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Io sballo coi genitori

"Gli adulti per paura che i figli arrivino al buco, preferiscono un controllo quasi connivente, tollerando altri tipi di droga"...nelle stragi del sabato sera, sempre di più è imputata la cocaina, che permette il superamento dei limiti abituali, di umore, sempre felici, sessuali, e della velocità. Oltre i limiti dentro un circolo vizioso che diminuisce sempre di più gli spazi vitali e impedisce un addattamento alla vita

fonte Giacomo Amadori PANORAMA

Pusher personali della stessa età, consumo di più tipi di sostanze, approvvigionamento nelle palestre: così «si fanno» i giovani milanesi. Spesso, dice la polizia, con la complicità della famiglia.

Daniele voleva viaggiare. Per questo ha scelto la via più breve: prima si è fatto una canna, in solitudine, poi ha infilato la testa dentro un sacchetto e ha respirato il gas che gli serviva per partire. Ma il butano, il combustibile degli accendini, gli ha fermato il cuore. Avrebbe compiuto 15 anni il 30 di settembre, se n’è andato qualche giorno prima, sulla panchina di un piccolo parco milanese.
Questa, però, non è una storia di degrado metropolitano, come quelle dei bambini randagi di Bucarest che «tirano» colla per tenersi su. Daniele era il figlio di una famiglia della buona borghesia meneghina, papà medico, mamma impiegata. Purtroppo non è bastato a evitare a loro figlio di dondolare sul baratro. Sino alla caduta.

Nel capoluogo lombardo vite come quelle di Daniele non sono un caso isolato. «È vero, ormai i ragazzi consumano droga anche da soli» conferma Fabio Bernardi, vicequestore aggiunto e capo della Narcotici di Milano, «e spesso lo fanno in casa, magari con la complicità dei genitori». Complicità? «Gli adulti per paura che i figli arrivino al buco, preferiscono un controllo quasi connivente, tollerando altri tipi di droga» puntualizza Bernardi.
Per capire che le sue non sono fissazioni da poliziotto basta incontrare quei figli nei pomeriggi del fine settimana, quando si radunano per andare a ballare o, magari, a «sballare».

Davanti a una discoteca vicino a piazzale Maciachini un gruppo di ragazzi sta fumando marijuana. Andrea (i nomi dei minorenni sono di fantasia), 15 anni, cappellino di Armani calato sulla fronte, ammette: «Fumo di nascosto da mio padre, ma insieme con mia madre». Lei fa l’insegnante, il marito il floricoltore. Ma niente cannabis nelle sue serre. Carlo, sedicenne oversize, rivela che lo zio scherza quando gli trova in tasca delle palline di hascisc. E lui sfumacchia senza sensi di colpa.
Isabella De Martini, neuropsichiatra e docente universitaria con figlia tredicenne, non crede ai genitori amici: «Confonde i ruoli e crea insicurezza. Io a Bianca vieto di andare in discoteca, ma le spiego i motivi, per non rendere il proibito affascinante. Per esempio le dico che la droga non fa vincere la timidezza, ma rende meno emozionante il primo bacio».

Certo il problema non sta solo nei genitori, ma pure nella facilità con cui i ragazzini, a Milano e dintorni, possono trovare le sostanze pericolose. Tanto che molti di loro sono diventati consumatori abituali e, persino, «sperimentatori», come li chiamano gli addetti ai lavori: provano, mischiano, consigliano. «Quelli della nostra età fumano hascisc ed erba, ma utilizzano anche il popper e la cocaina» elenca Matteo, 14 anni, saltatore in alto e studente dello scientifico.
«Purtroppo questa è la realtà» spiega Bernardi «ormai, soprattutto tra i giovanissimi, siamo al policonsumo: oggi provare una droga significa avvicinarsi a più droghe». In città soprattutto hascisc, cocaina ed eroina; in calo verticale le pastiglie.

Per l’acquisto il canale tradizionale sono gli spacciatori di strada. Un supermarket con numerosi indirizzi utili: dal Parco Sempione allo Sport Village di Milano, alla Villa Reale di Monza (per i consumatori dell’hinterland), suk a buon mercato in mano agli spacciatori maghrebini. Ma la novità sono i personal pusher, quasi sempre coetanei.
Un lavoro che consente di mettere da parte qualche soldo e qualche dose. «Io non fumo» giura Matteo sorridendo «ma se dovessi farlo la comprerei da Ivan, un mio compagno di classe ripetente». È stato lui a procurare la «roba» che fumavano i ragazzini sorpresi nel sottoscala della scuola dagli uomini della sicurezza.

nelle stragi del sabato sera, sempre di più è imputata la cocaina, che permette il superamento dei limiti abituali, di umore, sempre felici, sessuali, e della velocità. Oltre i limiti …dentro un circolo vizioso che diminuisce sempre di più gli spazi vitali e impedisce un addattamento alla vita

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