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I nostri uomini narcisi e sempre meno padri

gli uomini occidentali sempre più interessati a lifting e maschere antirughe, sono padri, o possibili padri, disposti a farsi da parte in favore dei figli, oppure in fondo desiderosi di "continuare" loro, in prima persona, lottando strenuamente per non mostrare d'essere ormai vecchi? Giuseppe Ungaretti scrisse questo verso: "Non mi rimane che rassegnarmi a morire/ Alleverò dunque tranquillamente una prole". Solo quando si ammette di poter passare il testimone si è padri. Prima, è l'illusione narcisistica della adolescenza

IL DILAGARE DI PRODOTTI DI BELLEZZA MASCHILE

I nostri uomini narcisi e sempre meno padri

fonte Marina Corradi AVVENIRE

Il fatturato del mercato dei cosmetici maschili è aumentato del 20 per cento nel solo 2004. Dev’essere per questo che l’ultimo magazine del Corriere della Sera, “Style”, dedica un così ampio spazio delle sue 340 pagine a pubblicità e servizi su lifting, peeling, creme antirughe, tutto rigorosamente per uomini. Come liberarsi delle occhiaie con un intervento rapido nella pausa pranzo, come dimostrare dieci anni di meno, considerato che in America otto uomini su dieci ritengono “un fattore determinante al fine dell’avanzamento professionale un volto disteso e gradevole”. E quindi grandi foto di modelli opportunamente curati e opportunamente “firmati”; dal genere sessuale enigmatico a dire il vero, ma si sa che nella pubblicità l’eterosessualità è ormai irrimediabilmente “out”. …..E tuttavia per quanto ci si voglia adeguare, non si riesce a evitare un retropensiero oscurantista: mah. Per secoli l’adornarsi, il dipingersi e inventare unguenti di bellezza è stato quasi esclusivamente fatto di donne. I maschi cercavano semmai di sembrare più forti, non più giovani, o freschi. La barba ispida, l’aspetto non troppo curato erano considerati segni di virilità. E se oggi è l’avvento della cosmetica maschile di massa, probabilmente questo vuol dire che qualco sa è cambiato.
In un famoso saggio degli anni Settanta - intitolato “La cultura del narcisismo” - il sociologo americano Christopher Lasch affermava un nesso fra il crescente narcisismo maschile contemporaneo, e la fatica o la scarsa propensione alla paternità. Gli uomini di due generazioni fa, scrive Lasch, a cinquant’anni parevano già dei vecchi. Oggi un cinquantenne della middle-upper class americana, grazie a jogging, stepping, antiaging e altri gerundi obbligatori, pare ancora giovane. E che c’è di male, si potrebbe domandarsi? Nessuno, o al massimo una distratta frivolezza, se non che, annota Lasch, questa generazione di uomini che tende a prolungare quanto più può la giovinezza, sembra faticare a stare in un ruolo paterno. Padri cinquantenni e figli ventenni l’uno accanto all’altro paiono fratelli, e forse, insinua il sociologo, quasi rivali. Perché nella natura del “padre” è spingere avanti i figli, perché gli succedano. Ma gli uomini occidentali sempre più interessati a lifting e maschere antirughe, sono padri, o possibili padri, disposti a farsi da parte in favore dei figli, oppure in fondo desiderosi di “continuare” loro, in prima persona, lottando strenuamente per non mostrare d’essere ormai vecchi? Giuseppe Ungaretti scrisse questo verso: “Non mi rimane che rassegnarmi a morire/ Alleverò dunque tranquillamente una prole”. Solo quando si ammette di poter passare il testimone si è padri. Prima, è l’illusione narcisistica della adolescenza. E questo narcisismo diffuso che vuole gli uomini sempre più intenti a specchiarsi, a continuarsi giovani con ogni accorgimento, s’accompagna, singolarmente, ai dati di natalità più bassi mai registrati in Occidente.

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