Il gioco Che gioco è se sei cosi serio e ne va della tua vita?

In Psicoterapia non consiglio mai di giocarsi tutto nella vita come ad un tavolo della roulette, non consiglio mai di giocare sul rosso o sul nero o di trovarsi ad un bivio nel corso della vita, preferisco consigliare un luogo aperto, non obbligato, dal quale si dipartono diverse strade e da ognuna si può ritornare indietro. … ricordo mio nonno che amava giocare alla roulette, vi andava quando era già molto anziano e per lui quelle uscite rappresentavano la vita e tornava a casa con qualche anno di meno e con la mente più lucida. Per lui era una specie di allenamento mentale….lui giocava il suo piccolo budget…ma erano più le volte che perdeva rispetto a quelle in cui vinceva… Ma a lui non interessava vincere…lui voleva solo partecipare alla vita…ad un aspetto della vita che gli stava fuggendo via… Per contro....un amico è riuscito a perdere la sua vita a quei tavoli...Come tutti i giocatori, ricordava solo delle vincite e dimenticava le perdite e si faceva contagiare dal lusso e dall'apparente potere che ti da quell'ambiente, sempre sopra le righe. Prima era circondato da donne e da amici….ora è un vecchio solo….che i più si affrettano a dimenticare…e Natale o non Natale, sono frettolosi…hanno quasi tutti qualcosa da fare quando lo incontrano....Il gioco?…Ma che gioco è se quando giochi sei così serio e ne va della tua vita?....

Il gioco Che gioco è se sei cosi serio e ne va della tua vita?

 

Io ho giocato alcune volte alla roulette, anche su sollecitazione di un amico, giocatore incallito, che poi vi dirò…..

In Friuli Venezia Giulia era un’abitudine frequente perché la vicinanza dei confini permetteva di fare la spesa e la benzina oltre frontiera…quei 50 euro risparmiati erano il budget per giocare….

Io li ho sempre persi tra macchinette e roulette…

Quell’amico giocatore mi  ha dato dei manuali sul gioco che ho studiato attentamente.

Un sabato sono rimasto a tirare giù i numeri usciti in quel pomeriggio su più tavoli e ho scoperto che con le 8 combinazioni di numeri che avrei potuto giocare, 5 classiche secondo le combinazioni caratteristiche del gioco e 3 con numeri che mi piacevano, in 5 casi avrei perso decisamente, in 2 quasi pareggiato e in 1 solo vinto una modesta cifra.

Mi ha colpito vedere un ragazzo che giocò 250 euro  sul rosso e raddoppiò perchè uscì, ma se usciva il nero…?

In Psicoterapia  non consiglio mai di giocarsi tutto nella vita come ad un tavolo della roulette, non consiglio mai di giocare sul rosso o sul nero o di trovarsi ad un bivio nel corso della vita, preferisco consigliare un luogo aperto, non obbligato, dal  quale si dipartono diverse strade e da ognuna si può ritornare indietro.

Detto questo… ricordo mio nonno che amava giocare alla roulette, vi andava quando era già molto anziano e per lui quelle uscite rappresentavano la vita e tornava a casa con qualche anno di meno e con la mente più lucida.

Per lui era una specie di allenamento mentale….lui giocava il suo piccolo budget…ma erano più le volte che perdeva rispetto a quelle in cui vinceva…

Ma a lui non interessava vincere…lui voleva solo partecipare alla vita…ad  un aspetto della vita che gli stava fuggendo via…

Per contro…. l’amico che mi diede quei libri sul gioco è riuscito a perdere la sua vita a quei tavoli, ha proprio perso tutto quello che aveva, casa, l’attività che gestiva, l’amore e il rispetto della sua famiglia.

Come tutti i giocatori, ricordava e si vantava solo delle vincite e dimenticava le perdite e si faceva contagiare dal lusso e dall’apparente potere che ti da quell’ambiente, sempre sopra le righe. Prima era circondato da donne e da amici….ora è un vecchio solo….che i più si affrettano a dimenticare…e Natale o non Natale, sono frettolosi…hanno quasi tutti qualcosa da fare quando lo incontrano

Per contro ancora…. conosco un ex croupier che vive andando alla roulette, nel senso che studia la “mossa” del croupier di turno e una volta che ha capito come tira inizia a giocare e “dice lui” che così facendo riesce a raggranellare con modeste giocate un piccolo stipendio mensile.

Non lo so se è vero perché a volte mi sembra che non ci stia con la testa….

Comunque un giorno lo vidi al tavolo da gioco …sembrava un cane da caccia che puntava la preda…era talmente immobile e concentrato che la cenere della sua sigaretta si allungava sempre di più e stava miracolosamente in bilico senza cadere.

Il gioco?…Ma che gioco è se quando giochi sei così serio e ne va della tua vita?

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

foto riprodotte a fini didattico esplicativi

 

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