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Reality show…la realtà marziana. Please... lasciateci sognare

Finanziere muore in inseguimento a Torino, travolto da un treno...Storie di ordinario eroismo di quella quotidianità che chiamiamo realtà, eppure così difficile da digerire. Un uomo che fa il suo dovere, che combatte contro la droga, oggi ha perso la sua battaglia per la vita. Poche righe lo ricorderanno, ma a questa realtà che non nasce per gioco, noi ci ispiriamo per continuare a credere in quella realtà. Tutto il resto che dovremmo prendere sul serio ci sembra in questo ed in altri momenti….così lontano….come se appartenesse ad una realtà marziana. Ed è proprio in quella realtà marziana, che, recite, tradimenti, talpe, e lacrime e piccole carenze, che fan bene solo alla linea, giochi, presi sul serio, con effetti speciali simili a quelli dei “giochi senza frontiere di vecchia memoria, dei reality show, ci sembrano ancora più marziani. Ed in quella realtà marziana in cui ci specchiamo ogni giorno, ma in cui non riusciamo a riconoscerci, come pensiamo che possano ritrovarsi gli immigrati che percorrono nelle nostre strade il cammino della speranza? Come possono comprendere il gioco della miseria, della povertà e della angoscia, quando sono angosciati dalla fame vera e dalla mancanza di prospettive per il futuro? La loro carenza è cronica, a volte eterna, e noi gliela mostriamo per un tempo determinato, con un superpremio finale, per il quale qualcuno di loro forse venderebbe l’anima e molto di più…. Il reality non è un film che fa sognare ma una presa in giro della realtà che fa piangere.....La realtà vera e non marziana non è divertente, e a volte è noiosa, ma è quella realtà in cui tutti ci misuriamo. Vorremmo delle fantasie diverse, che ci portassero lontano e che allo stesso tempo ci riportassero nel nostro quotidiano con maggior forza e maggiore comprensione. Ma la realtà marziana dove ci porta?....Se i nostri sogni sono strani è perché li nutriamo di stranezze. Se non sogniamo più è perché abbiamo smesso di sognare e di far sognare. Se siamo angosciati è perché ci angosciano e ci fanno angosciare. Please….fateci e lasciateci sognare …..

Reality show…la realtà marziana
 
Finanziere muore in inseguimento
Torino,travolto da un treno in transito
Tragedia a Brandizzo, nei pressi di Torino. Un finanziere è morto travolto da un treno in transito mentre stava inseguendo alcuni malviventi sfuggiti a un controllo. Dopo una prima fuga in macchina, i due marocchini sono fuggiti a piedi nei campi tra un raccordo stradale e la linea ferroviaria dove il finanziere è stato investito. A trovare il corpo è stata una squadra del nucleo Saf dei pompieri.

 

Per tutta la notte è stato interrogato tutta la notte il marocchino arrestato nell’operazione antidroga della Guardia di Finanza nel corso della quale ha perso la vita l’appuntato Francesco Salerno, di 34 anni, in servizio presso la compagnia di Torino. Gli inquirenti hanno potuto ricostruire le fasi dell’ inseguimento, lungo la linea ferroviaria Torino-Milano tra Settimo e Brandizzo. Originario di Roma, dove vivono la moglie e i genitori, Salerno si era trasferito a Torino per seguire la sua passione per la divisa, che lo aveva portato ad arruolarsi nella Guardia di Finanza nel 1994, a soli 23 anni.

“Tutto è iniziato al casello di Rondissone - racconta il capitano Alberto Canu - sull’autostrada Torino-Milano, quando una Citroen Xsara di colore bianco con a bordo tre persone sospette non si è fermata all’alt della nostra pattuglia”. E’ scattato così un pericoloso inseguimento da parte dei due baschi verdi, nel corso del quale i malviventi si sono liberati di un borsone bianco contente all’incirca 7 chili di hashish.

Uscita dall’autostrada e imboccata la statale Torino-Chivasso, la Citroen è finita fuori strada nei pressi della massicciata della ferrovia. I due finanzieri hanno proseguito l’inseguimento a piedi, bloccando uno dei tre spacciatori. Salerno ha continuato a cercare gli altri due fuggiaschi in mezzo alla campagna. D’accordo con il compagno di pattuglia, ha iniziato una manovra di accerchiamento di un casello ferroviario abbandonato. E’ lì che i due si sono persi di vista nel buio della notte.

“Tutto lascia presupporre - ha ancora detto il capitano Canu - che l’appuntato nell’attraversare i binari non si sia accorto del sopraggiungere del treno che l’ha travolto”. Un incidente di cui non si sono resi conto né l’altro finanziere né il macchinista del convoglio. Il militare superstite, dopo avere cercato invano l’appuntato, ha fatto scattare l’allarme. Sul posto si sono recate altre pattuglie della Finanza e squadre specializzate dei vigili del fuoco che hanno trovato il cadavere lungo la massicciata, mutilato nell’urto con il treno. ……

 

fonte tgcom

 

Storie di ordinario eroismo di quella quotidianità che chiamiamo realtà,

eppure così difficile da digerire.

Un uomo che fa il suo dovere, che combatte contro la droga,

oggi ha perso la sua battaglia per la vita.

Poche righe lo ricorderanno, ma   a questa realtà che non nasce per gioco,

noi ci ispiriamo per continuare a credere in quella realtà.

Tutto il resto che dovremmo prendere sul serio ci sembra in questo ed in altri momenti….così lontano….come se appartenesse ad una realtà marziana.

Ed è proprio in quella realtà marziana, che,

recite, tradimenti, talpe, e lacrime e piccole carenze,

che fan bene solo alla linea, giochi, presi sul serio,

con  effetti speciali simili a  quelli dei “giochi senza frontiere di vecchia memoria,

dei reality show,

ci sembrano ancora più marziani.

 

Ed in quella realtà marziana in cui ci specchiamo ogni giorno,

ma in cui non riusciamo a riconoscerci,

come pensiamo che possano ritrovarsi gli immigrati

che percorrono nelle nostre strade il cammino della speranza?

Come possono comprendere il gioco della miseria, della povertà e della angoscia, quando sono angosciati dalla fame vera e dalla mancanza di prospettive per il futuro?

La loro carenza è cronica, a volte eterna, e noi gliela mostriamo per un tempo determinato, con un superpremio finale, per il quale qualcuno di loro forse venderebbe l’anima e molto di più….

Il reality non è un film che fa sognare ma una presa in giro della realtà che fa piangere.

Sul pianto e sull’angoscia non si può giocare e dibattere ma solo riflettere e deciderne i provvedimenti più opportuni.

In un tempo di disagio e di povertà, di vecchi poveri e di nuovi poveri, bisogna dare nuove speranze e fornire nuove forme di comunicazione alle persone e tra le persone, sempre più distanti tra loro.

Una bambina di 8 anni, che segue con attenzione i reality, diceva questa sera a cena,

“io da grande voglio sposare un attore o un calciatore”

Quando suo padre scherzando gli ha detto “ma perché…non sposeresti uno come papà?

“ Perché papà mi annoia” ha risposto la piccola.

Già la realtà vera e non marziana è noiosa, ha solo piccole angosce e piccoli sotterfugi per sopravvivere, ha piccole e quotidiane frustrazioni, che per qualcuno sono più grandi.

 

La realtà vera e non marziana non è divertente, e a volte è noiosa, ma è quella realtà in cui tutti ci misuriamo.

Vorremmo delle fantasie diverse,

che ci portassero lontano e che allo stesso tempo

ci riportassero nel nostro quotidiano con maggior forza e maggiore comprensione.

Ma la realtà marziana dove ci porta?

Al di la delle buche angoscianti che consciamente e inconsciamente ci riportano alle angoscie

lontane della tragedia di Vernicino, al di la degli scarafaggi, al di la della nostra impotenza nel programmare e vivere la vita….forse vi sarà solo la tragedia del nulla assoluto, e forse,

purtroppo, non più marziano ma reale.

Se i nostri sogni sono strani è perché li nutriamo di stranezze.

Se non sogniamo più è perché abbiamo smesso di sognare e di far sognare.

Se siamo angosciati è perché ci angosciano e ci fanno angosciare.

Please….fateci e lasciateci sognare …..

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

 

 

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