Questo sito contribuisce alla audience di

Non è mai troppo tardi .....

Istruire i giovani, ma anche gli adulti, visto che il pericolo dell'analfabetismo di ritorno è sempre in agguato, come denunciano i curatori della ricerca. E un aiuto potrebbe venire ancora una volta dalla televisione, che ai suoi albori rappresentò l'occasione per migliaia di italiani di imparare a leggere e scrivere. «Credo - osserva Sergio Zavoli, .... che sia il tempo di realizzare una forte sinergia tra scuola e televisione: quest'ultima non deve solo informare, ma comunicare. Informare è far passare dati e materiali, comunicare è far passare valori....Due terzi e più dei cittadini italiani vengono infatti condannati alla perdita inarrestabile delle loro conoscenze di base che, se non adeguatamente coltivate, decadono ogni 5 anni....Potrebbe la televisione aiutare nel compito educativo, ed affiancarsi ad insegnanti e genitori? Certamente si? In una televisione che torna alla sua origine e che sa andare oltre..... Oltre il maestro Manzi del "non è mai troppo tardi" .... La televisione come messaggio, come speranza, come stimolo, come ancora di valori che vengono valorizzati dall'immagine, come memoria, come finestra di sperimentazione sul futuro.... Non è mai troppo tardi.....

Italia a rischio analfabetismo

allarme educativo
Un italiano su dieci non ha neppure la licenza elementare, per un totale di quasi sei milioni di connazionali. Soltanto il 7.4% della popolazione ha conseguito una laurea

Da Milano Enrico Lenzi fonte AVVENIRE

Un italiano su dieci è un analfabeta o senza un titolo di studio. Il clamoroso, quanto sconcertante, dato emerge da una ricerca legata al censimento del 2001. Dati rielaborati e presentati ieri mattina dall’Unione nazionale lotta all’analfabetismo dell’Università di Castel Sant’Angelo, un ente morale riconosciuto nel 1952. Le cifre ufficiali parlano di quasi sei milioni di italiani (per la precisione 5.981.579 pari all’11.1%) in questa situazione. Dati, quelli presentati dal presidente dell’Ente Saverio Avveduto, che allarmano un Paese che proprio in questo ultimo decennio ha posto la questione educativa al centro di riflessioni e riforme. E quasi a rendere ancora più amari questi dati ecco che solo il 7.5% della popolazione ha raggiunto la laurea e solo un italiano su quattro (il 25.8%) ha frequentato la scuola superiore, mentre il 30.1% dei connazionali si è fermato alla media.
Nella loro analisi gli esperti sottolineano che ci sono ben nove Regioni con un tasso di analfabetismo che supera l’8% della popolazione, soglia considerata «di allarme». A guidare la classifica è la Basilicata con il 13.8%, seguita a ruota da Calabria con il 13.2% (ma che paradossalmente detiene anche il più alto tasso di laureati nel nostro Paese) e Molise un punto percentuale più sotto. Oltre la soglia anche Sicilia (11.3), Puglia (10.8), Abruzzo (9.8), Campania (9.3), Sardegna (9.1) e Umbria (8.4). Cifre che collocano il nostro Paese al terz’ultimo posto nella classifica dei Paesi più istruiti secondo i dati dell’Ocse 2004: precediamo soltanto Portogallo e Messico.
E neppure aver raggiunto un titolo di studio è garanzia sufficiente per essere istruiti. «Il 25% degli studenti con la licenza media - commenta Tullio De Mauro, docente di linguistica e già ministro della Pubblica Istruzione - non sa nè leggere nè scrivere, nè fare di conto». Uno scenario inquietante che per l’ex titolare del dicastero di Viale Trastevere «solo l’investimento nella scuola» può sanare. Istruire i g iovani, ma anche gli adulti, visto che il pericolo dell’analfabetismo di ritorno è sempre in agguato, come denunciano i curatori della ricerca. E un aiuto potrebbe venire ancora una volta dalla televisione, che ai suoi albori rappresentò l’occasione per migliaia di italiani di imparare a leggere e scrivere. «Credo - osserva Sergio Zavoli, giornalista e senatore dell’Ulivo - che sia il tempo di realizzare una forte sinergia tra scuola e televisione: quest’ultima non deve solo informare, ma comunicare. Informare è far passare dati e materiali, comunicare è far passare valori».
…..«Parlare di scuola, come di solito accade, riferendosi solo all’apparato educativo dai 3 a i 24 anni - osserva il presidente Avveduto - è fuorviante. Due terzi e più dei cittadini italiani vengono infatti condannati alla perdita inarrestabile delle loro conoscenze di base che, se non adeguatamente coltivate, decadono ogni 5 anni». L’allarme è lanciato, al sistema educativo il compito di raccogliere la sfida.

Potrebbe la televisione aiutare nel compito educativo, ed affiancarsi ad insegnanti e genitori? Certamente si? In una televisione che torna alla sua origine e che sa andare oltre…..

Oltre il maestro Manzi del “non è mai troppo tardi” ….

La televisione come messaggio, come speranza, come stimolo, come ancora di valori che vengono valorizzati dall’immagine, come memoria, come finestra di sperimentazione sul futuro….

Non è mai troppo tardi…..

Non lo è mai, basta comprendere che la mente va stimolata, sempre affinchè evolva…basta comprendere che la comprensione va coltivata….

Non è mai troppo tardi….

Gilberto Gamberini

foto riprodotta a fini didattico esplicativi

Le categorie della guida