Il vescovo anti-Hitler, un esempio

Il Signore gli diede un coraggio eroico per difendere i diritti di Dio, della Chiesa e dell'uomo, che il regime nazionalsocialista violava in modo grave e sistematico, in nome di un'aberrante ideologia neopagana....Clemens August von Galen proclamato «beato ....Dall'eliminazione degli handicappati trasse questo monito: «Guai a noi tutti quando saremo vecchi e deboli». Per il coraggio con cui criticava pubblicamente il nazismo, questo vescovo fu detto «il leone di Münster». In una lettera a Pio XII ebbe a scrivere: «Noi abbiamo a che fare con un avversario che non conosce verità e fede. Ciò che essi chiamano Dio non è il nostro Dio, ma è qualcosa di diabolico». ....Le le false ragioni di chi inneggia alla morte. Non sono e non saranno mai angeli…. ma diavoli quelli che li accompagnano . E sono al diavolo a cui loro invocano....Uomini grigi contro bambini ed altri uomini colorati.......

Cerimonia in San Pietro. «La fede non è sentimento privato, ma pubblica testimonianza» «Il vescovo anti-Hitler, un esempio» Il Papa beatifica Von Galen e condanna il nazismo

CITTÀ DEL VATICANO - «Il Signore gli diede un coraggio eroico per difendere i diritti di Dio, della Chiesa e dell’uomo, che il regime nazionalsocialista violava in modo grave e sistematico, in nome di un’aberrante ideologia neopagana»: così ieri Benedetto XVI ha parlato in San Pietro del vescovo tedesco Clemens August von Galen - il più deciso oppositore di Hitler tra i vescovi della Germania - che era stato appena proclamato «beato», durante una celebrazione presieduta dal cardinale Saraiva Martins. Parlando poco dopo dalla finestra, prima della preghiera dell’Angelus, il papa ha ricordato ancora la vicenda storica di Von Galen, tirandone questo insegnamento per l’oggi: «La fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico».
E’ la quarta volta in sei mesi che il papa tedesco parla del nazismo, con toni del tutto simili a quelli che erano tipici del papa polacco. Ed è significativo che vi possa essere unità d’accento tra un papa venuto da un popolo che ha subìto l’occupazione tedesca e un altro che viene dalla Germania.
Il 19 maggio, dopo aver assistito in anteprima alla proiezione del film «Karol, un uomo diventato papa», Benedetto XVI definì «provvidenziale» la diretta successione di un papa tedesco a uno polacco, avendo ambedue «conosciuto in gioventù» su «fronti avversi» la stessa «barbarie».
Una seconda e una terza volta papa Ratzinger aveva parlato del «crimine inaudito della Shoah» e del sentimento di «vergogna e dolore» con cui ogni tedesco la ricorda, il 19 e il 21 agosto, a Colonia, visitando la sinagoga e al momento di congedarsi dai connazionali.
Von Galen fu vescovo di Münster dal 1933 al 1946 e fu fatto cardinale da Pio XII nel gennaio del 1946 in segno di apprezzamento per quanto aveva detto e fatto durante la guerra. Il Papa ieri ha ricordato «le tre celebri prediche che quell’intrepido pastore pronunciò nel 1941»: con esse si era pronunciato contro la chiusura dei conventi e l’arresto dei religiosi, ma anche contro l’eliminazione degli handicappati fisici e mentali, che - disse - vengono «uccisi come bestie». Dall’eliminazione degli handicappati trasse questo monito: «Guai a noi tutti quando saremo vecchi e deboli».
Per il coraggio con cui criticava pubblicamente il nazismo, questo vescovo fu detto «il leone di Münster». In una lettera a Pio XII ebbe a scrivere: «Noi abbiamo a che fare con un avversario che non conosce verità e fede. Ciò che essi chiamano Dio non è il nostro Dio, ma è qualcosa di diabolico».
Nei due discorsi di ieri, il Papa l’ha descritto come «modello di fede profonda e intrepida», che ebbe il coraggio di «ubbidire a Dio invece che agli uomini» e «in nome di Dio denunciò l’ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare».
La causa di beatificazione di Von Galen - che nella sua aperta opposizione al nazismo non fu seguito dal resto dell’episcopato tedesco - era stata introdotta nel 1956 ed era stata incoraggiata da papa Wojtyla, che l’11 marzo del 1987 aveva visitato la tomba del vescovo a Münster.

fonte Luigi Accattoli Corriere della Sera
Le le false ragioni di chi inneggia alla  morte. Non sono e non saranno mai angeli…. ma diavoli quelli che li accompagnano . E sono al diavolo a cui loro invocano….Uomini grigi contro bambini ed altri uomini colorati…….

Gilberto Gamberini

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il 10 ottobre 2005 in: Inconscio Collettivo News

Argomenti

Ultimi interventi

Vedi tutti

Le categorie della guida

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento