
Cogne, “Ho pensato di farla finita”
Annamaria: sono mamma,vivo per i figli
“Non ho il coraggio di farla finita, anche se tante volte mi è venuta voglia di lasciarmi andare. Ma ho i miei figli, mio marito Stefano. Ho un terzo figlio che cerca giustizia”. Annamaria Franzoni si prepara al processo di appello a Torino: in aula ci sarà. “Ho avuto momenti difficili, ma li ho superati. Vivo per i miei figli”. “Ho fiducia nella giustizia, chiedo che ci ascoltino” aggiunge il marito.
Sarà l’appello a decidere se Annamaria Franzoni, condannata in primo grado il 19 luglio a 30 anni di reclusione, per il delitto del figlio Samuele avvenuto il 30 gennaio 2002, dovrà ritornare in carcere. Ma il suo legale, l’avvocato Carlo Taormina non ha dubbi sull’esito della vicenda e dice: “Vinceremo, alla fine vinceremo”. Il processo sarà a porte aperte. E lei, la mamma di Cogne sarà presente in aula per essere interrogata. “Non mi basta un’assoluzione - ha avuto modo di dire - Voglio il killer di Samuele”.
In aula a Torino, oltre al marito Stefano Lorenzi, potrebbe esserci anche don Marco, il parroco di Santa Cristina a Ripoli, dove i coniugi Lorenzi sono andati a vivere da due anni. “Ci sto ancora pensando. Dunque non si esclude”, risponde il sacerdote di 35 anni che, dopo aver studiato “tutte” le carte processuali, ha maturato la sua convinzione: “Ebbene, gli atti, così come stanno, non dicono assolutamente che Annamaria sia colpevole. Anzi - precisa ancor meglio don Marco -, se fossi un giudice farei più fatica a dimostrare la sua colpevolezza che non la sua innocenza”. …..
Non parleremo di tesi . non siamo giudici .
Potremmo parlare di Amnesia retrograda volontaria e/o inconscia,

perchè non si vuole o non si può ricordare nulla di quell’evento
e di tutto quello che può legarsi all’evento,
si cerca di cancellarlo o di relegarlo sotto chiave,
in una zona nascosta,
perché la persona soffre che di uno Stress Post Traumatico (PTSD)
legato ad un vento fortemente traumatico,
già, subisce, continuamente, l’evento subito,
sotto forma di flash back,
ricordi, che si manifestano con incubi, allucinazioni,
ossessioni,
che elabora
come un qualcosa,
che lo fa impazzire e che gli fa perdere di vista i collegamenti col reale .
Chi soffre di questo ha già espiato…..
Ma, per superare il passato, qualunque passato,
è necessario rivivere quel passato
ed ammetterlo nella propria vita,
e riportarlo alla consapevolezza della nostra coscienza
ma quella consapevolezza raggiunta potrebbe ucciderci…
Ecco i rischi di una terapia appropriata che in modo naturale possa ripercorrere il tempo all’indietro, come una moviola al rallentatore, come potrebbe essere una psicoterapia ed una ipnosi ericksoniana che mediante una regressione spazio temporale ricostruisca gli eventi, senza cercare il risultato per il risultato, senza per forza ricercare i riflettori della notorietà e dell’effetto , ma che comprenda, stimoli, ascolti e salvi le vite che restano.

Meglio non ottenere nulla, se quel nulla salva almeno una persona….piuttosto che ottenere tutto rendendola consapevole e colpevolizzandola.
Qual’è la verità?
Probabilmente rimarrà sempre sepolta dove deve rimanere…nel profondo dell’inconscio….e nessun uomo potrà rivelarla, se non accetterà i meccanismi di funzionamento della parte che la cela…..
Vorrei finire con parole diverse, parole paradossalmente d’amore, dopo i tempi del dolore…..dolore che solo una donna, che, è anche madre, può provare, nel ricordo del parto e nella lacerazione per la morte di un figlio.

Mamma….parola bellissima, che ispira arrendevolezza ed insieme sicurezza, arrendevolezza ai suoi baci, che sono carezze…..sicurezza per tutto quello che ci aspettiamo da lei, nei momenti bui della nostra vita.
Le tesi hanno altrettante antitesi….ogni luce ha il suo compenso e riposo nel buio…ogni gesto ha la sua interpretazione…..un augurio ad Annamaria…che la sua vita sia più forte di tutto…anche di qualunque passato…
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








