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Il senso della vita

"Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò". Lo dice Gianfranco Funari...La conobbi che era ancora bambina, le feci una carezza sulla guancia e le dissi che quando sarebbe stata grande l’avrei sposata. Dopo vent’anni ci incontrammo…e fuggii con lei ora è mia moglie....Funari fa dimenticare i suoi anni, con la grazia di un uccellino pronuncia parole d'amore. L'amore, il più grande antidoto alla sofferenza, alla disillusione, alla morte. L'amore il più grande tripudio alla vita.. ed agli altri... perchè all'improvviso ti rendi conto che non esisti solo tu nell'universo..... La morte, a volte ci si può sottrarre in modo beffardo, ma senza strafare. A volte è li che ti passa accanto e la sublimi in un canto. A volte è dolore e disperazione nella solitudine, a cui una psicoterapia può lenire. A volte è turbinio ed inaspettato che ti coglie come in un agguato, in cui non hai neppure il tempo di accorgerti di morire. In ogni caso la paura della morte, il suo legittimo parlarne può trasformarsi in un inno alla vita, in una maggiore consapevolezza di quello che possediamo per valorizzarlo. Affinché chi non muore, realmente possa vivere. Diceva Ghandi “ Vivere come se l’indomani fosse l’ultimo giorno della nostra vita, Imparare come se dovessimo vivere per sempre”....

Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò”.

Lo dice Gianfranco Funari, protagonista della lunga intervista da Il Senso della Vita, in onda alle 23.15 su Canale 5

“La conobbi che era ancora bambina, le feci una carezza sulla guancia e le dissi che quando sarebbe stata grande l’avrei sposata.

Dopo vent’anni ci incontrammo…e fuggii con lei ora è mia moglie”

Funari

fa dimenticare i suoi anni,

con la grazia di un uccellino

pronuncia parole d’amore.

L’amore,

il più grande antidoto

alla sofferenza,

alla disillusione,

alla morte.

L’amore il più grande tripudio alla vita..

ed agli altri…

perchè all’improvviso ti rendi conto

che non esisti solo tu nell’universo.

La morte,

a volte ci si può sottrarre in modo beffardo,

ma senza strafare.

A volte è li che ti passa accanto e la sublimi in un canto.

A volte è dolore e disperazione nella solitudine, a cui una psicoterapia può lenire.

A volte è turbinio ed inaspettato che ti coglie come in un agguato, in cui non hai neppure il tempo di accorgerti di morire.

In ogni caso la paura della morte,

il suo legittimo parlarne può trasformarsi in un inno alla vita, in una maggiore consapevolezza di quello che possediamo per valorizzarlo.

Affinché chi non muore, realmente possa vivere.

Diceva Ghandi “ Vivere come se l’indomani fosse l’ultimo giorno della nostra vita, Imparare come se dovessimo vivere per sempre”

Funari

non è filosofo…

Tante cose non è…

Ma l’importante è essere uomini ed amare la bellezza della Vita.

Io voglio credere che sia diverso da quanto appare ….

e che quella carezza…

scusami per il tu…

tu possa ancora darla

e riceverla ancora….

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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