmaco assunto ma l’atteggiamento mentale è lo stesso: attesa vana che qualcosa o qualcuno faccia le cose al nostro posto.

La vita è difficile, ma non si superano le sue difficoltà creandoci un mondo di false illusioni, i problemi della vita si devono affrontare, e non si può farlo senza dare il tempo agli altri di aiutarci e a noi stessi di essere aiutati.

 

Ed in quella folle corsa, in un tempo che non accetta il tempo…ci si perde….e la nostra

presunzione di onnipotenza  diviene  un delirio….di  solitudine,  a volte  senza ritorno.

La droga è male, la droga è il diavolo più autentico….rifiutiamolo…

esorcizziamolo insieme, attingendo dal bene che è dentro di noi, ed

aiutiamo chi ne è colpito…

altra faccia di noi stessi  e delle nostre paure…

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

 

 

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