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Alcolismo, che fare? Il convegno

Centri Alcoologici Territoriali e i Club, che hanno fatto ridurre notevolmente la piaga dell'alcoolismo, togliendolo dal ghetto del " in fondo c'è di peggio" e "meglio non parlarne" e " chi beve è più simpatico, che è vero per gli amici ma non vero per i familiari" I Centri Alcoologici Territoriali e i Club hanno coinvolto le intere famiglie, perchè qualsiasi problema di uno diventa il problema di tutti.










Alcolismo, che fare? Il convegno

di Carmen Morrone (c.morrone@vita.it)

02/11/2005

Il Congresso è stato organizzato dal l’ARCAT (Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento dell’Emilia Romagna) in collaborazione con il Comune di Salsomaggiore Terme, l’Assessorato alle Politiche Sociali sia della Provincia di Parma, sia della Regione Emilia Romagna. Si svolgerà dal 4 al 6 Novembre presso il Palacongressi di Salsomaggiore Terme, in via Romagnosi 7, con inizio alle ore 14.30 di venerdì 4 novembre.

Saranno tre giorni intensi ed importanti per tutti coloro che si occupano di problemi alcolcorrelati per lavoro o per scelta di volontariato, per tutte le famiglie di alcolisti in trattamento e per chiunque nella comunità voglia conoscere cosa si sta facendo in questo campo.

Secondo il Ministero della Salute: “La riduzione dei danni sanitari e sociali causati dall’alcol è, attualmente, uno dei più importanti obiettivi di salute pubblica perseguiti da gran parte degli Stati. In Italia, benché il consumo generale di bevande alcoliche sia diminuito, il fenomeno dell’alcolismo nei giovani, e più specificamente nella fascia d’età che va dai 12 ai 29 anni, è in netta crescita. Inoltre, per i giovani, l’alcol è la causa del 50% degli 8.000 decessi (“attivi e passivi”) per incidenti stradali e della metà dei 170.000 ricoveri e delle 20.000 invalidità permanenti quale conseguenza evitabile di una guida in stato di ebbrezza. Il Ministero della Salute ha individuato nel Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 come prioritario il problema del consumo di bevande alcoliche.”

I Club danno una risposta efficace ed economica alle persone e famiglie con problemi alcolcorrelati: sono presenti in Italia da 26 anni e sono quasi 2.300 sul territorio nazionale. Ogni club è frequentato in media da 8 famiglie e le famiglie attualmente coinvolte sono quasi 20.000; difficile stimare quante siano state nel corso degli anni, ma pensiamo vicino alle 200.000.

Al Congresso saranno presenti professionisti, volontari e famiglie dei Club provenienti da tutta Italia, in un’iniziativa unica nel suo genere, perché coniuga il lavoro professionale con l’impegno di volontariato. Speriamo sarà presente, nonostante alcuni problemi di salute, anche la Prof.ssa Visnja Hudolin, consorte e prima collaboratrice del Prof. Vladimir Hudolin, fondatore dell’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi.

Il Congresso dei Club a Salsomaggiore Terme avrà respiro non solo nazionale, ma anche internazionale, dato che i Club sono diffusi in trenta altre nazioni: nel Nord Europa, nei Paesi dell’Est, in Africa e nell’America Latina. Sono attese delegazioni di famiglie e servitori-insegnanti dei Club stranieri, legate fortemente a quelle italiane per storia e per il quotidiano lavoro secondo l’approccio ecologico-sociale del professor Hudolin.

Durante il Congresso sarà allestita una sezione che illustrerà le iniziative più significative in campo alcologico in atto nella Regione Emilia Romagna, ad opera sia dei servizi pubblici che delle Associazioni dei Club.

Centri Alcoologici Territoriali e i Club, che hanno fatto ridurre notevolmente la piaga dell’alcoolismo, togliendolo dal ghetto del ” in fondo c’è di peggio” e “meglio non parlarne” e ” chi beve è più simpatico, che è vero per gli amici ma non vero per i familiari”

I Centri Alcoologici Territoriali e i Club hanno coinvolto le intere famiglie, perchè qualsiasi problema di uno diventa il problema di tutti.

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