Droga e discoteche

Discoteche non è sinonimo di droga, ma ne costituisce il luogo e l'occasione...E' il concetto del piacere che bisogna recuperare. Il piacere non è semplicemente un piacere di un momento, ma un benessere che dura nel tempo....spesso chi spaccia la droga lo fa per mantenere se stesso al legame con la sostanza, in un circolo senza fine, in cui ogni nuovo adepto diviene consumatore e spacciatore, in una sorta di setta satanica di un male che non avrà mai fine, di potenziale morte in altra potenziale morte… finchè non ne rimane nessuno…

DOSSIER VIMINALE
Nel 2004 aumentati i sequestri di froga del 61 per cento. Quasi la metà delle pasticche trovate in Emilia Romagna. Continua a crescere anche il mercato della cocaina

Tra i giovani è emergenza ecstasy

Il traffico è gestito da una miriade di piccole organizzazioni che si riforniscono nel Nord Europa, soprattutto Olanda

Fonte Da Roma Antonio Maria Mira AVVENIRE

È di nuovo boom per l’ecstasy e le altre droghe sintetiche. Lo scorso anno i sequestri di pasticche sono aumentati del 61 per cento (da 235mila a 379mila), mentre quelli di sostanze in polvere addirittura del 101,99 per cento. La conferma, purtroppo, del vastissimo mercato di questo droghe da sballo, di basso costo e di facile smercio. Un mercato strettamente legato al divertimento giovanile del sabato sera. E, infatti, quasi il 50 per cento dei sequestri è stato effettuato in Emilia Romagna (ben 147.940 dosi, delle quali 109.085 nella sola provincia di Bologna) per antonomasia la regione delle discoteche. E non è certo un caso che le regioni che seguono, pur se molto distaccate, siano solo settentrionali, anche esse interessate dal fenomeno dell’esodo notturno dei giovani verso i locali: Piemonte (47.896, quasi tutte nella provincia di Torino), Veneto (30.970: due terzi in provincia di Padova), Lombardia (29.699, quasi tutti a Milano). Sono questi i dati più preoccupanti contenuti nella relazione annuale della Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa), l’organismo interforze del ministero dell’Interno. Preoccupanti perché confermano, almeno per queste sostanze, un uso sempre più diffuso tra i giovani. Ma non gli unici. A fronte del fortissimo aumento delle droghe sintetiche, anche quelle “classiche” non segnano il passo. Così i sequestri di eroina calano solo dell’1,69 per cento, mentre quelli di cocaina salgono dell’1,47 per cento. E la “polvere bianca” conferma così la sua posizione leader (ben 3.572 chili sequestrati contro i 2.538 dell’eroina), parallela a quella delle pasticche amfetaminiche. «La cocaina - si legge nella relazione del Dcsa - si sta diffondendo in maniera preoccupante tra tutte le classi sociali e, in particolare, tra i giovani delle aree urbane. Il traffico ed il consumo - continuano gli investigatori antidroga - continuano ad essere in espansione, in ciò favoriti da una sostanziale riduzione del prezzo». Un grosso affare, dunque, in g ran parte in mano alle cosche ……. L’unico dato positivo è quello relativo ai sequestri dei derivati della cannabis, scesi lo scorso anno del 52,03 per cento. La spiegazione è nei maggiori controlli della Spagna, punto di snodo delle rotte dell’hashish, e , per quanto riguarda la marijuana (in gran parte in mano ai clan albanesi), al quasi completo blocco dei trasporti coi gommoni attraverso l’Adriatico. Forse anche per questo nel 2004 c’è stato un vero e proprio boom di sequestri in Italia di piantine di canapa: ben il 62,32 per cento in più (da 191mila a 310mila). Un preoccupante “fai da te” della droga.

Discoteche non è sinonimo di droga,

ma ne costituisce il luogo e l’occasione..

E’ necessaria la presenza di educatori nei luoghi di divertimento,

affinchè divertirsi non sia sinonimo di “farsi” e di sballare.

Sballo che poi continua sulle strade del rientro del sabato sera.

E’ il concetto del piacere che bisogna recuperare.

Il piacere non è semplicemente un piacere

di un momento,

ma un benessere che dura nel tempo.

E’ difficile fare un discorso sulla droga,

perché complesse sono le conseguenze e le motivazioni.

Troppo imponenti sono i guadagni economici sulla droga

ed in un mondo che si muove e gira attorno al denaro, è difficile intervenire.

Ricordo anni fa un fatto di cronaca, in cui un giovane operaio intervistato

dopo essere stato trovato in possesso di un forte quantitativo di droga acquistato all’estero disse

“ Non mi sono posto il problema a chi andasse la droga,

perché in ogni caso se non fossi stato io a fornirla, ci sarebbe stato qualcun altro…

io non ne faccio uso…io ho visto decuplicare il mio investimento,

ed era un modo per sistemarmi, per vivere meglio la mia vita”

In realtà, non è sempre così,

spesso chi spaccia la droga lo fa per mantenere se stesso al legame con la sostanza,

in un circolo senza fine,

in cui ogni nuovo adepto diviene consumatore e spacciatore,

in una sorta di setta satanica di un male che non avrà mai fine,

di potenziale morte in altra potenziale morte…

finchè non ne rimane nessuno…

Un fenomeno che per molti rimane un gioco, uno sballo del sabato sera,

ma che per altri diviene un incubo…

Chi lo deciderà?

A volte il caso,a volte l’equilibrio personale dell’individuo, ma a volte neppure quello basta.

L’exctasy, dicono che sia una droga leggera, ma cosa vuol dire leggera?

Dipende dalla dose assunta,

dalla sua continuità di assunzione,

dalla psiche individuale che riversa nella sostanza

la risoluzione o l’oblio dei propri problemi.

L’exctasy danneggia il cervello,

spesso irrimediabilmente,

e spinge a travalicare i limiti del bene e del male,

perché se ne perde l’esatta valutazione e cognizione.

La prevenzione e la repressione del fenomeno non basterà,

occorrerà un maggior impegno delle famiglie,

recuperando il dialogo, l’esempio, l’interazione affettiva

e, perché no, il controllo sui propri figli.

E’ necessaria la presenza di educatori e di volontari nei luoghi di divertimento

per fornire altri esempi e una alternativa diversa al male,

proponendo una idea del bene e del benessere,

che parte dalla accettazione di se stessi, dei nostri “momenti no

dal divertimento “pulito” che rispetta se stessi e gli altri,

in una idea del benessere che continua e che si rafforza nel tempo.

E’ un discorso comunque che deve partire a monte, prima della discoteca,

perché se non ci fosse la discoteca, ci sarebbe un altro luogo ed un’altra occasione.

Deve partire dalle famiglie, dalla scuola, dalle associazioni,

per comprendere i disagi e le problematiche e i fattori di rischio predisponenti all’uso di sostanze,

per fornire utili alternative, che non possono essere solo i miti del benessere sfrenato e dell’arrivismo.

Altrimenti ci troveremo con figli sconosciuti,

che non si volgeranno mai all’indietro,

perché potranno solo guardare per sempre in avanti ed in alto,

comunque soli ed infelici,

e per contro

altri figli emarginati,

che si sono sottratti ad una folle corsa,

ma che si sono fermati per sempre.

Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini

foto riprodotte a fini didattico educativi

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Pubblicato il 22 dicembre 2005 in: Psicoterapia DROGA Giochi

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