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Schwarzenegger e l’enuresi notturna di Gaetano

Sono spesso gli stessi pazienti che si rivolgono al terapeuta con richieste paradossali. La richiesta paradossale tipica che fa la persona è di farlo stare meglio, senza cambiare nulla delle cause che lo hanno fatto stare male. Spesso nel caso dei minori è uno o sono entrambi i genitori che vogliono che il figlio guarisca senza mutare nulla nel loro atteggiamento e comportamento che è stato, magari, la causa del problema del figlio.

Sono spesso gli stessi pazienti che si rivolgono al terapeuta con richieste paradossali.

La richiesta paradossale tipica che fa la persona è di farlo stare meglio, senza cambiare nulla delle cause che lo hanno fatto stare male.

Spesso nel caso dei minori è uno o sono entrambi i genitori che vogliono che il figlio guarisca senza mutare nulla nel loro atteggiamento e comportamento che è stato, magari, la causa del problema del figlio.

Un giorno mi telefonò una madre per espormi il problema del figlio: Gaetano.

Gaetano aveva tredici anni e, da circa un anno, aveva ripreso a bagnare il letto di notte, come quando era bambino.

Quando vennero, li osservai entrambi con attenzione.

Il figlio era un bel ragazzo, intelligente, pieno di gioia di vivere.

La madre era giovane ma con molti preconcetti.

Odiava la violenza sotto qualsiasi forma.

Il problema era che per lei quasi tutto era violenza.

La televisione, in particolare i cartoons, i film d’avventura, di guerra, i giochi che facevano i maschi e tutti gli sport, anche il gioco del calcio che il figlio preferiva.

La madre sosteneva che il figlio, per aver una buona educazione, doveva seguirla in tutto e per tutto.

La domenica mattina lo faceva assistere alla messa.

La domenica pomeriggio, la madre lo conduceva con sé a fare dei lavori socialmente utili oppure, nei mesi estivi, ad aiutare i nonni che gestivano un locale per la mescita del vino.

Il figlio, seduto davanti a me, era assai insofferente ed aveva tutta la mia solidarietà.

Dopo averla lasciata parlare senza freni decisi di intervenire e dissi: “Sa cosa penso!

Io penso che lei sia veramente molto, ma molto violenta!

Far fare una cosa a qualcuno senza sognarsi neppure di chiedergli se gli piace o meno è una vera violenza!

Lei è molto violenta!

Il problema è che non vuole rendersene conto!”

La madre, rossa in viso come un tacchino, mi avrebbe morso volentieri! Gaetano, invece, dapprima annuiva sempre di più con la testa, guardandomi come si guarda il proprio super eroe preferito, poi chiaramente e a piena voce disse alla mamma: “Ha ragione! Ha ragione! Sono contento di essere venuto! Ci ritorniamo qui… vero?”

Lo vedevo entusiasta del fatto che avevo contrastato l’esuberanza della madre. Mi frullavano nella mente strane idee. Possibile che tutto potesse essere così semplice? Sapevo che in quelle settimane, il giovedì sera, trasmettevano alla tv una serie di film di Arnold Schwarzenegger….

Approfittai del fatto che la madre non si è ancora ripresa e feci al ragazzo una proposta paradossale, che apparentemente non c’entrava nulla con l’enuresi notturna. Gli dissi: “Gaetano…Se, giovedì sera, tua madre ti lascerà vedere il film di Schwarzenegger…Vuoi provare, dopo il film, ad andare a letto tranquillo e sereno… Vuoi provare a dormire in modo tranquillo e sereno fino al mattino…Ed io credo…che sarà bellissimo svegliarti il mattino nel tuo letto asciutto… e stiracchiarti piacevolmente… e sorridere alla nuova giornata che incomincia… e poi correre dalla mamma per darle il primo bacio del giorno… ringraziandola per il suo amore e per la sua comprensione… “

Gaetano annuiva e mi guardava allo stesso modo di prima, con l’aggiunta di una grande serenità interiore che traspariva dal viso e dai movimenti del corpo.

Mi disse: “Lo faccio certo che lo faccio!”

La madre, dura in viso ma apparentemente rassegnata, disse: “Vedremo! Vedremo! Ne parleremo poi a casa…”

Prima di congedarci Gaetano chiese alla madre: “Mamma… quando ritorniamo? ”

La madre non rispose, mi salutò ed uscì insieme al figlio.

Dopo circa quindici giorni, la madre mi chiamò al telefono e mi disse: “Mio figlio da quando è stato da lei non ha più bagnato il letto! Gli ho fatto vedere il film! Io però non sopporto che qualcuno mi dica quello che devo o che non devo fare a casa mia! Io da lei non tornerò mai più!”"

E così fu.

fonte Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà Autore Gilberto Gamberini

foto riprodotte a fini didattico educativi

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