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La Metafora dell’Acqua

In quel mare puoi vedere quello che vuoi vedere, quello che ti fa piacere vedere, perché il dolce dondolio delle onde. Ti riporta alla mente quando eri ancora acqua nell’acqua, un corpuscolo di vita nel grembo materno. E quando quell’acqua ti ha lasciato hai desiderato uscire alla ricerca di un’altra vita e di una nuova luce...Sei nato….. Hai sognato....Hai continuato a sognare…. Hai affrontato mille dolori….E ne sei uscito…. Tu sei acqua.... sudore....lacrima....goccia....sapore….odore…colore…. e goccia dopo goccia nel tempo diventerai mare.... diventerai qualsiasi cosa vorrai diventare, al di la di quello che avevi dentro di te....perchè era tutto acqua.... era solo acqua...tutto scorre…via.... e quell'acqua può scorrere e trascinare lontano i tronchi dei tuoi pensieri e la bellezza ritorna e rivive in te, in qualsiasi tempo in qualsiasi giorno della tua vita, fino a divenire …. un canto.

La Metafora dell’Acqua

 

Tra i colori dell’acqua

Tutte le culture religiose hanno intravisto nell’elemento un segno della presenza di Dio, un’immagine della vita che produce altra vita ed è fonte d’ispirazione

 

Per alcuni si tratta solo della più nota delle formule chimiche, per altri di un miraggio o di una manifestazione del male, nella “forma” improvvisa delle inondazioni o della pioggia torrenziale che devasta la terra. Pochi temi comunque coinvolgono così in profondità come quello dell’acqua. “Sorella acqua”, amava chiamarla San Francesco, mentre nel Candomblé brasileiro assume le vesti di una divinità. La fonte Zam Zam, inoltre, è uno dei simboli religiosi della Mecca, presso la quale i pellegrini bevono l’acqua della fonte per ricordare la storia di Hajar e Ismael. Per non parlare del simbolo di purezza, presente nei riti di iniziazione induista (il bagno nel gange), ebreo e musulmano (le abluzioni prima della preghiera) e il battesimo cristiano. Tutte le culture religiose, insomma, hanno intravisto nell’acqua un segno della presenza di Dio, un’immagine della vita che produce vita.
Silenziosa, in movimento o straripante, l’acqua nei suoi molteplici aspetti è il suggestivo tema de «I colori del Sacro», terza edizione di una mostra che attraverso immagini e illustrazioni si pone l’alto obiettivo di avvicinare i bambini e i ragazzi al divino. «O meglio, far nascere un desiderio di ricerca dell’Assoluto attraverso la bellezza di ciò che è visibile o di ciò che si può rendere visibile. - precisa Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova e curatore della mostra in coppia con Massimo Maggio - È certamente impresa ardua ma dai molti stimoli: per questo sono tanti gli autori che si sono misurati con questo tema».
Organizzata dal Museo Diocesano e dal “Messaggero di Sant’Antonio” ……

 L’arte è davvero quel linguaggio universale che può far incontrare culture e religioni diverse».
….Opere straripanti di colori, segni semplici ma profondi, pennellate ricche di analogie: come potranno parlare ai bambini? «L’illustrazione è la prima modalità che il bambino ha per entrare in contatto con i libri e le storie in esse contenute - è convinta la glottologa Maria Cecilia Luise - è la porta attraverso la quale la narrazione si svela, si fissa e si arricchisce». L’immagine affascina, avvince. Il problema, semmai, è «stimolare maggiormente le case editrici cattoliche ad un’educazione al bello, alla qualità anche per le fasce di lettori inferiori» provoca Andrea Nante. La mostra è accompagnata da un catalogo d i 250 pagine che, oltre a raccogliere le tavole esposte firmate dai maggiori autori internazionali per l’infanzia, comprende anche un bel saggio del fenomenologo delle religioni Marco Gallizioli e il racconto inedito di Paola Mastrocola, due volte vincitrice del Premio Campiello: «La favoletta dell’acqua scontenta» perché informe e incolore. Nessuno le aveva fatto notare la sua limpidezza?

Da Padova Paolo Guiducci AVVENIRE

Esistono diverse gradualità di comunicazione,

che si verificano anche solo nel semplice parlare

e che mettono in moto dei processi inconsci profondi, 

che possono dare esiti anche a distanza,

perché la parola è come una goccia che scava, scava..fino a penetrare nelle viscere della madre terra.

Io credo che la parola debba avere la purezza dell’acqua di roccia,

perché la parola deve pulire e non sporcare.

E man mano che proseguirai in questo viaggio… potrai vedere sempre di più, sempre più lontano… oltre il limite delle cose…oltre quella linea dell’orizzonte…Il tempo che passa cambia tutto ed anche noi cambiamo… E tu non sei più la stessa di prima e neppure gli altri lo sono… Mutano le cose…come mutano le stagioni….Puoi fare un salto nel tuo futuro e ritrovarti come sarai…e guardare alle cose di adesso con diversa comprensione…con la maturità che nasce dall’esperienza di quello che è già accaduto…Puoi vedere il film della tua vita e rallentarlo… rivederlo nei momenti belli… quelli che passano troppo alla svelta…Negli altri momenti invece…quelli che ti disturbano…quelli che vuoi dimenticare… puoi accelerare la velocità di scorrimento della pellicola e poi passare alla scena successiva… E’ bello lasciarci alle spalle una stazione… nella quale non scenderemo mai più… ti puoi vedere nel passato… quando il tuo problema non era ancora nato… Puoi chiederti… Chissà quando è iniziato …. Forse un attimo prima o forse un attimo dopo… A volte, attimi sono lunghi come anni… a volte gli anni passano con la velocità di una folata di vento e non ne resta neppure il ricordo…Con colori diversi l’immagine, che vedevi, cambiava..…cambia… come tu, ora, stai cambiando…. Quante cose abbiamo imparato da bambini… e quante cose abbiamo dimenticato di avere imparato… Ora è il tempo di ricordare…E quanti altri ricordi abbiamo che non ci servono più… Ora è il tempo di dimenticare…. Forse i ricordi di tanti momenti del tuo passato e forse anche di quel problema…erano solo pura immaginazione…Ogni onda che s’infrange sulla riva… è un anno della tua vita… Puoi andare sull’onda precedente… e cambiare tutto prima che succeda… oppure lasciare che l’onda ancora più in là… sì, quella alta laggiù verso la linea dell’orizzonte.. sommerga tutto e cancelli tutto quello che vuoi cancellare… E poi, il mare ritorna improvvisamente calmo e sereno…

In quel mare puoi vedere quello che vuoi vedere, quello che ti fa piacere  vedere, perché il dolce dondolio delle onde. Ti riporta alla mente quando eri ancora acqua nell’acqua, un corpuscolo di vita nel grembo materno. E quando quell’acqua ti ha lasciato hai desiderato uscire alla ricerca di un’altra vita e di una nuova luce.

Sei nato…..

Hai sognato….

Cera una volta nel mare profondo,

oltre gli scogli sconosciuti,

oltre le isole del tramonto…..

 

Hai continuato a sognare….

 

 

Hai affrontato mille dolori….

E…Il marinaio fissò il mare, pianse e le sue lacrime si mischiarono nel sale del mare e si confusero….Le onde mischiarono il suo immenso dolore e lo portarono lontano….

 E ne sei uscito….

Tu sei acqua…. sudore….lacrima….goccia….sapore….odore…colore….

e goccia dopo goccia

nel tempo

diventerai mare….

 

diventerai qualsiasi cosa vorrai diventare, al di la di quello che avevi dentro di te….perchè era tutto acqua….

 

era solo acqua…tutto scorre…via….

e quell’acqua può scorrere e trascinare lontano i tronchi dei tuoi pensieri e la bellezza ritorna e rivive in te,

in qualsiasi tempo in qualsiasi giorno della tua vita,

fino a divenire ….

un canto.

 

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

 

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