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Paure e crudeltà

Sepolti vivi quattromila polli ...."Oggi sappiamo che gli animali soffrono e che il loro dolore è ben maggiore del nostro, e che non possiamo più dirci innocenti di questo, non abbiamo più giustificazioni nel momento in cui sediamo al nostro desco e ci nutriamo del loro sangue e dolore."

Sepolti vivi quattromila polli
Paure e crudeltà
Ivan Bonfanti
Fonte: Fonte:www.liberazione.it
21.10.05
22 ottobre 2005
gallineLa notizia, di per sé, non si commenta. Ieri, al confine tra Grecia e Albania, le guardie di frontiera di Tirana hanno messo fine alla vicenda di un carico di polli proveniente dalla Grecia bloccato al valico nel timore che fossero contagiati dall’influenza aviaria (nonostante avessero i certificati veterinari che escludevano il contagio da H5N1). La soluzione è stata semplice: i pennuti sono stati ammazzati in blocco. I 4 mila polli sono stati gettati vivi in uno scavo profondo, poi ricoperto da una ruspa mentre gli animali annaspavano per mettersi in salvo.

Ora, cercando di essere educati e rispettosi: ognuno può pensarla come crede riguardo agli altri viventi che abitano il pianeta. Tuttavia il tema dei loro diritti non può essere sempre emendato alle necessità, vere o presunte, di qualche emergenza o della scienza. E men che mai all’ideologia di qualche ortodosso che pensa che finché non si risolvono i problemi dell’umanità (e stiamo freschi) non ci si può occupare di pennuti e altri viventi.

In sostanza siamo invece in parecchi ad avere le scatole piene. Di episodi come questo, dove ci si sbarazza con crudeltà di uccelli in vita come qualche bandito getterebbe via un carico di immondizia. Siamo stufi dei cacciatori, che continuano a impallinare e ammazzare animali per il loro giocondo piacere persino adesso che la loro «preda» rischia di essere infetta (e il ministro Storace sospende la caccia? Ma figuriamoci). Per non parlare degli allevamenti intensivi dove agli animali non viene neanche concesso di vivere in attesa di morire.

E’ lunga la storia degli inferni danteschi per animali. Le oche con le zampette inchiodate al pavimento, le mucche costrette a veder passare la vita dall’interno di gabbie sempre chiuse. Le loro storie non fanno effetto, i loro vagiti non fanno più rumore dagli scaffali dei supermarket. Basta non raccontarlo ai bambini.

E’ ora di riconoscere agli altri viventi almeno uno straccio di diritto. Quello alla vita. Senza fanatismo. Ma il mondo è anche degli animali.

“Oggi sappiamo che gli animali soffrono e che il loro dolore è ben maggiore del nostro, e che non possiamo più dirci innocenti di questo, non abbiamo più giustificazioni nel momento in cui sediamo al nostro desco e ci nutriamo del loro sangue e dolore.”

fonte

Tratto da “Dalla parte degli animali” pp 169-170
2004 Ed. Ancora isbn 88-8325-137-7
Sito web: http://www.ancoradelmediterraneo.it

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