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Si impicca madre Giusy Potenza

Tragedia nella tragedia ...storia di vite misere colpite dalla malasorte. E' strano come a volte il destino si accanisca in certi luoghi e con certe persone. La tragedia della figlia, uccisa....il fango gettato su di lei...prima e dopo morta..l'allontanamento del marito reo di avere accoltellato il padre di una delle "amiche"...la solitudine..il peso di una condizione, già aggravata da una depressione pregressa...tutti gli ingredienti di una tragedia annunciata, nella quale nessuno ha fatto nulla di più di un disattento spettatore Così va la vita...quando l'abbandono sponsorizza la morte.Il mondo sempre più pieno di follia e di violenza, sempre più si allontana da gesti e da un sentire comune di dolcezza e gentilezza

Si impicca madre Giusy Potenza
La 15enne fu uccisa a Manfredonia
Si è uccisa impiccandosi la madre di Giusy Potenza, la ragazzina di 15 anni massacrata il 12 novembre 2004 nelle campagne alla periferia di Manfredonia (Foggia). La donna - a quanto si è saputo - si è impiccata nella sua abitazione. Sul posto si è recata la polizia. La donna si chiamava Grazia Rignanese, aveva 39 anni, ed era al settimo mese di gravidanza: inutili i tentativi di salvare almeno il bambino.

(Infophoto)
E’ stata la figlia Michela, che si era recata a trovarla, a fare la macabra scoperta. Un ennesimo colpo di scena drammatico in un caso che lo scorso anno sconvolse la cittadina pugliese. Per l’omicidio di Giusy, dal dicembre 2004, è in carcere Giovanni Potenza, il cugino del padre della ragazzina. L’uomo ammise di aver ucciso la piccola perché aveva con lei una relazione che la ragazzina non voleva interrompere, nonostante l’uomo fosse sposato.

Nel maggio 2005 ci fu poi l’arresto di due amiche di Giusy con l’accusa di aver indotto la ragazzina a prostituirsi e di averne sfruttato la prostituzione, sia pure - secondo gli investigatori - “per determinati episodi”. La madre della 15enne si battè contro questa versione dei fatti: “Me l’hanno uccisa una seconda volta - disse - Questa non è la verità. Loro sono delle ragazze facili, si sapeva da sempre. Mia figlia baciava il fidanzato solo sulle guance, dal primo giorno ho sospettato di loro”. Anche il padre di Giusy reagì malissimo alla confessione delle due ragazze, accoltellando il padre di una di loro: per questo il 30 maggio 2005 venne arrestato. Potenza dichiarò di aver colpito Mangini perché più volte aveva infangato la memoria di sua figlia.

Non stupisce quindi il fatto che Grazia Rignanese versasse in un grave stato depressivo. Proprio per questo, i familiari cercavano di starle sempre vicino: così, da quando il marito, agli arresti domiciliari, si era dovuto allontanare da Mafredonia per disposizione del giudice, la donna era stata indotta ad andare ad abitare con la propria madre. Nelle ultime ore, però, approfittando di un momento di assenza in casa, Grazia Rignanese si è allontanata ed è ritornata nella sua casa, quella in via Domenico Savio, dove aveva vissuto con i suoi parenti e dove aveva visto la sua famiglia disgregarsi poco a poco: qui è andata sulla veranda e si è impiccata.

fonte tgcom

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di più di un disattento spettatore Così va la vita…quando l’abbandono sponsorizza la morte.

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